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Il 61% degli italiani non è preparato sul tema dell’Intelligenza artificiale

A usarla sono i giovani. Disoccupati e pensionati pensano non sia utile nel quotidiano. Ecco cosa ne pensano i lavoratori. I dati nel sondaggio realizzato da YouTrend per Fondazione Pensiero Solido

Robot al pc  - - Canva
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14 maggio 2024 | 15.23
LETTURA: 3 minuti

Il 61% degli italiani non è preparato sul tema dell’Intelligenza Artificiale. Questo è il grande dato emerso in un sondaggio realizzato da YouTrend per Fondazione Pensiero Solito e presentato a Milano nell’ambito di un incontro pubblico al Cefriel dal titolo 'Intelligenza artificiale e lavoro, Come cambia, come dobbiamo cambiare noi'. Il dato è in crescita rispetto all’anno scorso, con un +6%. A sentirsi preparata, invece, è la maggior parte degli under 35 (54%). Ma vediamo cosa è emerso tra lavoro, Ai, e prospettive future.

Giovani e ChatGpt

Per quanto riguarda l’uso di ChatGpt tra i giovani, dal sondaggio è emerso che è il 67% l'ha usato almeno una volta. Numero che si riduce al 36% tra chi ha età compresa tra 35 e 54 anni. Per gli over 55, invece, è pari solo al 23%. Chat-Gpt rimane l’app di Ai più usata e più conosciuta: chi già l’ha conosciuta è il 69%, il 37% l'ha usata almeno una volta. Sconosciute, invece, Microsoft Copilot (47% la conosce), gemini (41%) e Midjourney (30%). Anche in questo caso, le applicazioni menzionate sono più conosciute dai giovani.

Intelligenza artificiale e lavoro

Disoccupati e pensionati rappresentano la maggioranza degli inattivi. Questi ritengono che non sia utile nelle mansioni quotidiane. Per i lavoratori, invece, le percentuali evidenziano una sensibilità maggiore. Il 50% ritiene utile un affiancamento sul lavoro, ma il 46% è più negativo sotto questo aspetto.

Regolamentazione statale

Il 59% è favorevole alla creazione di un'azienda pubblica europea che competa con le aziende americane del settore dell'Ai. Un consenso che si riduce del 7% nel caso in cui l'azienda sia italiana e finanziata dallo Stato italiano. Sul ruolo dello Stato, gli italiani sono ancora più nettamente a favore di un intervento per regolare lo sviluppo dell'Ai rispetto a un anno fa (67%, +8%), ma la frazione che considera anche di vietarne l'uso è stabile al 16%.

Ai: quale prospettiva per i dipendenti

Ricevere istruzioni dall’Intelligenza artificiale al lavoro? Questo è uno degli scenari possibili nel prossimo futuro anche se gli italiani, in merito, si dividono: il 45% sarebbe disposto a farlo, il 44% no. Si riduce inoltre la percentuale di chi vede nel controllo e nella valutazione automatica un vantaggio per i lavoratori. Il dato cala del 10% rispetto al 2023. Si arriva così a una parità tra chi lo ritiene un vantaggio e chi uno svantaggio. Cresce anche la percentuale di persone che ritengono che l'IA porterà a una diminuzione dei posti di lavoro e circa la metà dei lavoratori non si sente né aiutata né minacciata dai cambiamenti portati dalle nuove tecnologie. I giovani sono più ottimisti: un under35 su tre si sente aiutato dai cambiamenti portati da queste tecnologie.

I mestieri del futuro?

Un altro grande dibattito è quello emerso sui lavori che potrebbero essere sostituiti dall’Intelligenza artificiale. Anche su questo tema, YouTrend ha interrogato il campione del sondaggio e dalla domanda è emersa che i mestieri più sostituibili secondo gli italiani rimangono l'impiegato d'ufficio (per il 62% l'IA svolgerebbe i suoi compiti altrettanto bene), l'operario (53%) e il commesso (51%). I meno sostituibili sono invece il camionista (25%), il medico (24) e l'imprenditore (23%).

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