Lil Jolie racconta 'Luoghi Comuni': "Non sono più quella bambina timida, ora so chi sono"

L'artista, classe 2000 torna con un nuovo album tra influenze pop e grunge e affronta anche il tema del prezzo del successo e lo spiega in questa intervista all'AdnKronos

Lil Jolie
Lil Jolie
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17 settembre 2026 | 15.30
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Con 'Luoghi Comuni', il nuovo album in uscita il 18 settembre, Lil Jolie volta pagina. Un disco che nasce da esperienze personali e storie condivise per raccontare la solitudine, il bisogno di empatia e la difficoltà di costruire relazioni autentiche in una società sempre più dominata da giudizi superficiali, numeri e apparenze. Classe 2000, milanese d'adozione, Lil Jolie ha costruito il proprio percorso tra la scena urban degli esordi, l'esperienza ad 'Amici' e la partecipazione a Sanremo Giovani insieme a Vale LP. Nel nuovo lavoro in studio, tra influenze rock, pop, grunge e indie, la cantautrice casertana affronta anche il tema del prezzo del successo, della ricerca dell'autenticità e del rapporto con un'industria musicale sempre più condizionata da algoritmi e social. Con l'AdnKronos l'artista parla di identità, crescita personale e della voglia di restare sé stessa in un mondo che spesso spinge nella direzione opposta.

Nel disco parli del prezzo del successo. Ma qual è, concretamente, il compromesso che oggi ti pesa di più? C’è qualcosa che hai dovuto sacrificare per stare dentro questo mestiere?

"Non mi sento di aver mai perso la mia autenticità per piacere a tutti o per raggiungere un determinato tipo di successo. Però sicuramente questa cosa è frustrante, perché sento che purtroppo nel 2026 si è quasi persa la verità. È tutto molto più 'plasticoso' e diventa difficile andare avanti rimanendo sé stessi".

La canzone ‘Voglio i Money’ è una provocazione: quanto è difficile oggi parlare di soldi nella musica senza sembrare né moralisti né completamente assuefatti alle logiche dell’industria?

"È difficile. Nel rap si parla continuamente di soldi, mentre farlo nel pop può farti sembrare spocchioso. Io ho voluto provocare. Alla fine, mi sono chiesta: 'Ma a chi non piacciono i soldi?”

Il titolo ‘Luoghi Comuni’ mette insieme due concetti opposti: il giudizio superficiale e un luogo condiviso. Qual è il luogo comune su Lil Jolie che ti dà più fastidio?

"Le persone che non mi conoscono e si fermano alla superficie possono pensare che io sia altezzosa o antipatica. È una cosa di cui ho sofferto parecchio, soprattutto quando mi sono esposta in televisione".

Il tuo primo progetto si chiamava ‘Bambina’. Oggi, invece, dentro questo disco c’è molta più disillusione. Che cosa è rimasto di quella ragazza e che cosa hai definitivamente perso per strada?

"Sicuramente sono rimaste la fame, la ricerca della verità e il bisogno di essere vista. Quella bambina era molto timida, si vergognava di mostrare le proprie fragilità e perché no, anche il proprio sex appeal. Ora sento di aver trovato un equilibrio tra entrambe le cose: non mi interessa mostrare solo un lato di me, ma chi mi apprezza deve apprezzarmi nella mia completezza".

Sei passata da Amici, Sanremo Giovani, un progetto condiviso con Vale LP e ora a un album molto personale. In che modo questo disco segna una nuova fase del tuo percorso artistico?

"Sicuramente questo disco è segnato da una maggiore consapevolezza e dalla voglia di fare quello che voglio, cancellando tutte le sovrastrutture, sia fisiche che mentali, comprese quelle che gli altri ti impongono".

C’è una parte della scena italiana contemporanea con cui senti di avere poco a che fare, nonostante magari le etichette vi mettano nello stesso contenitore?

"Con questo disco spero di riuscire a togliermi di dosso queste etichette. Sento che il mio è un disco originale e che non si avvicina a nulla di quello che vedo oggi in Italia".

Hai scelto ‘Gomma’ dei Baustelle. Che cosa cercavi in quella canzone che sentivi di dover fare tua?

"Cercavo la malinconia, la provincia, il ricordo dei momenti che vivevo al liceo, quando tutto intorno a me sembrava enorme. Essendo una persona nostalgica, ho sentito mio tutto questo e ho voluto omaggiare i Baustelle. Spero di non aver rovinato l’originale".

 Nel disco racconti una generazione che sembra avere molte possibilità ma anche una grande difficoltà a costruire relazioni autentiche. Pensi che la musica oggi riesca ancora a creare comunità o sia diventata soprattutto un modo per raccontare la propria solitudine?

"A me la musica è servita proprio per costruire una comunità. Grazie alla musica ho conosciuto tante persone che stimo e a cui voglio bene, quindi spero ancora in questo potere positivo della musica e nella sua capacità di riunire le persone e di far sì che condividano lo stesso messaggio".

Social, streaming, numeri, algoritmo: quanto condizionano la musica oggi?

"Tanto, ovviamente. Io cerco di allontanarmi il più possibile da tutto questo, perché a volte sento che rischiamo di perdere l’autenticità di una cosa bellissima come l’arte".

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