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Apple, l'iPhone si potrà riparare con pezzi usati più economici

Ogni dispositivo conserverà un registro completo delle riparazioni effettuate, indicando se sono state usate parti nuove o di seconda mano

Apple, l'iPhone si potrà riparare con pezzi usati più economici
12 aprile 2024 | 23.25
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Apple ha annunciato una svolta significativa nella sua politica di riparazione degli iPhone, introducendo l'uso di componenti di seconda mano per migliorare l'accessibilità a riparazioni sicure e a costi contenuti. La mossa rappresenta un passo avanti per l'azienda nel campo della sostenibilità e dell'autonomia degli utenti. A partire da quest'anno, Apple renderà disponibili parti usate selezionate per alcuni modelli di iPhone. Queste riparazioni potranno essere eseguite sia da utenti competenti sia da terzi indipendenti. Tra i primi componenti che saranno messi a disposizione ci saranno i sensori biometrici per il Face ID e il Touch ID, sebbene la politica di Apple, finalizzata a verificare l'autenticità delle parti e la cronologia dell'hardware, resterà in vigore.

Inoltre, ogni dispositivo conserverà un registro completo delle riparazioni effettuate, indicando se sono state usate parti nuove o di seconda mano. In un ulteriore sforzo per semplificare il processo di riparazione, Apple ha annunciato che coloro che riparano i dispositivi non dovranno più fornire i numeri di serie quando ordinano parti, a meno che non stiano sostituendo la scheda madre. Il programma di auto-riparazione di Apple è stato lanciato per la prima volta negli Stati Uniti nel 2022, per poi espandersi in vari altri paesi nel mondo. Con l'aggiornamento di ieri, 11 aprile, il programma supporta ora 40 prodotti Apple in 33 paesi e altri territori.

L'introduzione di questa politica avviene in un momento in cui le autorità di diversi dei principali mercati di Apple hanno espresso critiche aperte verso le politiche dei produttori di dispositivi riguardo alle riparazioni, valutando contemporaneamente modi per affrontare il problema dei rifiuti elettronici, che ogni anno si accumulano in quantità enormi. In una tendenza che sembra orientata a prolungare la vita utile dei dispositivi, anche altri produttori, tra cui Samsung e Google, hanno lanciato schemi di riparazione simili, segnando un cambiamento nell'industria verso pratiche più sostenibili e orientate al consumatore.

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