8.000 mq restaurati: non soltanto luogo di conservazione della memoria, ma anche centro vivo di ricerca, formazione, produzione culturale e innovazione
L’Archivio Storico della Biennale di Venezia cambia casa e si trasferisce nel cuore dell’Arsenale. La nuova sede dell’Asac – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee dispone di 8.000 metri quadrati ricavati dal recupero di cinque edifici storici, con oltre 38 milioni di euro di investimento pubblico e una nuova infrastruttura culturale destinata a conservare, studiare e rilanciare oltre un secolo di memoria delle arti contemporanee, a partire dalla prima Biennale Arte del 1895. Non più soltanto archivio, ma centro permanente di ricerca, formazione e produzione culturale, destinato a collegare passato e futuro della Biennale.
La nuova sede dell’Archivio Storico è stata presentata oggi in occasione di un programma speciale di tre giornate sviluppato dai direttori artistici dei diversi settori della Biennale: Alberto Barbera per il cinema, Caterina Barbieri per la musica, Willem Dafoe per il teatro, Wayne McGregor per la danza, Wang Shu e Lu Wenyu per l’architettura, e Maria Magdalena Campos-Pons e Kamaal Malak per l’arte. A fare gli onori di casa Debora Rossi, direttrice delll'Asac, e il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. Alla cerimonia sono intervenuti il nuovo sindaco di Venezia, Simone Venturini, gli ex presidenti della Biennale Paolo Baratta e Roberto Cicutto, e Angelo Piero Cappello, direttore generale Creatività contemporanea del Ministero della Cultura, in rappresentanza del ministro Alessandro Giuli, trattenuto a Roma per impegni istituzionali.
Nel corso dell’ultimo quadriennio, la Biennale di Venezia ha potenziato le attività del proprio Archivio in vista del trasferimento dal Vega - Parco Scientifico Tecnologico di Marghera, dove si trova attualmente, alla nuova sede dell’Arsenale di Venezia, che sarà aperta ufficialmente al pubblico agli inizi del 2027. In questo contesto, nel 2021 è sorto il Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, luogo di riferimento per relazioni, collaborazioni e progetti condivisi con studenti, studiosi, istituzioni culturali ed enti di ricerca nazionali e internazionali. I materiali conservati nell’Archivio generano nuove ricerche, sperimentazioni e produzioni offrendo anche ai direttori artistici dei diversi settori l’opportunità di confrontarsi direttamente con il patrimonio documentale e di sviluppare percorsi espositivi e progetti speciali basati sui materiali d’archivio. A questo fine è stata individuato un complesso di edifici storici dell’Arsenale adiacenti alle Corderie, quale nuova sede dell’Archivio Storico. I lavori, avviati nel marzo 2024 e conclusi nel rispetto del cronoprogramma, hanno previsto un investimento complessivo di oltre 38 milioni di euro stanziati dal Ministero della Cultura: 20 milioni a valere sui fondi “Grandi Progetti Beni Culturali” - stanziati nel 2019 – e ulteriori 18 milioni a valere sul Pnc al Pnrr “Grandi Attrattori Beni Culturali” – nel 2021. L'Archivio Storico della Biennale rafforza da ora in poi la propria vocazione a essere non soltanto luogo di conservazione della memoria, ma anche centro vivo di ricerca, formazione, produzione culturale e innovazione, capace di mettere in relazione il patrimonio storico con le sfide e le espressioni artistiche del presente e del futuro.
L’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia (Asac) documenta l’attività della Fondazione fin dalla prima Esposizione Internazionale d’Arte del 1895, conservando materiali relativi agli artisti, alle opere e alle diverse discipline che ne hanno attraversato la storia. Un patrimonio straordinario, una vera e propria Wunderkammer contemporanea nello spirito di Aby Warburg, articolato nella Biblioteca, situata nel Padiglione Centrale ai Giardini, e nel Fondo Storico, conservato presso il Vega di Porto Marghera. La Biblioteca, specializzata nelle arti contemporanee, raccoglie tutti i cataloghi delle attività della Biennale e conserva un patrimonio di oltre 164.000 volumi e 3.200 periodici. Il Fondo Storico, nucleo centrale dell’Archivio, comprende oltre 10.000 fascicoli, affiancati da una ricchissima fototeca, mediateca, Fondo Artistico, manifesti, rassegne stampa e materiali eterogenei, tra cui fotografie, carteggi, audiovisivi, partiture, opere d’arte e dischi in vinile. Con il trasferimento dal Vega di Porto Marghera alla nuova sede dell’Arsenale, l’Archivio Storico entra pienamente nel sistema degli spazi espositivi della Biennale, tra Arsenale e Giardini, rafforzando il legame tra memoria, ricerca e produzione contemporanea.
Sono previste aree polifunzionali dedicate alla consultazione, alle attività College e di ricerca, workshop, mostre e produzione di progetti speciali nonché aree per deposito, catalogazione e restauro. In particolare l’area destinata alla conservazione accoglierà scaffalature compattabili su più livelli, laboratori di restauro, ambienti per la catalogazione e box climatici in grado di garantire condizioni termoigrometriche adeguate alla tutela del patrimonio documentale. Il progetto prevede inoltre il potenziamento della digitalizzazione dei fondi - audio, video e fototeca - e l’ampliamento degli spazi di archiviazione, con circa 8.000 metri lineari rispetto ai 5.000 della sede attuale al Vega di Marghera.
"La nuova sede dell’Archivio Storico sarà un luogo aperto tutto l’anno a studenti, ricercatori e studiosi, pensato non soltanto per conservare la memoria della Biennale ma anche per produrre nuova conoscenza", ha spiegato Debora Rossi, responsabile dell’Archivio Storico. "Si conclude oggi simbolicamente un percorso avviato 26 anni fa e reso possibile grazie al fondamentale sostegno economico del Ministero della Cultura. Qui confluirà un patrimonio unico che documenta la storia della Biennale dal 1895: non solo documenti cartacei, ma anche fotografie, audiovisivi e materiali che continuano ad arricchirsi anno dopo anno. L’Archivio non sarà soltanto un luogo di conservazione, ma una vera e propria fabbrica della ricerca, dello studio e della valorizzazione del patrimonio. Uno spazio dove si incontrano competenze ed esperienze diverse, perché la memoria non serve solo a custodire il passato, ma anche a immaginare il futuro".
Il nuovo Archivio rappresenta uno degli interventi più complessi del percorso pluriennale di riqualificazione dell’Arsenale, del Lido e dei siti in terraferma operato dalla Biennale e iniziato nel 1999 sotto la presidenza di Paolo Baratta, a beneficio dell’offerta culturale della Biennale stessa e della Città di Venezia. Fu, infatti, un'idea dell'allora presidente della Biennale Paolo Baratta di puntare alla riqualificazione di spazi storici da utiizzare in maniera permamente. E proprio l'ex presidente della Biennale Baratta durante la cerimonia di oggi ha osservato: "Nel suo 92esimo anno di vita, l’Archivio cambia sede e compie un passaggio simbolicamente significativo: dalla terraferma torna alla laguna, in una scelta che va in controtendenza rispetto a molti processi di decentramento. Tra le grandi istituzioni culturali che custodiscono archivi e patrimoni documentali, l’Archivio Storico della Biennale lascia la periferia per rientrare nel cuore della città, trasformandosi in un luogo vivo di ricerca, studio e confronto. Con questa iniziativa l’Arsenale sarà vissuto tutto l’anno e non soltanto durante le esposizioni temporanee. Si completa così un ampio programma di sviluppo avviato nel 1999 e prende forma un disegno istituzionale di lungo periodo. La nuova sede rafforza l’idea di un luogo dedicato alla produzione culturale e alla riflessione critica sull’arte, al servizio del pubblico e della sua capacità di interpretare il presente, senza finalità pedagogiche di natura ideologica o politica. Un progetto che riafferma, attraverso la cultura e la ricerca, il valore della libertà".
Roberto Cicutto, ex presidente della Biennale, ha sottolineato come il nuovo Archivio Storico rappresenti "una bella storia della capacità della Biennale di dare concretezza alla propria visione di un'istituzione viva 365 giorni all'anno, aperta non soltanto agli addetti ai lavori ma anche a chi muove i primi passi nel mondo delle arti". Cicutto ha evidenziato il ruolo dell'Archivio come "centro di raccolta e diffusione di una straordinaria ricchezza di saperi", ricordando che "la solidità della struttura consente oggi di percorrere strade nuove e di ampliare ulteriormente le attività della Biennale sotto la presidenza di Pietrangelo Buttafoco".
Angelo Piero Cappello, direttore generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, ha portato i saluti e gli auguri del ministro Alessandro Giuli, trattenuto a Roma da impegni istituzionali. Cappello ha espresso "grande soddisfazione per la rigenerazione degli spazi all'Arsenale" ed ha rimarcato come il nuovo Archivio Storico "riesce ad accogliere e custodire il passato in un contesto straordinariamente contemporaneo, mantenendo uno sguardo rivolto al futuro". Richiamando un pensiero di Gabriele D'Annunzio, ha ricordato l'importanza di "accogliere la bellezza del passato nel presente", definendo l'intervento "un segno tangibile della coerenza di un percorso che la Biennale porta avanti senza interruzioni dal 1895".
Il nuovo sindaco di Venezia, Simone Venturini, in uno dei suoi primi impegni pubblici dopo l'elezione, ha detto: "Quando si parla di archivio storico si pensa subito al passato. Io credo invece che questo luogo debba essere soprattutto un grande centro di ricerca sulla contemporaneità. Non un mausoleo dove conservare ciò che è stato, ma un luogo vivo, capace di produrre futuro. Per questo penso che quella che stiamo facendo oggi sia anche un’operazione di politica industriale. L’Arsenale è sempre stato un sito produttivo e continua ad esserlo: solo che oggi qui non si producono più navi, ma sapere. Esiste qui un giacimento inesauribile di conoscenza. Le persone non faranno soltanto estrazione di sapere, ma anche raffinazione, trasformazione ed esportazione della conoscenza. In un'epoca in cui si parla tanto di terre rare, forse la vera materia rara del futuro sarà proprio la conoscenza".
A concludere la cerimonia è stato il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. "La Biennale di Venezia è un'istituzione e non esiste quindi in questa dimensione se non la consapevolezza e la coscienza di essere partecipi di un lavoro che impegna la riflessione, la fatica, con tanto di entusiasmo - ha detto - Il nuovo Archivio Storico è l'esito, il risultato di un progetto, e vorrei dire anche di un processo, la cui istruttoria è stata di consapevolezza nel dare, passo dopo passo, un qualcosa di cui tutti abbiamo bisogno: un centro studi, un centro di produzione culturale". Il nuovo Archivio Storico, ha sottolineato Buttafuoco, è il frutto di "una illuminata intuizione che segue il percorso di almeno tre ministri della Cultura che voglio ringraziare. Dario Franceschini, con cui si avvia, Gennaro Sangiuliano con cui è continuato, e Alessandro Giuli, che accoglie, accompagna e condivide il lavoro. Un lavoro memore di quel discorso che Gabriele d'Annunzio fece a Venezia nel 1895 a conclusione della prima Biennale Arte, ovvero la città, il luogo dove le libertà mentali, lo spirito critico, la dialettica e dunque anche la disobbedienza, accompagnano la creatività e il senso responsabile di una identità viva, sempre plurale".
Buttafuoco ha poi ricordato che nelle settimane scorse "su un autorevole giornale quotidiano molto importante qual è 'Avvenire' padre Antonio Spadaro ha aperto una pubblica discussione che ha coinvolto autorevoli personalità dell'arte e della cultura intorno alla 'questione Biennale'. Ed è bellissimo poter dare oggi risposta a uno di questi articoli, dove si poneva la problematicità di rendere quotidiano il lavoro di una istituzione che accompagna le esposizioni, le mostre, i festival. Ecco, dunque, il respiro quotidiano che arriva dall'Archivio e dai i suoi progetti speciali". (di Paolo Martini)