In casa centrodestra sono due i temi più caldi, strettamente legati fra loro: l’ascesa di Futuro Nazionale, la formazione guidata dal generale Roberto Vannacci, e la tenuta della Lega di Matteo Salvini. Ovviamente, la competizione nell’ala più a destra della coalizione interessa molto da vicino FdI, il partito della premier Giorgia Meloni, e Forza Italia, che sta vivendo una trasformazione ispirata dalla famiglia Berlusconi. Il generale, ex vicesegretario della Lega, continua a promuovere la sua formazione, con una forte ispirazione identitaria e sovranista. L’incognita principale riguarda le scelte che farà per la corsa alle prossime elezioni politiche. Futuro Nazionale dentro il centrodestra può influenzare, fino a metterli in discussione, gli attuali rapporti di forza tra gli alleati della coalizione. Futuro Nazionale fuori dal centrodestra di governo vorrebbe dire offrire a destra un contenitore di voti che può crescere nella sua dimensione ma anche rischiare di favorire una vittoria del campo largo del centrosinistra. È un’incognita che riguarda tutti ma che interroga da vicino proprio la Lega, che ha fatto da trampolino alle ambizioni politiche di Vannacci. Da questo punto di vista, c’è stato un passaggio particolarmente significativo negli ultimi giorni. Tutti collegati da remoto, si è tenuta la prima riunione del tavolo di coordinamento leghista, durata meno di un paio d'ore. A coordinare gli interventi ha pensato Matteo Salvini e, per adesso, sarà lui a tenere le redini dei lavori. Nei giorni scorsi il segretario federale aveva provato a capire se Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli-Venezia Giulia, fosse disposto ad assumere un ruolo di primo piano come coordinatore. Un modo per andare incontro alle richieste del fronte del Nord, o magari per romperlo. Ma alla fine tutto è rimasto fermo. Anche se la volontà di riformare il partito resta ferma da parte dei governatori Fedriga, Maurizio Fugatti e Attilio Fontana, che si muovono coordinati da tempo. La richiesta, ferma, è di procedere con un’analisi approfondita di ciò che è avvenuto nella Lega: calo di consensi e la scissione di Roberto Vannacci. Per questo, almeno per ora, Fedriga si limita a partecipare e non a presiedere la cabina di regia.