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Vivere con la policitemia vera, le regole per stare meglio

Su Alleati per la Salute focus su come affrontare la neoplasia mieloproliferativa cronica

Foto d'archivio (Fotogramma)
Foto d'archivio (Fotogramma)
20 luglio 2022 | 12.44
LETTURA: 2 minuti

La policitemia vera può avere un andamento diverso da persona a persona: alcuni pazienti riescono a convivere con la neoplasia mieloproliferativa cronica, altri ne subiscono il forte impatto a causa dei sintomi, in particolare mal di testa, difficoltà a concentrarsi e fatigue, che incidono pesantemente sul lavoro, qualità del sonno e vita sociale. Non a caso molti studi dimostrano che tali disturbi spesso obbligano i pazienti a cambiare i loro progetti di vita. Oggi grazie alle terapie, fra cui quelle che inibiscono il gene Jak2 che risulta mutato nel 95-98% dei pazienti, è possibile migliorare la qualità di vita a patto però di seguire anche alcune facili regole. E' quanto riporta un articolo pubblicato su Alleati per la Salute (www.alleatiperlasalute.it), portale dedicato all'informazione medico-scientifica realizzato da Novartis.

La prima regola - si legge - è quella che prevede il movimento: è importante fare dell'attività fisica, anche moderata, purché sia costante. In questo modo migliora il tono dell'umore e diminuisce il rischio cardiovascolare. L'unica accortezza è prestare attenzione al rischio di traumi che potrebbero causare emorragie. Per questo motivo vanno evitati gli sport e le discipline che comportano contatto fisico. In generale, sono sufficienti 30 minuti di camminata veloce al giorno per avere dei benefici. La seconda raccomandazione, secondo gli esperti, è evitare il fumo di sigaretta poiché aumenta il rischio di trombosi e di eventi cerebrovascolari. Quindi tenere sotto controllo il proprio peso ponderale anche grazie a una dieta equilibrata, che consenta così di migliorare anche parametri come il colesterolo. Infine, contro il prurito che è un altro dei sintomi più invalidanti, il consiglio è quello di lavarsi con acqua fredda (o al limite tiepida) e asciugare la pelle tamponando (anziché strofinando).

La policitemia vera - si ricorda nell'articolo - può evolvere in altre forme di malattia del sangue: in 10 anni, una percentuale variabile dal 5 al 20% dei pazienti sviluppa mielofibrosi secondaria, una condizione in cui nel tessuto midollare si formano delle fibre che ne modificano l'architettura, tanto che le cellule del sangue risultano alterate nel numero e nella forma. Più rara, ma possibile, è l'evoluzione in leucemia mieloide acuta, una patologia seria che necessita di un intervento terapeutico tempestivo. L'aspettativa di vita di chi si ammala di policitemia è in media di 14 anni dalla diagnosi, ma è molto più lunga (stimata intorno ai 24 anni) per chi riceve la diagnosi prima dei 60 anni.

L'articolo completo è disponibile su https://www.alleatiperlasalute.it/piu-a-lungo/policitemia-vera-consigli-vivere-meglio.

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