Via libera definitivo della Camera alla legge elettorale

12 ottobre 2026 | 15.41
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Si conclude alla Camera dei deputati il lungo e articolato iter parlamentare della nuova legge elettorale. L’Aula di Montecitorio ha approvato in via definitiva il provvedimento con 227 voti favorevoli e 164 contrari, al termine di una votazione finale svoltasi a scrutinio segreto. L’approvazione rappresenta l’ultimo passaggio di un percorso parlamentare caratterizzato da un confronto particolarmente acceso tra maggioranza e opposizioni e dal ricorso, nella fase conclusiva dell’esame, alla questione di fiducia su tre articoli del testo. Il passaggio decisivo alla Camera si è sviluppato nell’arco di più sedute. Il Governo ha posto la questione di fiducia sugli articoli 1, 2 e 3, interessati dalle modifiche intervenute nel precedente passaggio parlamentare. Sull’articolo 1 la fiducia è stata approvata con 226 voti favorevoli, 147 contrari e 3 astenuti, mentre sull’articolo 2 il Governo ha ottenuto 227 sì, 149 no e 3 astensioni. La terza questione di fiducia, relativa all’articolo 3, ha ottenuto 228 voti favorevoli. L’articolo 8, riguardante anche l’estensione del voto fuori sede ai caregiver familiari, è stato invece approvato senza ricorso alla fiducia. Il ricorso alla fiducia ha rappresentato uno degli elementi di maggiore tensione politica dell’ultima fase dell’esame. Le forze di opposizione hanno contestato il metodo seguito dall’Esecutivo, sostenendo che la scelta abbia limitato gli spazi di discussione parlamentare, mentre la maggioranza ha mostrato compattezza nelle diverse votazioni che hanno preceduto il voto conclusivo. La giornata dell’8 ottobre si è quindi aperta con le dichiarazioni di voto finali sul provvedimento, alle quali hanno preso parte anche i principali leader delle opposizioni. Gli interventi del centrosinistra sono stati fortemente critici sia rispetto al contenuto della riforma sia rispetto alle modalità con cui è stato condotto l’iter parlamentare, mentre gli esponenti della maggioranza hanno difeso il provvedimento e la necessità di introdurre un nuovo sistema per l’elezione delle Camere. Al termine delle dichiarazioni di voto si è quindi proceduto allo scrutinio segreto, passaggio seguito con particolare attenzione anche alla luce delle tensioni che avevano accompagnato le precedenti fasi parlamentari della riforma. Il risultato finale, con 227 voti favorevoli e 164 contrari, ha confermato la tenuta della maggioranza e determinato l’approvazione definitiva del testo. Sul piano dei contenuti, la riforma supera l'impianto precedente introducendo un sistema proporzionale accompagnato da un premio di maggioranza per la lista o la coalizione che raggiunga almeno il 42% dei voti validi sia alla Camera sia al Senato. Il premio prevede l’attribuzione di 70 seggi aggiuntivi alla Camera e 35 al Senato, entro i limiti stabiliti dalla nuova disciplina; qualora la soglia prevista non venga raggiunta, l’assegnazione dei seggi avviene secondo il metodo proporzionale. La nuova normativa interviene inoltre sulle preferenze, sulla presentazione delle liste, sulle circoscrizioni estere e sulle modalità di partecipazione al voto fuori sede. Con il voto finale di Montecitorio si chiude così un iter parlamentare politicamente complesso, nel corso del quale il confronto si è concentrato sia sull’architettura del nuovo sistema elettorale sia sulle modalità scelte per arrivare all’approvazione definitiva. La maggioranza ha rivendicato la riforma come uno degli interventi qualificanti della legislatura, mentre le opposizioni hanno mantenuto fino all’ultimo una posizione fortemente critica, contestando diversi aspetti del testo e il percorso seguito per la sua approvazione.
La scheda del provvedimento

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