Il ragazzo lasciato a piedi alla fermata, sotto la pioggia. La società di trasporti potrebbe ora sanzionare l'autista che non ha seguito le regole aziendali. Zaia: "Amareggiato, rispetto prima di ogni procedura"
Uno studente disabile di 15 anni nei giorni scorsi è stato fatto scendere da un bus della Società Vicentina Trasporti perché aveva spontaneamente denunciato all’autista di essersi dimenticato a casa l’abbonamento che invece possedeva.
La madre del ragazzo ha denunciato l’episodio al Giornale di Vicenza, sottolineando che il figlio è stato lasciato a piedi alla fermata dell’autobus e sotto la pioggia. Svt ha reso noto di aver avviato un’indagine interna che potrebbe portare a sanzionare l’autista che non ha seguito le regole aziendali che prevedono, per chi dimentica l’abbonamento, 15 giorni di tempo per dimostrarne il possesso con la cancellazione della relativa sanzione.
La notizia arriva dopo un caso simile avvenuto a Belluno nei giorni scorsi, quando un bambino di 11 anni è stato costretto a percorrere oltre 6 chilometri a piedi, sotto la neve e con temperature sottozero, perché non aveva il nuovo biglietto da 10 euro per salire sul bus della linea 30 Calalzo-Cortina. La vicenda si è poi conclusa con le scuse dell'autista e la partecipazione del ragazzino alla cerimonia di apertura dei Giochi di Milano Cortina.
“Le notizie che arrivano dal Vicentino, se confermate, lasciano amarezza. Un ragazzo di 15 anni con disabilità, rimasto alla fermata sotto la pioggia dopo essere stato fatto scendere dal bus, non è solo un fatto ‘di regole’: è una questione di umanità, di responsabilità, di buon senso. Dove è finita l’umanità, se un minore con disabilità che chiede aiuto viene lasciato solo? Un punto deve essere chiaro: il trasporto pubblico è un servizio e, come ogni servizio, vive di rispetto. E il personale a bordo deve essere degno interprete di questo”, il commento del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.
“Un ragazzo con disabilità che si rivolge con correttezza all’autista per segnalare un problema – aggiunge Zaia - non può essere trattato come un ‘furbo’. Non sono certo questi i soggetti che approfittano del trasporto pubblico: lo dicono i fatti, lo dice il comportamento di chi ha avvisato subito e con onestà. Esistono procedure che consentono di gestire la mancata esibizione del titolo, soprattutto per chi è abbonato: si verifica, si applicano le regole, si tutela la persona. Ma la prima regola, sempre, è non lasciare indietro nessuno, intimando di abbandonare il mezzo, tanto più se parliamo di minori e di persone fragili”.
“Bene che l’azienda abbia avviato subito una verifica e abbia già chiarito che, se l’episodio sarà confermato, quel comportamento è in contrasto con la propria politica e verrà sanzionato. Ma non basta: da questa vicenda devono nascere più attenzione e cultura del servizio. Chi lavora sul trasporto pubblico locale ha anche una responsabilità di tutela, soprattutto quando davanti ha un minore e una persona fragile. Le regole si applicano, certo, ma si applicano senza umiliare e senza abbandonare: mai lasciare solo un disabile. La dignità viene prima, sempre. Un episodio così è grave e non è giustificabile: mi aspetto che si faccia piena chiarezza e che si mettano in campo misure perché non possa più accadere” conclude Zaia.