Belluno, bambino senza biglietto per bus lasciato a piedi: aperta inchiesta

Sospeso l’autista. Presidente provincia: "Chiamato famiglia, si faccia chiarezza"

 - (Ipa)
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30 gennaio 2026 | 15.22
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La Procura di Belluno ha aperto un’inchiesta sul caso del bambino bellunese di 11 anni costretto a percorrere oltre 6 chilometri a piedi, sotto la neve, sul far della sera e con temperature sottozero, perché non aveva il nuovo biglietto da 10 euro per salire sul bus della linea 30 Calalzo-Cortina. Il bambino era uscito dal rientro pomeridiano scolastico e doveva rientrare da San Vito a Vodo di Cadore.

Nel frattempo, Dolomiti Bus ha aperto un’indagine interna e l’autista che l’ha costretto a scendere è stato sospeso dal servizio operato dalla società veneziana che ha il servizio in appalto per tutto il periodo olimpico, la medesima del bus elettrico caduto due anni e mezzo fa dal cavalcavia di Mestre.

Stefani: "Vicenda disumana, bene inchiesta Procura"

"Esprimo la mia vicinanza alla famiglia e al giovane ragazzino bellunese e accolgo con favore la decisione della Procura di Belluno di aprire un’inchiesta su un fatto che va chiarito fino in fondo. È bene che la magistratura accerti eventuali profili di reato. Quanto accaduto ha messo in condizioni di grave pericolo un bambino di 11 anni, oltre ad aver scosso tutto il Paese", dichiara il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. "Concentriamoci sui fatti - aggiunge il presidente - un bambino è stato abbandonato sotto la neve e costretto a raggiungere a piedi la sua abitazione, dove è giunto dopo 6 chilometri di cammino e in condizioni di ipotermia. Tutto ciò disumano e non ha nulla anche fare con la cultura dei veneti, che sono una comunità umana, unita e generosa".

L'aumento del costo del biglietto da 2,5 a 10 euro

Il biglietto del bus, che prima costava 2,5 euro ed era chilometrico, causa Olimpiadi è passato a costare 10 euro, indipendentemente dalla distanza percorsa, circostanza che ha suscitato sin da subito molte lamentele da parte dei pendolari a cui non sono riconosciute particolari agevolazioni.

“È un episodio che colpisce e che non può lasciare indifferenti, soprattutto perché coinvolge un minore e tocca il tema delicatissimo della tutela dei più deboli", dichiara il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, che esprime profondo dispiacere e forte preoccupazione per quanto accaduto. Padrin ha chiamato la famiglia del bambino per esprimere solidarietà e assicurare che “verrà fatta piena chiarezza sulla vicenda” per cui ha sollecitato i vertici di Dolomiti Bus a verificare eventuali responsabilità.

Il presidente della Provincia puntualizza però che il nuovo ticket da 10 euro “è stata votato all'unanimità da tutti i soggetti che fanno parte dell'ente di governo del trasporto pubblico locale: Provincia e i Comuni di Belluno, Feltre, Pieve di Cadore, Cortina, Auronzo e Borgo Valbelluna”. L’aumento del costo del biglietto si è reso necessario per coprire “anche le spese per alloggi del personale dedicato, vista la necessità di ricorrere massicciamente al subaffidamento del servizio per garantire il normale tpl nel resto del territorio provinciale” spiega Padrin.

La Provincia rende noto che i pendolari possono utilizzare normalmente l’abbonamento già sottoscritto senza alcuna maggiorazione e che sono stati previsti abbonamenti ‘olimpici’ gratuiti e biglietti omaggio. Inoltre, la Provincia ha stanziato 10mila euro per rimborsare i biglietti olimpici “a chi ne ha necessità”.

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