L'area particolarmente interessata dalle slavine è “estremamente vasta” e "coinvolge gran parte dell’arco alpino, dalla Valle d’Aosta al Friuli-Venezia Giulia, passando per Lombardia e Trentino
Undici morti in montagna in sette giorni, di cui dieci a causa di valanghe. È questo il tragico bilancio degli ultimi giorni sulle Alpi italiane che porta il Soccorso alpino a lanciare un "forte richiamo alla prudenza" per chi va in montagna sulla neve.
L'ultima delle vittime è Simon Dosser, 18enne di Scena (Bolzano). Si tratta dello snowboarder travolto dalla valanga che ieri pomeriggio si è staccata in Val Sarentino, in Alto Adige. Il ragazzo stava risalendo in solitaria Cima Laste di Verdines, quando la valanga lo ha travolto, seppellendolo sotto a un metro di neve. Soltanto sfiorato l’amico che era con lui che ha assistito alla scena a distanza e ha dato l’allarme. Nonostante l’intervento degli uomini del Soccorso alpino del Bergrettungsdienst di Sarentino e di Bolzano, della Guardia di finanza e dei due elicotteri Pelikan 1 e Pelikan 2 per il giovane non c’è stato nulla da fare.
Per una valanga nel fine settimana sono morti anche il 40enne Ettore Turra di Primiero San Martino di Castrozza travolto da una valanga in Val di Fiemme e deceduto poco dopo all'ospedale Santa Chiara di Trento e Alex Farronato, 41 anni, di Bassano del Grappa (Vicenza), travolto mentre scendeva lungo il versante trentino della Marmolada.
"L’area interessata dai distacchi valanghivi registrati negli ultimi giorni è estremamente vasta e coinvolge gran parte dell’arco alpino, dalla Valle d’Aosta al Friuli-Venezia Giulia, passando per Lombardia e Trentino. Le cause degli eventi non sono riconducibili a un’unica situazione tipo; emerge tuttavia con evidenza una configurazione ricorrente, legata alla presenza di strati deboli persistenti all’interno del manto nevoso", osserva il Soccorso alpino spiegando che per diversi elementi i "punti pericolosi sono numerosi e difficilmente individuabili sul terreno, rendendo complessa - anche per utenti esperti - l’individuazione di linee di salita o discesa realmente sicure".
"Per questo motivo, anche nei primi giorni della settimana appena iniziata, la scelta di itinerari in ambiente invernale su pendii ripidi rimane particolarmente delicata", sottolinea il Soccorso Alpino che, oltre a richiamare la necessità di "conoscenza e utilizzo dei dispositivi di autosoccorso" consiglia "di studiare attentamente i bollettini nivologici nella loro interezza, valutando con attenzione non solo l’itinerario pianificato ma anche le modalità di salita e discesa, e di considerare seriamente l’opzione di attendere il naturale assestamento del manto nevoso prima di intraprendere attività in ambiente innevato su terreni potenzialmente esposti al pericolo valanghe".