La Commissione Industria del Senato ha avviato l’esame del progetto di atto legislativo dell’Unione europea denominato “regolamento sull’accelerazione industriale” (COM(2026) 100 definitivo), una proposta che mira a introdurre un quadro organico di misure volte a rafforzare la capacità industriale dell’Unione e ad accelerare i processi di decarbonizzazione nei settori considerati strategici. Nel corso della presentazione del provvedimento, il relatore, senatore De Carlo (Fratelli d’Italia), ha evidenziato come la possibilità per l’Unione europea di ridurre la propria dipendenza da Paesi terzi sia strettamente legata alla solidità della sua base industriale e alla capacità di innovazione tecnologica. In questo contesto, la proposta di regolamento si inserisce in una strategia più ampia con cui l’Ue intende agire in modo coordinato e mirato per rafforzare la propria resilienza economica e la competitività nel lungo periodo, anche alla luce delle recenti crisi geopolitiche ed energetiche. Uno degli obiettivi centrali della proposta è il rafforzamento del peso del settore manifatturiero europeo, che attualmente rappresenta il 14,3 per cento del prodotto interno lordo dell’Unione, con l’intento di portarlo al 20 per cento entro il 2035. Secondo quanto illustrato dal relatore, si tratta di un traguardo ritenuto raggiungibile grazie a una combinazione di interventi, tra cui l’accelerazione delle procedure autorizzative per i progetti di produzione industriale e l’introduzione di strumenti volti a garantire un accesso più efficace e uniforme al mercato unico europeo. Il regolamento prende in considerazione in particolare alcuni ambiti ritenuti strategici per la transizione economica e ambientale dell’Unione. Tra questi figurano le industrie ad alta intensità energetica, la produzione di tecnologie a zero emissioni e l’industria automobilistica, settori che svolgono un ruolo centrale sia in termini di occupazione sia per il raggiungimento degli obiettivi climatici europei. La proposta affronta inoltre una serie di criticità strutturali, come la vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, la domanda ancora limitata di prodotti industriali europei a basse emissioni di carbonio e la scarsa diffusione su larga scala delle tecnologie industriali innovative, elementi che rappresentano ostacoli significativi allo sviluppo industriale sostenibile. Parallelamente all’esame in Senato, lo stesso atto legislativo dell’Unione europea è all’attenzione anche della Camera dei deputati, dove la Commissione Politiche dell’Unione europea ha avviato l’analisi del regolamento. In questa sede si è proceduto alla presentazione dei contenuti principali della proposta ed è stata avanzata l’ipotesi di organizzare un ciclo di audizioni, coinvolgendo soggetti istituzionali, rappresentanti delle imprese e altri portatori di interesse, al fine di approfondire gli effetti potenziali del provvedimento e raccogliere contributi utili alla definizione della posizione parlamentare italiana.