Focolaio Epatite A a Napoli, oltre 70 i ricoverati a marzo al Cotugno

Contagi anche a Caserta, Salerno, Avellino, Benevento

Ospedale Cotugno di Napoli - Fotogramma /Ipa
Ospedale Cotugno di Napoli - Fotogramma /Ipa
25 marzo 2026 | 12.02
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Resta stazionaria la situazione del focolaio di epatite A che si è esteso in Campania. Se all’ospedale Cotugno di Napoli, struttura di riferimento specializzata nelle malattie infettive, si sono contati 73 degenti ricoverati a marzo, con cinque pazienti in pronto soccorso, l’infezione ha prodotto anche poco più di 50 contagiati anche a Caserta (il picco registrato a Sessa Aurunca) e circa 25 nell’area della provincia di Salerno, dove nei giorni scorsi ci sono state restrizioni - tipo a Sala Consilina - sulle mense scolastiche, evitando il consumo di frutta fresca per gli studenti. Ci sono stati una decina di positivi al virus anche ad Avellino, lo stesso numero di contagiati anche a Benevento. Questo è il quadro epidemiologico, mentre i Nas sono ancora in campo per ulteriori campionamenti.

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Le misure anti-focolaio

Intanto a Napoli il prefetto, Michele di Bari, ha convocato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, in accordo con il presidente della Regione Roberto Fico, per affrontare in modo coordinato il tema della diffusione del virus. Alla riunione hanno preso parte forze dell’ordine, Asl e Dipartimento Salute, delineando una strategia basata su monitoraggio, vaccinazioni e controlli capillari. La Regione Campania ha deciso di rafforzare tutte le principali leve della sanità pubblica, con particolare attenzione alla sorveglianza epidemiologica e alla gestione tempestiva dei casi. E’ stato anche avviato un potenziamento della campagna vaccinale e un coordinamento tra le strutture ospedaliere per garantire la disponibilità di posti letto. Sui controlli, c’è una task force nei locali pubblici, nei mercati e lungo la filiera alimentare per contrastare l’abusivismo e garantire standard igienici adeguati.

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