"L’approvazione da parte del Parlamento europeo del nuovo regolamento sui Paesi sicuri rappresenta un punto di non ritorno per l’Unione europea nella gestione dei migranti. Un obbrobrio giuridico che viola il diritto stesso dell’Unione europea, spiana la strada a contenziosi e ricorsi giuridici e avrà come risultato quello di disgregare l’Ue, annullando i progressi fatti finora". Lo afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi.
"L’esternalizzazione dei migranti è illegale: contrasta con la Convenzione di Ginevra e con l’articolo 78 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea che, richiamando al rispetto della Convenzione stessa, prevede una politica comune in materia di asilo e di protezione. Gli accordi dei singoli paesi membri con i paesi terzi - spiega Magi - vanno evidentemente in direzione opposta a questo dettato. Ma lo stesso articolo 78 prevede anche che l’Ue garantisca il rispetto del principio di non respingimento: il nuovo regolamento rende di fatto impossibile l’accesso alla protezione nell’Ue, trasferendo a Paesi terzi gli obblighi di protezione a cui sono invece vincolati gli Stati dell’Unione. Il Parlamento europeo demolisce insomma gli sforzi fatti in questi anni per costruire un sistema unico basato su regole vincolanti e uniformi in tema di migrazione".
"Stupisce la soddisfazione del governo e della destra italiana per aver guidato l’Ue in un pericoloso vicolo cieco da cui è necessario uscire quanto prima facendo marcia indietro. Resta infine il giudizio politico: non sarà inseguendo il flop dei centri in Albania di Meloni che l’Europa affronterà e risolverà le questioni legate al fenomeno migratorio", conclude.