Manovra, via libera in commissione a nuovo emendamento del governo: cosa cambia

Restano fuori pensioni, transizione industria, Tfr dei nuovi assunti e Zes che andranno in Cdm

Il ministro Giorgetti - Ipa
Il ministro Giorgetti - Ipa
19 dicembre 2025 | 11.02
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Approvato dalla commissione Bilancio del Senato il nuovo emendamento alla manovra del governo, che aveva preso il posto di quello stralciato ieri sera dopo lo strappo in maggioranza con la Lega sul nodo pensioni. A differenza del precedente, la proposta di modifica interviene sulla rimodulazione del Pnrr, iperammortamento triennale e anticipo al 2028 della ritenuta d'acconto per le imprese.

I temi rimasti 'fuori', che sono pensioni, Zes, norme sulla transizione dell'industria e Tfr dei nuovi assunti, verranno inseriti, come annunciato dal governo, in un decreto legge che andrà in Cdm nei prossimi giorni.

Cosa cambia

Ripartono i lavori della Commissione Bilancio sulla manovra, con l'obiettivo di chiudere il testo in giornata per arrivare - come da calendario - in Aula a Palazzo Madama lunedì e al via libera martedì; dopodiché il provvedimento andrà alla Camera per l'approvazione definitiva tra Natale e Capodanno.

Nella nuova formulazione dell’emendamento del governo alla manovra cambia la ritenuta d'acconto per le imprese. Si prevede infatti un anticipo della misura al 2028 con un'aliquota ridotta dello 0,5% che poi si conferma all'1% dal 2029. Il gettito della misura viene calcolato in 734,5 milioni di euro che poi salgono a 1.469 a decorrere dal 2029.

Saltano le norme sulle pensioni, l'allungamento delle finestre e il riscatto della laurea, e le novità sul Tfr: sono scomparse le misure relative all'estensione dell'obbligo di versamento, da parte delle imprese che hanno superato i 50 dipendenti dopo l'avvio dell'attività, al Fondo, e anche quelle all'adesione automatica alla previdenza complementare per i neoassunti.

Slitta al 2028 l'aumento dell'età pensionabile per le forze armate, forze di polizia e Vigili del fuoco. Secondo quanto prevede una riformulazione di quattro emendamenti alla Manovra approvata dalla commissione Bilancio del Senato. L'incremento, si legge inoltre nel testo che ha avuto il via libera, sarà pari a un mese nel 2028, di un altro mese nel 2029 e di un ulteriore mese nel 2030. La copertura prevista nell'emendamento vede uno stanziamento di ulteriori 20 milioni per ciascuno degli anni dal 2027 al 2029 e di ulteriori 10 milioni a decorrere dal 2030.

Spariscono, dal nuovo emendamento del governo, anche le risorse stanziate dal testo originario, pari a 1,3 miliardi, per finanziare Transizione 4.0, i cui fondi sono esauriti.

Saltano anche i 150 milioni di euro attesi per il piano Casa nel 2026. Vengono stanziati solamente 10 milioni di euro. Una cifra quindi molto distante da quanto previsto inizialmente ma, uscendo dalla seduta, il capogruppo della Lega a Palazzo Madama, Massimiliano Romeo, ha assicurato come "ulteriori risorse dovrebbe essere inserite" nel decreto legge previsto per fine anno in Cdm. Secondo una riformulazione del governo si autorizza una spesa di 50 milioni nel 2027 e altri 50 milioni nel 2028, contro i 150 milioni previsti nel 2026 e altrettanti nell'anno successivo previsti nella prima versione della modifica.

Via il condono edilizio del 2003. "La riformulazione dell'emendamento che introduceva il condono è stato ritirato. È una vittoria del Movimento", ha annunciato il senatore del M5S, Stefano Patuanelli, a margine dei lavori della commissione Bilancio del Senato. Il testo ritirato, che riformulava un emendamento di FdI, prevedeva la riapertura del condono edilizio del 2003.

Via libera invece all'emendamento alla manovra, proposto da FdI, che attribuisce la proprietà delle riserve auree conservate da Banca d'Italia al popolo italiano, annuncia il senatore della Lega e relatore della finanziaria, Claudio Borghi. "E' un momento molto importante, si chiude una mia battaglia di 11 anni", chiosa il senatore. E conclude: "Penso che sia una delle cose più importanti fatte in questa manovra: riaffermare il principio ci riporta alla normalità, messa in pericolo da pretese sul nostro oro da parte dei più disparati soggetti".

Via libera anche all’emendamento riformulato dal governo secondo cui i ministeri della Difesa e delle Infrastrutture individueranno, tramite decreti, quelle "attività, aree e relative opere e progetti infrastrutturali per la realizzazione, l'ampliamento, la conversione, la gestione, lo sviluppo delle capacità industriali della difesa''. Il testo rivede e raccoglie tre proposte avanzate dalla maggioranza, Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, e si pone l'obiettivo di "tutelare gli interessi essenziali della sicurezza dello Stato e di rafforzare le capacità industriali della difesa riferite alla produzione e al commercio di armi, di materiale bellico e sistemi d'arma".

Approvate le misure in manovra su affitti brevi, dividendi, banche, la soppressione della norma sul divieto di compensazioni, l’aumento dei rinnovi contrattuali. Per gli affitti brevi l'aliquota al 21% sulla prima casa in affitto inferiore a 30 giorni e al 26% sulla seconda; oltre i due immobili diventa reddito di imposta. Prorogata anche per il 2026 l'esenzione del 50% dei dividendi corrisposti ai lavoratori e derivanti da azioni attribuite in sostituzione di premi di risultato entro il limite di 1.500 euro annui. Mentre per i dividendi delle holding l'accesso al regime di esclusione è previsto solo con partecipazione diretta nel capitale superiore al 5% o di valore fiscale superiore a 500mila euro. Mentre per quel che riguarda le banche cala la percentuale di deducibilità sulle perdite pregresse delle banche, passando dal 43% al 35% nel 2026 e dal 54% al 42% nel 2027. Aumento dell'Irap del 2% ma si escludono i soggetti con minore base imponibile e si introduce una franchigia di 90mila euro applicabile sulla maggiore imposta dovuta (+2%) solo per i periodi d'imposta 2027 e 2028.

Disco verde al raddoppio della Tobin tax e alla mini-tassa sui pacchi extra Ue. Da gennaio l’aliquota dell’imposta sulle transazioni finanziarie passa dallo 0,1% allo 0,2% se la cessione avviene su mercati regolamentati e dallo 0,2 allo 0,4% negli altri casi. Sale dallo 0,02% allo 0,04% l’aliquota sulle negoziazioni ad alta frequenza. Gli introiti attesi per le casse dello Stato sono pari a 337,3 milioni a partire dal prossimo anno. Ancora, scatta il contributo di due euro sui pacchi postali in arrivo da paesi extra Ue di un valore inferiore a 150 euro. La misura, secondo le stime, interesserà 327 milioni di spedizioni con relativi effetti finanziari pari a 201 milioni di euro su base annua.

Via libera a un contributo aggiuntivo per la ricostruzione nei territori colpiti dai terremoti avvenuti dal primo aprile 2009 in poi per la quota di spesa eccedente il contributo ordinario.

Previsto l'esonero dal pagamento dell'Imu per le scuole paritarie che erogano i loro servizi alle famiglie richiedendo una retta inferiore al costo medio studente.

Sale al 12,5% l'aliquota sulla polizza rc auto per i rischi di infortunio al conducente e rischi di assistenza stradale per i contratti assicurativi stipulati o rinnovati a decorrere dal primo gennaio 2026.

Prevista in manovra anche la rateizzazione in 10 anni per il pagamento delle multe per le quote latte per le aziende agricole in difficoltà.

Arriva al Mit il fondo per sostenere la mobilità delle persone disabili con dotazione di 1 milione di euro all'anno nel 2026 e pari importo nel 2027. Lo prevede un emendamento riformulato alla manovra approvato in commissione Bilancio al Senato. Lo stanziamento servirà anche ad adattare servizi pubblici non di linea e servizi privati senza scopo di lucro.

Le dichiarazioni della maggioranza

Fine quindi delle tensioni in maggioranza? Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, a margine dei lavori della Commissione Bilancio del Senato, dice: "Aspettiamo l'ultima parola per dire che è tutto risolto. Meglio aspettare la fine quando è suonato il gong".

Il senatore del Carroccio e relatore del ddl Bilancio, Claudio Borghi, afferma di ritenere che le due riformulazioni dell’emendamento del governo alla manovra, con cui sono sparite prima le norme sul riscatto della laurea e poi quelle sulle finestre mobili per il pensionamento anticipato, sono una vittoria della Lega. "Forse in passato degli atteggiamenti generosi, magari, di accondiscendenza per ottenere armonia nelle coalizioni sono state fraintese per mollezza. Spero che adesso sia chiaro che la Lega se dice no è no, e che non tollereremo nessun aumento dell’età pensionabile. Il discorso è chiuso, adesso, l’anno prossimo, fra due anni”.

Il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, ha spiegato che "anche il Ministro Giorgetti era d’accordo sul fatto che quel tipo di coperture si potessero trovare in maniera alternativa e non intervenendo sulle finestre. La Ragioneria e gli uffici invece insistevano su questo tema, cioè che invece era importante trovare le risorse nel campo delle pensioni, e visto che questo un po' 'braccio di ferro' tra parte politica e parte di funzionari e dirigenti andava avanti ormai da ore, a un certo punto, per evitare qualsiasi tipo di ulteriore situazione, abbiamo deciso di rendere un po’ più light l’intervento corposo dell’emendamento presentato dal governo".

Conte: "Ennesimo circo", Renzi: "Giorgetti ha perso la faccia"

"Penso davvero che Meloni e Salvini dovrebbero essere 'spernacchiati' a vita (ho messo questa parola tra virgolette perché è una parola usata da Salvini). Nel frattempo, comunque finisca la telenovela emendamento, Giorgetti ha perso la faccia", ha scritto Matteo Renzi nella sua enews a proposito della manovra.

Giuseppe Conte, sui social, invece scrive: "Ci hanno provato fino alla fine. Ma dopo aver già peggiorato la ‘Fornero’ alzando l’età pensionabile e cancellato ‘Opzione donna’, il Governo si è dovuto rimangiare, per ora, alcune delle vergognose norme con cui uccideva, di fatto, il riscatto della laurea ai fini pensionistici e allungava pure i tempi per ricevere l’assegno".

"Ennesimo circo di una Manovra evanescente, impalpabile. Hanno presentato una Manovra senza un piano industriale, senza un piano sanitario, senza un progetto sociale. Niente di niente - prosegue il leader del M5s -. E ora sono a pezzi, litigano tra loro e anche all’interno dei singoli partiti. Nella notte sono letteralmente entrati in crisi. Meloni, come sempre, finge di cadere dal pero, scarica sempre sugli altri. Candidamente dice di non essersi aggiornata. Neppure su whatsapp, quasi che le sorti di famiglie e imprese italiane non la riguardassero. Lei era impegnata in Europa ad approvare 90 miliardi per l’Ucraina con il debito comune europeo". "In tutto ciò sono scomparsi dalla legge di Bilancio, per finire chissà dove, gli sbandierati nuovi investimenti per le imprese: erano una minima toppa al disastro di 32 mesi di calo della produzione industriale e alla loro scellerata scelta di cancellare gli incentivi di Transizione 4.0. Niente, è saltata anche questa toppa - prosegue Conte -. L’unica cosa che procede spedita è la corsa al riarmo. Stanno inserendo emendamenti su emendamenti per accelerare la produzione militare. Su questo il Governo corre, eccome. Su lavoro, imprese, pensioni e crescita solo improvvisazione e propaganda. Che rabbia!".

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