Gli eventi sono in programma dal 16 al 20 settembre
Il brutale assassinio di Anna Politkovskaja, avvenuto vent’anni fa - il 7 ottobre 2006 - resta una ferita aperta. Così come il dramma dell'Afghanistan sotto il giogo talebano: cinque anni fa, proprio nei giorni di ferragosto, la presa del potere del regime. Oggi in Afganistan alle ragazze è vietato studiare e migliaia di libri sono stati confiscati o bruciati dagli stessi cittadini per autodifesa. Da queste riflessioni nasce il fulcro ideale di un dibattito che si accenderà a Pordenonelegge, dal 16 al 20 settembre, nella nuova 'Dissensio Arena', lo spazio interamente dedicato alla libertà di parola, e di scrittura. A raccogliere l'eredità spirituale e politica della cronista russa è la figlia, Vera Politkovskaja, insignita quest’anno da pordenonelegge del titolo di Ambassador of Freedom.
Con il suo memoir "Una madre. La vita e la passione per la verità di Anna Politkovskaja" (Rizzoli), Vera – al festivale domenica 20 settembre - squarcerà il velo sul prezzo altissimo pagato da chi non si piega ai regimi. A dare corpo alla resistenza silenziosa delle donne afghane interverrà invece la regista esiliata Zainab Entezar con il volume "Fuorché il silenzio", che raccoglie per Jouvence 36 drammatiche testimonianze di donne afghane: lo presenterà a pordenonelegge giovedì 17 settembre. Mentre l'artista di origini afghane Moshtari Hilal nel suo saggio d'esordio "Bruttezza" (Fandango Libri) presentato a Pordenonelegge proverà a smontare la Bruttezza, dimostrando come sia una categoria politico-economica usata dai regimi per alimentare l'odio verso i corpi non conformi.
Il presidente di Fondazione Pordenonelegge.it, Michelangelo Agrusti, sottolinea: «pordenonelegge vuole dare espressione e contenuti tangibili alla sua rinnovata denominazione di Festa del libro e della libertà, sottolineando il legame indissolubile tra scrittura, lettura e democrazia. Un impegno civile che si sposa con il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha definito la lettura come il vero antidoto contro l'indifferenza e il conformismo». La mappa della dissidenza ospitata nella 'Dissensio Arena' si allarga all'Iran con lo scrittore naturalizzato olandese Kader Abdolah, che in prima nazionale presenta a Pordenonelegge "Parla Zarathustra" (Iperborea), fondendo mito e autobiografia in un'epica narrazione. E con la poetessa e attivista Bita Malakuti, i cui versi tradotti per la prima volta in Italia diventeranno un esplicito atto di protesta. Le dinamiche del Medio Oriente e del Nord Africa si arricchiscono delle anteprime di Leïla Slimani, che lega la sua saga familiare al destino del Marocco nel romanzo "Porterò il fuoco", al festival in prima nazionale, edito La nave di teseo. E di Amani El Nasif, che racconta la fatica dell'integrazione e la Siria in "Sei più forte di quanto credi", anche questo in anteprima a pordenonelegge per Mondadori Ragazzi.
La censura e l'esilio stringono in un unico filo rosso anche la Cina e la Turchia. L'autore cinese Liao Yiwu, già imprigionato per quattro anni in patria dopo aver denunciato il massacro di Tiananmen, scuote le coscienze con un saggio-denuncia sulla gestione pandemica a Wuhan, dal titolo "Wuhan" (Guerini e Associati). Dal canto suo, lo scrittore turco-curdo Burhan Sönmez, Premio Hemingway 2026, mette al centro del suo nuovo romanzo "Gli amanti di Franz K." (Nottetempo). la letteratura come baluardo di memoria contro l'oblio morale. Un tema, quello delle radici e del ritorno, affrontato anche dalla turca Açelya Yönaç ne "La casa turca"(Neri Pozza) e dalla georgiana Ruska Jorjoliani.
Il fronte dei conflitti caldi si sposta inevitabilmente sulla Palestina e sull'Ucraina. Se l'algerina Amal Bouchareb evoca il lutto e la guerra in I boccioli del mandorlo, Matteo Meschiari propone con le sue "Mappe di Palestina" (Bollati Boringhieri) una controgeografia per la pace, mentre l'israeliano Assaf Gavron – voce critica del suo governo – interviene con il romanzo generazionale Seguendo le tracce. L'Ucraina contemporanea, stretta nello stato di emergenza, viene invece radiografata dai reportage del giornalista Daniel Schulz in anteprima nazionale con "Io non sento più le sirene. Ucraina: vita quotidiana e stato di emergenza", un mosaico di articoli che racconta quel che resta di un paese in guerra (Bottega Errante) e dal volume "L'album blu" di Yaryna Grusha (Bompiani), a cui si affiancano le riflessioni sulla dignità della resistenza di Andrea Iacomini (Unicef). A chiudere questo viaggio nelle fragilità democratiche è l'inchiesta della giornalista Tonia Mastrobuoni, "La peste" (Feltrinelli), focalizzata sull'ascesa della destra radicale in Germania.