Milano-Cortina, l’altra Olimpiade: Ice, Mossad e 007 di tutto il mondo

Tra presenze confermate, cooperazioni ufficiali e voci tutte da verificare, prende forma l’altra competizione: quella delle polizie e — forse — delle spie.

Milano-Cortina, l’altra Olimpiade: Ice, Mossad e 007 di tutto il mondo
30 gennaio 2026 | 18.17
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Ice Usa, spie russe e poliziotti del Qatar. Non si vedranno in pista, non saliranno sul podio e non sfileranno con le bandiere. Eppure anche loro — agenti di sicurezza, ufficiali di collegamento, investigatori e forse uomini d’intelligence — si stanno preparando per Milano-Cortina. Ogni Olimpiade, oltre alle gare, ospita una competizione silenziosa fatta di prevenzione, scambio di informazioni e protezione delle delegazioni straniere. Tra presenze confermate, cooperazioni ufficiali e voci tutte da verificare, prende forma l’altra Olimpiade: quella delle polizie e — forse — delle spie.

Il caso più famoso, e che ha fatto più discutere: gli Stati Uniti avrebbero previsto una presenza molto limitata di agenti dell’Ice / Homeland Security Investigations: poche unità, senza poteri operativi sul territorio italiano, destinate soltanto al supporto analitico e al coordinamento informativo per la delegazione americana. Un modello già visto in altre manifestazioni sportive: niente azioni dirette, solo scambio dati e valutazione dei rischi.

Più visibile — e meno sorprendente — la cooperazione con apparati di sicurezza di Paesi partner. È il caso del Qatar, che ha inviato circa un centinaio di uomini (e i milanesi hanno già visto sfilare per le strade di Milano i loro mezzi) per coordinarsi con le autorità italiane soprattutto per la protezione di figure istituzionali e membri della famiglia reale presenti all’evento. Anche qui comando e responsabilità restano italiani: le squadre straniere operano come supporto. Tanta scena, con i mezzi per le strade di Milano, ma nulla di nuovo sotto il sole.

Più controversa la questione iraniana. Esponenti politici italiani hanno parlato di atleti scortati dai Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione. L’ambasciata iraniana ha però smentito. Ed è qui che nasce la suggestione — al limite della spy story — l’incrocio tra apparati rivali. Se — e solo se — fossero presenti strutture di sicurezza legate all’Iran (cosa smentita a quanto pare) e, come è plausibile, misure di protezione rafforzata per la delegazione israeliana con contributi informativi dei servizi di Tel Aviv, il Mossad, Milano-Cortina diventerebbe un raro spazio di co-presenza indiretta tra mondi che altrove si fronteggiano: Mossad e Pasdaran, tutti insieme. Titoli ad effetto, ma suggestivi. Soprattutto in relazione all'altro grande dossier: la Russia.

Gli atleti ammessi come neutrali partecipano senza bandiera, ma è verosimile che Mosca mantenga canali di tutela e monitoraggio attraverso strutture consolari e di sicurezza statale: anche qui però è suggestivo, ma difficile da provare che per le strade di Milano girino agenti del Kgb (oggi sostituito dal Servizio federale di sicurezza). L'unica cosa certa è la massima attenzione per le manifestazioni degli antagonisti contro i giochi: la prima del 5 febbraio, la seconda sabato 7. (di Andrea Persili)

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