Centrosinistra, l'equilibrio al centro: il confronto tra i leader

26 giugno 2026 | 11.22
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La foto scattata durante un pranzo di lavoro del nocciolo forte del campo largo, con Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, ha aperto ufficialmente il confronto nel centrosinistra per la definizione del perimetro della coalizione che correrà alle prossime elezioni politiche. Il nodo da sciogliere riguarda chi e in che modo si unirà alla fotografia con l’ambizione di allargare la coalizione al centro. La domanda che ricorre è: con quale formazione si presenterà agli elettori? La segretaria Pd Elly Schlein cerca di lasciarsi alle spalle le polemiche sugli assenti, Matteo Renzi e Riccardo Magi. “L'alleanza progressista è già una realtà, semmai dobbiamo allargare ancora, non certo restringere”. Anche perché, argomenta, nel formato extra-large, il centrosinistra governa “già bene nei territori, nessuno lo mette in discussione e qualche anno fa non era scontato”. Non si torna indietro, è la rassicurazione. Al massimo, si guadagnano nuovi compagni di strada: “La coalizione ha margine per crescere ancora e aprirsi”. L'obiettivo, ha spiegato, è “costruire qualcosa di più largo di noi, per generare il nuovo e farlo insieme”. Si parte dal dato acquisito, ovvero che i Cinquestelle hanno deciso per un'alleanza organica con Pd e Avs. I passaggi successivi riguarderanno il rapporto con Renzi e con i tanti embrioni di centro che cercano una collocazione. A partire dall'operazione targata Alessandro Onorato, partita un anno fa quando l'assessore romano ha presentato il suo nascente movimento degli amministratori, poi chiamato Progetto civico Italia e ora diventato partito. Ma ci sono anche il Psi di Enzo Maraio, Riccardo Magi di +Europa e i comitati ‘Più uno’ di Ernesto Maria Ruffini. Guardano alle alleanze al centro, in modo diverso, gli stessi quattro protagonisti del ‘nocciolo duro’. Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli non fanno mistero della loro preferenza per Onorato, anche in vista del tavolo sul programma di governo. Mentre i voti di Italia Viva, in caso di primarie con ballottaggio, Renzi li ha già promessi a Schlein. Una partita doppia, che va letta anche considerando che Renzi alla segretaria Pd potrebbe portare via, dopo Marianna Madia, qualche altro parlamentare da qui alle elezioni. Due i nomi in cima alla lista dei desideri, come sanno bene anche al Nazareno: il senatore Graziano Delrio, già suo sottosegretario alla presidenza del Consiglio, e l'eurodeputato Giorgio Gori. Quest'ultimo, se decidesse di lasciare il Pd per entrare nella casa riformista, potrebbe essere il candidato renziano alle primarie del centrosinistra.

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