In scena "The Death of Klinghoffer": Prima trionfale per Guadagnino e Renes con la partitura di John Adams
Tredici minuti di applausi, ovazioni prolungate per il cast, il regista e il direttore, fino alla standing ovation finale: è stato trionfale l'avvio dell’88esima edizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino. A inaugurare la stagione è stata "The Death of Klinghoffer", opera contemporanea di John Adams, che ha segnato anche il debutto sulle scene fiorentine del regista Luca Guadagnino e ha visto sul podio, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Maggio, il maestro Lawrence Renes.
L’opera, come il titolo stesso evoca, rivolge il suo sguardo narrativo a uno dei più rilevanti fatti storico-internazionali degli ultimi decenni: il sequestro dell’Achille Lauro, la nave da crociera italiana dirottata nel primo pomeriggio del 7 ottobre del 1985 da un commando di quattro terroristi del Fronte per la Liberazione della Palestina, una fazione dissidente della ben più nota Olp, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina.
Nel corso delle concitate e frenetiche ore che seguirono il sequestro - che portò, come è noto, all’uccisione di Leon Klinghoffer, un cittadino americano di religione ebraica, costretto in sedia a rotelle che si trovava in crociera per festeggiare il suo anniversario di matrimonio - gli equilibri internazionali vissero momenti molto delicati che portarono la relazione diplomatica fra l’Italia e gli Stati Uniti a una situazione complessa che ebbe il suo culmine nella cosiddetta ‘Crisi di Sigonella’.
"The Death of Klinghoffer" si struttura in un prologo e due atti e si basa sul libretto, in questo caso un’opera d’arte poetica, scritto dalla poetessa Alice Goodman (presente in sala) ed è andata in scena per la prima volta a Bruxelles al Teatro de la Monnaie nel 1991. In Italia finora era stara rappresentata solo nel 2002 a Ferrara e a Modena. Ha assistito alla rappresentazione fiorentina anche Deborah O’Grady, moglie del compositore John Adams.
Il cast è formato da Daniel Okulitch come The Captain; da Laurent Naouri che interpreta la parte di Leon Klinghoffer; da Susan Bullock nelle vesti di sua moglie, Marylin Klinghoffer; Marina Comparato nei panni sia di Swiss Grandmother che di Austrian Woman e da Joshua Bloom nella parte di Rambo, il leader dei terroristi. Completano la compagnia di canto Andreas Mattersberger come The first Officer; Roy Cornelius Smith nella parte di Molqi; Mamoud è Levent Bakirci; Janetka Hoșco è la British dancing girl e Marvic Monreal interpreta la parte di Yazmir. Il maestro del Coro del Maggio è Lorenzo Fratini, la coreografia è curata da Ella Rothschild. I costumi sono di Marta Solari, le luci di Peter van Praet, Mark Grey è il sound designer.
"Un teatro d’opera non deve limitarsi a intrattenere", ha affermato il sovritendendente Carlo Fuortes, sottolineando la necessità di affrontare "i grandi temi del nostro tempo" attraverso il linguaggio artistico. Sulla stessa linea il direttore d'orchestra Lawrence Renes, che ha definito la partitura "un Everest musicale" e ha ribadito come "parola e musica siano indissolubilmente legate", ma soprattutto ha evidenziato la centralità della "dimensione umana" dell’opera. A completare il quadro, Luca Guadagnino che ha insistito sulla complessità del racconto: "Non esiste un bianco e un nero", ha affermato il regista, indicando come il vero cuore del lavoro risieda nella capacità di generare "un atto profondo di immedesimazione" e di spingere lo spettatore verso "uno sguardo più umano sull’altro".
Zubin Mehta con la moglie Nancy, il cantante Lorenzo Cherubini Jovanotti, in compagnia di moglie e figlia, lo scrittore Giancarlo De Cataldo, il musicsta Premio Oscar Nicola Piovani, il giornalista Roberto D'Agostino, l'ex premier Matteo Renzi con la moglie Agnese Landini e i rappresentanti di numerose famiglie aristocratiche hanno sfilato sul red carpet.
E' stat il sovrintendente Carlo Fuortes ad accogliere gli ospiti istituzionali: il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, la sindaca di Firenze, Sara Funato, l'assessore regionale alla Cultura, Cristina Manetti, e l'assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Gianni Bettarini, Cosimo Guggione, presidente del Consiglio comunale di Firenze, e Cristina Scaletti, sindaca di Fiesole. Presenti, inoltre, Margherita Cassano, già presidente della Corte di Cassazione, Silvana Sciarra, presidente emerita della Corte costituzionale, l'europarlamentare Dario Nardella, e i parlamentari Simona Bonafè, Maria Elena Boschi, Paolo Marcheschi e Federico Gianassi.
In platea, poi, Daniela Ballard (console generale Usa), Guillaime Rousson (console generale di Francia), Huang Xinhua e Guan Zhongqi (consolato generale della Repubblica Popolare cinese a Firenze), Luigi De Simone (comandante provinciale dei carabinieri di Firenze), Cinzia Gagliardi (comandante dei carabinieri forestali in Toscana), Pierluigi Solazzo (generale dell’Arma dei Carabinieri, comandante della Legione carabinieri “Toscana”), Gianluca Filippi (generale delle Guardia di Finanza, omandante regionale della Toscana).
Erano presenti i membri del Consiglio di indirizzo della Fondazione del Maggio - Cesara Buonamici, Gennaro Galdo, Antonella Giachetti, Sandro Rogari, Valdo Spini - e i rappresentanti dei fondatori e degli sponsor - Bernabò Bocca, Marco Carrai, Leonardo Ferragamo, Gabriele Gori, Daniela Mori, Roberto Naldi, Alessandra Petrucci, Maria Oliva Scaramuzzi.
Tra gli altri ospiti: Pier Luigi Pizzi (regista e premio Abbiati), Berlinde De Bruyckere (artista autrice della scultura della messinscena), James Williams (consulente storico), Damon Albarn (cantante dei Blur ), Jonathan William Anderson (stilista) , Nairy Baghramian (artista visiva) Noemi Brando (attrice), Lapo Baroncelli (presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa), Stefano Collicelli Cagol (direttore Museo Peccio di Prato), Mario Curìa (presidente Accademia del Maggio), la famiglia Frescobaldi, Roger Granville, Sergio Risaliti (direttore Museo Novecento di Firenze), Giorgio van Straten (presidente Fondazione Alinari), Eike Schmidt (direttore Museo di Capodimonte), Luigi De Siervo (amministratore delegato della Serie A), Antonella Mansi (presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana), Sandra Carraro, Innocenzo Cipolletta (presidente Aie), Marco Angius ( direttore d’orchestra, premio Abbiati) Giorgio Battistelli (musicista e compositore), Oscar Pizzo (musicista),
Numeroso i sovrintendenti: Nazzareno Carusi (Petruzzelli), Michele Galli (Carlo Felice), Mathieu Jouvin (Regio di Torino), Luciano Messi (Regio di Parma), Fortunato Ortombina (Teatro alla Scala), Alessio Vlad (direttore artistico Regio di Parma), Anna Maria Meo (Scuola di Musica di Fiesole), Rosa Maria de Giorgi (Conservatorio Cherubini Firenze), Barbara Minghetti (direttrice della Programmazione Teatro Sociale di Como/Aslico, premio Abbiati). Tra i giornalisti Antonella Boralevi, Serena Bortone, Silvia Calandrelli, Giovanni Floris, Jas Gavronski, Fabiana Giacomotti, Alessandra Sardoni, Giorgio Zanchini.
L'apertura del Festival del Maggio Musicale Fiorentino è stata segnata anche da un presidio di protesta, organizzato dall'associazione Firenze per la Palestina. L’associazione sostiene che il lavoro di John Adams rischia di rappresentare la resistenza palestinese “in chiave terroristica” e critica quella che definisce una lettura artistica priva di adeguato contesto storico. In un documento, il gruppo ha affermato inoltre che la lotta del popolo palestinese non sarebbe rivolta contro gli ebrei, ma contro l’occupazione israeliana, e contesta alcune rappresentazioni del conflitto presenti nell’opera e nel libretto. (di Paolo Martini)