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Il carattere autentico della Nosiola

30 giugno 2023 | 12.53
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L’origine del nome è assai dibattuta, le sue caratteristiche principali meno: la Nosiola. Il bianco in odor di nocciola che rilascia un’immagine del Trentino storica, aristocratica e pura. La storia di Francesco Salvetta dell’omonima Cantina sita in Madruzzo, provincia di Trento.

Il carattere autentico della Nosiola

La tradizione vitivinicola ed enologica della Valle del Laghi lungo il fiume Sarca ha origini antiche. Terreni storicamente dedicati alla viticoltura naturale - a voler andare indietro negli anni, si può risalire addirittura fino al Cinquecento -in particolar modo quello in cui sorge il vigneto dell’Azienda Agricola Salvetta. Vigneti esposti a sud a 250 m. s.l.m. in un rettangolo di terra racchiuso tra il fiume Sarca ed il monte Casale. I due venti locali che soffiano intensamente nella zona - la mattutina corrente Pelèr del Limarò da nord verso sud e nel pomeriggio da sud verso nord l’Ora del Garda - li accarezzano in un clima semi-mediterraneo particolarmente favorevole alla maturazione dell’uva Nosiola.

Dal 2012 l’Azienda Agricola Salvetta è certificata biologica ICEA e ha introdotto la coltivazione delle vigne a ‘guyot’, alla francese, con pali in castagno: il minore numero di grappoli che la caratterizza, anche con il diradamento primaverile-estivo delle foglie e dei grappolini, consente una migliore maturazione delle uve grazie all’ottima esposizione. Più recentemente, intorno all’inizio degli anni Trenta, gli eredi del vignaiolo Giacomo Sommadossi vendettero i terreni a Dario Salvetta, che iniziò la lunga tradizione di famiglia, portata avanti dai figli Renato, Umberto, Franco e Giancarlo, fino al 2003. Nel 2009 la grande passione per la vigna ha portato Giancarlo a un ritorno alla campagna e alla cantina dove rinnova, con entusiasmo, una produzione di vini biologici che affondano, con orgoglio, le radici nella storia del territorio. Dalla tradizione locale Giancarlo, coadiuvato dal sempre vicino fratello Franco, insieme ai figli Francesco e Enrico, e ora i giovanissimi nipoti Federico e Tommaso, recuperano antichi usi nella coltivazione delle uve naturali e nella loro lavorazione, reintroducendoli nella produzione del vino biologico bianco più profondamente legato al Trentino. Ovvero il Nosiola e ancora di più con la riproposizione del Vino Santo Trentino Puro, vino passito prodotto già dalla fine del ‘700 nell’Azienda Agricola Sommadossi ed esportato in tutta Europa e anche nell’allora nuova Australia.

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