Anziani morti in ambulanza, Luca Spada indagato per sei omicidi

Al 27enne autista soccorritore della Croce Rossa contestato l’omicidio aggravato dell'85enne, Deanna Mambelli. Secondo la procura di Forlì la causa della morte sarebbe riconducibile a un’embolia gassosa compatibile con un’azione esterna. Si indaga sul movente e su altre possibili vittime

Luca Spada - (Ipa)
Luca Spada - (Ipa)
13 aprile 2026 | 13.52
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Elementi investigativi basati su intercettazioni, messaggistica sequestrata e accertamenti autoptici hanno portato gli inquirenti a contestare a Luca Spada, 27enne autista soccorritore della Croce Rossa, l’omicidio aggravato dell'85enne, Deanna Mambelli, deceduta durante un trasporto sanitario lo scorso 25 novembre. Secondo quanto emerso nel corso di una conferenza stampa della Procura di Forlì, la causa della morte sarebbe riconducibile a un’embolia gassosa compatibile, secondo l’ipotesi investigativa, con un’azione esterna.

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In tutto, sono sei gli omicidi di anziani contestati a Spada, che lo scorso sabato è stato sottoposto a misura cautelare in carcere. Per altri cinque episodi, tuttavia, il giudice per le indagini preliminari non ha ritenuto sussistente un quadro indiziario sufficiente, pur proseguendo le attività investigative.

Le parole del procuratore

Per l'ultimo episodio abbiamo una serie di elementi che riguardano sia le intercettazioni telefoniche, la messaggistica, che è stata sequestrata nel telefonino dell'indagato, e soprattutto [...] questo accertamento autoptico che è assolutamente certo in termini di causa della morte, dovuta a un'embolia gassosa, giustificabile esclusivamente con l'insufflazione da esterno di aria nel corpo della vittima”, ha detto il procuratore di Forlì, Enrico Cieri, a margine della conferenza stampa di questa mattina.

L’indagine si concentra su una possibile serialità dei casi. “Per tutti gli altri episodi, abbiamo una serie di elementi che riguardano la serialità delle condotte e un'evenienza statistica, che è assolutamente straordinaria, cioè che questi questi episodi mortali sono avvenuti esclusivamente quando il trasporto era stato affidato a questo signore”, ha aggiunto.

Tra gli elementi raccolti anche un messaggio sospetto: "Per uno di essi, per il povero signor Scavone, c'è anche un messaggio telefonico che sembra essere riferito al fatto dell'avvenuta morte". Tuttavia, per cinque casi il Gip non ha ritenuto sufficienti gli indizi: “Per tutte queste cinque ipotesi il Gip non ha ritenuto la sufficienza indiziaria. Riteniamo, comunque, che non siano venute meno le ragioni, perché le nostre indagini proseguono". Al momento non risultano altri indagati: “Al momento, devo dire, non ci sono altre persone indagate”, ha precisato Cieri.

Gli investigatori stanno approfondendo diversi aspetti: dalla documentazione sanitaria presso le strutture sanitarie relative all'attività svolta da Luca Spada, alle eventuali transazioni economiche, fino al profilo psicologico dell’indagato e a possibili coinvolgimenti di terzi. “La Croce Rossa con noi ha collaborato ampiamente”, ha sottolineato il procuratore.

Resta complesso accertare casi analoghi. “Ci ripromettiamo di verificare se le cartelle cliniche o, comunque, i dati sanitari offrano delle possibilità di interpretare la causa della morte in termini analoghi a quelli della signora Mambelli. Tuttavia, questa modalità della morte è una modalità di difficilissimo accertamento, perché sostanzialmente l'accertamento si fonda sulla immediatezza dell'atto autoptico”, ha spiegato Cieri, evidenziando come l’aria insufflata nel corpo “svanisce nel tempo”.

Proprio per questo, ha concluso, non si procederà con riesumazioni: “Siamo convinti che queste operazionisarebbero inutili, perché non troveremmo questa materia gassosa, che, invece, è stata trovata in abbondanza sul corpo della signora Mambelli”.

Le telecamere

Il 25 novembre 2025 c’erano delle telecamere installate sull’ambulanza. “Doveva esserci una captazione audio-video, però non ha funzionato nulla”, ha affermato durante la conferenza stampa. "Successivamente, non sappiamo ancora come, queste telecamere sono state individuate dallo stesso indagato", ha aggiunto. Come ha spiegato Cieri, "a noi risulta che sia stato un guasto tecnico non prevedibile, perché ovviamente, quando il dispositivo è stato montato, ne è stata verificata anche la sua piena funzionalità. Per noi era efficace e utile a documentare quello che succedeva all'interno. Erano due telecamere". Riguardo al guasto, il procuratore ha aggiunto che "non abbiamo nessun elemento per attribuirlo a lui".

"La spiegazione che ci risulta dall'attività, soprattutto di intercettazione, è che lui si sia reso conto di una eccessiva attenzione dell'autorità sanitaria nei confronti della morte della signora Mambelli e – ha detto Cieri - abbia associato questa particolare attenzione a una telecamera, che avrebbe documentato la sua condotta all'interno dell'ambulanza. A noi risulta, semplicemente, che, dopo, lui munito di un cacciavite abbia frugato all'interno dell'ambulanza e, alla fine, abbia individuato almeno una delle due telecamere". "È un lavoro che inizia la sera, evidentemente lo interrompe, e al mattino dopo trova questo dispositivo che, ahimè, non aveva funzionato, che noi, peraltro, nella notte stessa avevamo ripristinato, ma che a questo punto non era più utile a nessuno scopo", ha concluso.

Indagine non è terminata

“L’indagine non è terminata, perché ovviamente stiamo andando a ritroso”, ha confermato il colonnello Gianluigi Di Pilato, comandante provinciale dei carabinieri di Forlì-Cesena. “Stiamo cercando di capire se, andando indietro nel tempo, altri casi, così come quelli che in questo momento stiamo attenzionando, sono sovrapponibili”, ha aggiunto Di Pilato.

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