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Agroalimentare: a Parma Origo, primo forum internazionale su Dop e Igp

14 aprile 2017 | 09.43
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Agroalimentare: a Parma Origo, primo forum internazionale su Dop e Igp

Parma e la Food Valley emiliano-romagnola capitali del cibo di qualità, grazie a Origo il primo forum internazionale dedicato ai prodotti Dop e Igp. Un appuntamento che chiama a raccolta nella città ducale produttori e consorzi, provenienti da tutto il mondo per confrontarsi sulle prospettive di un settore che rappresenta non solo un'importante voce economica, ma anche un volano di sviluppo sostenibile e rispettoso del territorio.

“Origo non poteva che aver luogo in Emilia-Romagna, una regione che in tutto il mondo è conosciuta e apprezzata per l’eccellenza delle sue produzioni alimentari e che detiene il record di prodotti a Indicazione d’origine con ben 44 specialità", ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, aprendo i lavori.

"Le nostre esportazioni - ha proseguito - valgono quasi 6 miliardi di euro e prodotti come il Parmigiano Reggiano, il Prosciutto di Parma, l’Aceto Balsamico di Modena, la Mortadella Bologna per citarne solo alcuni tra i tanti, ne rappresentano una voce importante. Origo Global Forum è un’occasione preziosa di confronto, per far crescere ulteriormente questo importante comparto, creando sviluppo e occupazione”.

Promosso dalla Regione Emilia-Romagna e dal ministero delle Politiche agricole, insieme all’Unione parmense degli industriali e a Fiere Parma, con il patrocinio e il supporto della Commissione e del Parlamento europeo e del Comune di Parma, Origo, in collegamento con Cibus Connect, ha offerto ai produttori e ai consorzi anche l’opportunità di incontri con i grandi buyer internazionali. In particolare, la Regione Emilia-Romagna con un’area dedicata per presentazioni e degustazioni, cui hanno dato la loro adesione tutti i principali Consorzi di prodotti Dop e Igp emiliano-romagnoli.

“In una fase in cui l’agricoltura nel mondo è sempre più sottoposta ai meccanismi delle commodity, siamo di fronte a un settore che mette al centro la qualità delle materie prime, l'irrinunciabile legame con il territorio, il rispetto di rigorosi disciplinari di produzione, il contenuto fortemente identitario - ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, partecipando alla tavola rotonda dedicata al futuro delle Indicazioni geografiche e alle sfide aperte - e anche per questo è importante promuoverne la diffusione e sostenerne il posizionamento sui mercati".

A fine 2016 il comparto delle Dop e Igp ha toccato la cifra di 2.959 prodotti, di cui 23 extra Ue. L’Italia detiene il primato europeo con 814 prodotti food and wine, primato che tra le Regioni è saldamente in mano all’Emilia-Romagna, con 44 prodotti Dop e Igp cui vanno aggiunti 30 vini. Secondo una classifica Qualivita Ismea, che analizza l’impatto territoriale delle Indicazioni geografiche, su 20 province italiane prese in considerazione, ben 4 sono emiliano-romagnole: Parma, Modena e Reggio Emilia ai primi tre posti (rispettivamente con un valore di 1,135 miliardi, 622 e 544 milioni) e, dodicesima, Piacenza con 176 milioni di euro.

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