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Landini chiama a sciopero per cambiare manovra, no di Cisl non è da buttare

29 novembre 2022 | 20.40
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Landini chiama a sciopero per cambiare manovra, no di Cisl non è da buttare

Nuova frattura all'orizzonte per Cgil, Cisl e Uil. A dividere i sindacati ancora una volta la manovra di bilancio. Una manovra decisamente indigeribile per la Cgil di Maurizio Landini che invita per questo alla mobilitazione, sciopero generale non certo derubricato, i cugini di Cisl e Uil. Ma la lettura che la confederazione di Corso Italia dà della legge di stabilità, "è sbagliata, colpisce poveri e precarizza lavoro", appare lontana anni luce da quella della Cisl che preferisce invece un approccio più soft, "apprezzando gli sforzi" del governo Meloni nonostante alcune "misure non adeguatamente in linea con le nostre rivendicazioni".

I sindacati dunque sembrano avviarsi verso un nuovo strappo che replica quello del dicembre dello scorso anno contro la manovra del governo Draghi. Così dopo un lungo surplace e senza mai essere riusciti ad incontrarsi per un 'vertice' formale, oggi il leader Cgil Maurizio Landini ha rotto gli indugi e formalizzato da Palermo la richiesta rivolta a Cisl e Uil di non fermarsi e "di pensare anche ad una mobilitazione con cui chiedere il cambiamento di questa legge di bilancio per affermare la necessità di riforme vere contro le diseguaglianze e per politiche industriali degne di questo nome". Un invito a cui Luigi Sbarra ha sostanzialmente risposto picche. "Il nostro è un giudizio articolato. E' sbagliato dire che la legge di stabilità è tutta da buttare perché non risponde a esigenze urgenti di questo Paese", ha risposto. E su quei capitoli "non adeguatamente in linea con le nostre rivendicazioni", dal taglio delle rivalutazione delle pensioni alla nuova Opzione donna, nulla che non si possa "recuperare e migliorare con un confronto con il governo, che attendiamo, ed esercitando una pressione dei gruppi parlamentari".

Differenze di vedute sostanziali li dividono: se Landini parla di "una visione del governo Meloni su precari, flat tax e condono che non ci piace e che non è quello che serve al Paese" o di un intervento "assurdo" sul reddito di cittadinanza che "fa cassa sui poveri" in un Paese dove la povertà e le diseguaglianze sono aumentate o ancora della reintroduzione dei voucher come il simbolo "dell'idea dello sfruttamento del lavoro" o dell'assenza "di un piano strategico per l'energia che non vuol dire solo ripartire con le trivellazioni" , Sbarra apprezza invece "lo sforzo di destinare i due terzi della dotazione complessiva per consolidare le misure per fronteggiare l'escalation dei prezzi energetici , il forte sostegno a famiglie, lavoratori dipendenti, pensionati e imprese", e ricorda come la manovra "tenga conto di precise sollecitazioni e rivendicazioni avanzate dai sindacati in questi mesi". E' il caso dell'Isee alzato a 15 mila euro o del taglio dal 10% al 5% delle tasse sui premi di produttività, delle decontribuzioni per le assunzione under 36 e dell'ulteriore taglio dell'1% del cuneo fiscale.

Nessuna posizione per ora è stata ufficializzata dalla Uil di Pierpaolo Bombardieri che comunque in questi giorni ha avuto modo di sottolineare come la manovra non avesse dato risposte alle richieste del sindacato sulle pensioni, la detassazione della 13esima, la detassazione degli aumenti contrattuali e quella della contrattazione di secondo livello. Le risposte comunque arriveranno domani. La Cgil ha convocato il suo direttivo, la Cisl terrà il suo esecutivo così come, nel pomeriggio, è atteso quello della Uil.

(di Alessandra Testorio)

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