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Israele, media Usa: possibile accordo su 80 ostaggi. Muore terzo neonato in ospedale al Shifa

12 novembre 2023 | 08.08
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L'intesa prevederebbe il rilascio di 80 donne e bambini ostaggio di Hamas in cambio del rilascio di donne e minori palestinesi detenuti in Israele. Aperto per 7 ore corridoio verso Gaza sud

Le foto degli ostaggi israeliani - Afp
Le foto degli ostaggi israeliani - Afp

Ci sarebbe un possibile accordo tra Hamas e Israele per il rilascio di 80 ostaggi. Lo ha rivelato una fonte dell'amministrazione Biden alla Nbc, secondo cui l'intesa prevederebbe il rilascio di 80 donne e bambini ostaggio di Hamas in cambio del rilascio di donne e minori palestinesi detenuti in Israele. Ma, ha chiarito lo stesso funzionario, al momento non c'è alcuna certezza.

Corridoio di 7 ore per Gaza sud, strada sicura per uscita da ospedale al Shifa

Intanto oggi le Forze di Difesa israeliane hanno concesso una nuova pausa umanitaria per permettere l'evacuazione di civili dal nord della Striscia di Gaza. Il portavoce dell'Idf in arabo, tenente colonnello Avichay Adraee, ha reso noto sul social X che la Salah a-Din road rimarrà aperta per sette ore, dalle 9.00 alle 14.00 ora locale per permettere ai civili di raggiungere il sud della Striscia. "Pause tattiche dell'attività militare" anche a Jabaliya e nel vicino centro abitato di Izbat Malien fra le 10.00 e le 14.00, per permettere agli abitanti di raggiungere i corridoi umanitari diretti a sud. Infine è una strada sicura per uscire dall'ospedale al Shifa attraverso al Wehda street per raggiungere la Salah a-Din road verso il sud di Wadi Gaza.

"Cecchini vicino al Shifa, uccisi civili uccisi in fuga"

Ma dal fronte palestinese il portavoce del ministero della Sanità della Striscia, Ashraf al Qedra, denuncia a Nbc news che decine di persone sono state uccise da cecchini vicino all'ospedale al Shifa a Gaza. Secondo al Qedra i cecchini mirano a "chiunque si muova tra gli edifici all'interno dell'ospedale". "Sentiamo sparatorie ed esplosioni continuamente", ha detto Al Qedra, secondo cui, a causa della minaccia del fuoco dei cecchini, non sono stati in grado di seppellire i corpi di 70 persone. Decine di palestinesi sono stati uccisi vicino all'ingresso dell'ospedale mentre cercavano di fuggire.

Casa Bianca: "No a battaglie in ospedali Gaza"

E dalla Casa Bianca il consigliere per la sicurezza nazionale, Jake Sullivan, fa sentire la sua voce chiarendo in un'intervista alla Cbs che gli Stati Uniti "non vogliono vedere battaglie negli ospedali" di Gaza. Sullivan ha anche ribadito che Washington è coinvolta nei negoziati per un compromesso tra Israele e Qatar riguardo agli ostaggi nelle mani di Hamas e che l'amministrazione di Gaza dopo la guerra "non sarà più come il 6 ottobre". Secondo Sullivan, "spetta al popolo palestinese decidere come sarà la sua futura amministrazione".

Primario al-Shifa: "Temo che i bambini moriranno tutti"

Intanto è tragica la situazione dento l'ospedale di al-Shifa. "Oggi abbiamo perso un bambino, ieri ne abbiamo persi due e temo che tutti i bambini perderanno la vita", dice Marwan Abu Sada, primario di Chirurgia, secondo quanto riporta il Guardian. L'Unità neonatale del complesso di al-Shifa non è collegata direttamente con i reparti di chirurgia: con il complesso sotto il fuoco israeliano, "era pericoloso uscire". Ciò nonostante, chiamando "il Comitato internazionale della Croce Rossa e gli israeliani" per assicurare il passaggio dei bimbi, il personale è riuscito a trasferire 36 neonati nei reparti di chirurgia, ma le condizioni dei neonati sono peggiorate. Al-Shifa ha la più grande unità neonatale della Striscia di Gaza e non ci sono altri luoghi per curare i piccoli, cosa che rende l'evacuazione impossibile. "Non abbiamo più ossigeno e nemmeno il carburante per far funzionare il generatore", ha aggiunto Abu Sada.

Onu: "Ad al-Shifa situazione terribile"

L'Oms dichiara intanto di "aver perso le comunicazioni con i suoi contatti dell'ospedale", si legge in un post su X.

Anche l'agenzia delle Nazioni Unite Unfpa ha espresso "profonda preoccupazione" per la situazione nell'ospedale di al-Shifa. L'agenzia Onu descrive come "profondamente inquietanti" le notizie che arrivano dall'ospedale, aggiungendo che "rivelano una situazione terribile, in cui migliaia di civili feriti e sfollati si trovano intrappolati nell'area dell'ospedale".

Missile anticarro dal Libano sull'Alta Galilea

Diversi civili sono rimasti feriti da un missile anticarro sparato dal Libano contro l'Alta Galilea, nel nord di Israele. Lo hanno riferito fonti dei servizi medici di emergenza, secondo cui uno dei feriti è in condizioni critiche. Il lancio è stato rivendicato da Hezbollah, riferiscono i media israeliani, secondo cui sono sei i civili rimasti feriti a Metula, al confine con il Libano: di questi uno, un 80enne, si trova in condizioni critiche. Gli altri sono lavoratori della Israel Electric Corporation.

Dopo il lancio dal Libano, ai residenti dell'Alta Galilea è stato chiesto di restare a casa e andare nei rifugi. L'esercito israeliano ha poi risposto con un attacco di artiglieria colpendo l'aerea da cui è partito, ha riferito il portavoce delle Idf Daniel Hagari su X, aggiungendo che è stata colpita anche una cellula terroristica in un'area civile del Libano che voleva aprire il fuoco contro Israele.

Morto a Gaza membro dello staff di 'Fauda'

Mentre è morto il 38enne Matan Meir, che lavorava nello staff della produzione della serie Fauda, combattendo da soldato a Gaza. Lo riferisce il Jerusalem Post. Meir è il secondo morto dall'inizio della guerra nello staff della serie Netflix che ha raccontato le vicende di una unità israeliana impegnata in azioni antiterrorismo a Gaza e in Cisgiordania. Fra le 1200 vittime dell'assalto di Hamas a Israele il 7 ottobre, vi è il tecnico del suono della serie, Lior Waitzman.

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