Bloccato lo Stretto di Hormuz in risposta all'escalation delle operazioni militari in Libano
L'Iran ha avvertito i residenti del nord di Israele di evacuare le proprie abitazioni nel caso in cui Israele dovesse portare a termine gli attacchi contro la periferia sud di Beirut, annunciati dal premier Benjamin Netanyahu. Lo riporta l'agenzia governativa iraniana Irna, citando il comando centrale militare di Khatam al-Anbiya."In considerazione delle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del regime, se questa minaccia verrà attuata, avvertiamo i residenti delle aree settentrionali e degli insediamenti militari nei territori occupati di lasciare la zona se non vogliono essere colpiti", ha dichiarato il comandante del quartier generale centrale.
Intanto l'Iran, riferisce l'agenzia semi-ufficiale Tasnim, ha deciso di "bloccare completamente" lo Stretto di Hormuz e lo Stretto di Bab al-Mandeb in risposta all'escalation delle operazioni militari israeliane in Libano. Non solo lo Stretto di Hormuz - dove già nelle ultime settimane il traffico navale era fortemente limitato e consentito solo a determinate condizioni imposte da Teheran - ma anche lo Stretto di Bab al-Mandeb, che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e all'Oceano Indiano, verrebbe chiuso al traffico dal cosiddetto "fronte della resistenza", l'alleanza regionale sostenuta dall'Iran.
Inoltre il team negoziale iraniano ha interrotto lo scambio di messaggi con gli Stati Uniti attraverso i mediatori. Lo riferisce l'agenzia Tasnim, secondo cui la situazione in Libano rappresenta un elemento essenziale del cessate il fuoco e Teheran ritiene che la tregua sia stata violata "su tutti i fronti, compreso il Libano". Per questo motivo, "non avrà luogo alcun dialogo" fino a quando non saranno accolte le richieste dell'Iran e di Hezbollah.
Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf ha affermato che il blocco navale statunitense e quella che ha definito un'escalation dei "crimini di guerra" israeliani in Libano sono una chiara prova del mancato rispetto del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti. In un post su X, Ghalibaf ha affermato che le azioni di Washington minano gli sforzi per mantenere la tregua e ha accusato gli Stati Uniti di non aver rispettato gli impegni assunti nell'ambito dell'accordo.
"Il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti è, senza alcuna ambiguità, una cessazione completa del fuoco su tutti i fronti, inclusi il Libano", ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, mentre Israele estende le sue operazioni nel Paese dei Cedri. "Qualsiasi violazione di questo cessate il fuoco su uno dei fronti costituisce una violazione su tutti i fronti - ha scandito su X il capo della diplomazia di Teheran - Gli Stati Uniti e Israele sono responsabili delle conseguenze di qualsiasi violazione della tregua".
"Gli Stati Uniti - aveva denunciato in precedenza il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei - hanno violato il cessate il fuoco anche stamattina. Non esiteremo a prendere ogni misura che riterremo necessaria per difendere la sicurezza nazionale iraniana". Il portavoce ha poi spiegato che qualsiasi accordo con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra deve includere garanzie per un cessate il fuoco in Libano, dove Israele ha intensificato gli attacchi e l'invasione nonostante la tregua di metà aprile. Nel corso di una conferenza stampa, Baghaei ha dichiarato: "Insistiamo sul fatto che un cessate il fuoco in Libano sia una condizione essenziale per qualsiasi accordo volto a porre fine alla guerra".
Al momento, ha aggiunto, non sono in corso colloqui sul programma nucleare di Teheran. "Sappiamo quando è necessario agire in materia nucleare. Non si sono svolte trattative sui dettagli del dossier nucleare. In questa fase - le parole di Baghaei -, la nostra priorità è porre fine alla guerra"
L'Unione Europea interviene chiedendo a Israele "di fermare l'escalation militare in Libano e di rispettare la sovranità e l'integrità territoriale del Libano". Ma le Forze di Difesa israeliane hanno emesso un ordine di evacuazione per i residenti dei quartieri periferici meridionali di Beirut, il sobborgo di Dahiyeh. "Se i terroristi di Hezbollah continuano a sparare razzi in direzione delle città israeliane, le Forze di difesa risponderanno prendendo di mira i siti nei sobborghi meridionali", scrive su X il portavoce per la lingua araba Avichay Adraee citato da Ha'aretz.
All'indomani della presa della fortezza di Beaufort, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz avevano dichiarato di aver ordinato attacchi aerei sul sobborgo di Dahiyeh a Beirut, dove Hezbollah, sostenuto dall'Iran, eserciterebbe una forte influenza. "Alla luce delle ripetute violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte dell'organizzazione terroristica Hezbollah e degli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini, il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Ministro della Difesa Israel Katz hanno incaricato le Forze di Difesa Israeliane di colpire obiettivi terroristici nel distretto di Dahiyeh a Beirut", si legge in una dichiarazione congiunta di Netanyahu e Katz.
Hezbollah sarebbe pronto a un cessate il fuoco totale e immediato con Israele, impegnandosi a garantirne la sua attuazione. E' quello che avrebbe detto il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, vicino al movimento, secondo quanto rivelato ad Axios dal suo consigliere Ali Hamdan. Se Hezbollah fosse davvero pronto per un cessate il fuoco completo, resterebbe l'occupazione israeliana del Libano meridionale, ma il fronte libanese verrebbe scollegato dalla guerra in Iran. E funzionari americani avrebbero detto a Berri che il premier israeliano Benjamin Netanyahu non sarebbe d'accordo con questo scenario. Una fonte israeliana ha comunque confermato che il movimento sciita libanese sarebbe d'accordo al cessate il fuoco senza la richiesta di un ritiro israeliano.
"Ho chiamato l'ambasciatore statunitense a Beirut, Michel Issa, ieri, e gli ho detto, a nome del presidente Berri, che Hezbollah sarà pronto a impegnarsi totalmente per un cessate il fuoco completo e siamo pronti a garantirlo", ha detto Hamdan ad Axios. Hamdan ha confermato che l'amministrazione Trump aveva proposto un cessate il fuoco parziale nel fine settimana che avrebbe richiesto a Hezbollah di smettere di colpire il nord di Israele in cambio dell'impegno di Israele a non colpire Beirut. E la replica dello speaker del Parlamento di Beirut, secondo il suo consigliere, è stata: 'Perché un cessate il fuoco parziale? Facciamo un cessate il fuoco completo'. Siamo sicuri che Hezbollah si impegnerà per un cessate il fuoco totale. Riteniamo che sarà più produttivo. Sappiamo che il tempo stringe".
Le forze armate statunitensi hanno coordinato nelle ultime tre settimane il transito attraverso lo Stretto di Hormuz di circa 70 navi commerciali, nonostante lo stallo nei negoziati per porre fine al conflitto con l'Iran. Lo riferiscono al New York Times funzionari americani, secondo cui la maggior parte delle imbarcazioni ha attraversato il passaggio con i transponder disattivati per evitare di essere individuate. Le autorità Usa non hanno precisato la tipologia delle navi coinvolte né i percorsi esatti, ma analisti del settore hanno evidenziato come almeno una delle navi si sia mantenuta più vicina alle coste dell'Oman e lontana da quelle iraniane.
Nonostante l'assistenza americana, il traffico marittimo resta ben al di sotto dei livelli precedenti all'escalation militare. Prima degli attacchi congiunti israelo-americani contro Teheran, lo stretto era attraversato ogni giorno da oltre 100 navi commerciali; oggi con i passaggi coordinati da Washington la media si attesta sui tre al giorno. La continuità delle traversate suggerisce comunque che ci siano armatori disposti ad assumersi il rischio per raggiungere o lasciare il Golfo Persico, dove risultano bloccate da settimane numerose unità. Il corridoio coordinato dagli Stati Uniti rappresenta inoltre un'alternativa per gli operatori che non intendono richiedere autorizzazioni all'Iran o pagare pedaggi per il transito.
Teheran ha il diritto di imporre alle navi una tassa ambientale per il transito nello Stretto di Hormuz, sostiene Arman Khorsand, capo del Centro iraniano per gli affari internazionali e le convenzioni ambientali, aggiungendo che l'inquinamento da petrolio, l'attività delle flotte militari straniere e i danni agli ecosistemi sensibili nel Golfo hanno "raddoppiato la necessità di fornire risorse per il ripristino ambientale" e che le tariffe riscosse potrebbero essere utilizzate per compensare i danni causati all'ambiente del Golfo.
Secondo il sistema del “passaggio inoffensivo”, ha affermato, i paesi che si affacciano sullo stretto possono riscuotere tariffe per i servizi marittimi e risarcimenti per i danni causati da violazioni delle normative, “e questa questione ha un precedente nel diritto internazionale”. Khorsand ha respinto le critiche al provvedimento, spiegando che "l'affermazione secondo cui la riscossione di tasse ambientali dalle navi di passaggio è illegale non ha fondamento giuridico" e che l'azione potrebbe essere intrapresa "nel quadro delle norme internazionali riconosciute".
Intanto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha annunciato di aver condotto "attacchi difensivi" contro siti radar iraniani e strutture di comando e controllo di droni nella città di Garook e sull'isola di Qeshm, nell'Iran meridionale. Secondo il Centcom, gli attacchi sono stati condotti in risposta ad "azioni iraniane aggressive" che includevano l'intercettazione di un Uav americano nello spazio aereo internazionale. Inoltre, un jet da combattimento statunitense ha distrutto sistemi di difesa aerea iraniani, una stazione di controllo a terra e due droni suicidi.
Da parte loro, le Guardie della Rivoluzione hanno spiegato di aver risposto attaccando la base da cui è partito l'attacco Usa contro obiettivi nel sud. Secondo i Pasdaran, "l'aviazione delle Guardie della Rivoluzione ha avvertito che se l'aggressione si ripeterà, la risposta sarà completamente diversa".
Poco prima dell'annuncio dei Pasdaran, il Kuwait ha denunciato un attacco missilistico e con droni da parte di Teheran. Il Paese ha infatti condannato quelli che ha definito attacchi iraniani sul suo territorio, affermando che tali attacchi minano gli sforzi per ridurre le tensioni nella regione. In una dichiarazione, il ministero degli Esteri ha affermato che il Kuwait si riserva il diritto di adottare "tutte le misure necessarie" per difendere il proprio territorio e la propria sicurezza.
Emmanuel Macron ha avuto intanto un colloquio telefonico con Donald Trump, durante il quale ha "salutato gli sforzi determinati che sta conducendo per giungere rapidamente a un accordo tra Stati Uniti e Iran". Lo ha scritto su X lo stesso presidente francese, sottolineando che l'accordo "rappresenta un'opportunità unica per costruire un nuovo quadro di sicurezza che coinvolga l'insieme degli attori interessati, al fine di consentire una stabilizzazione duratura della regione"
A Trump, continua Macron riferendo della telefonata avuta ieri sera, "ho indicato che siamo pronti a sostenere pienamente questi sforzi e ad assumere pienamente il nostro ruolo nella loro attuazione". "È in questo senso la missione internazionale che abbiamo costruito con i britannici e i nostri partner, pronta a essere dispiegata non appena sarà concluso un accordo, per contribuire alla sicurezza del traffico marittimo nello stretto di Hormuz - spiega ancora il presidente francese, che ieri aveva sentito anche i leader di Arabia Saudita, Emirati, Oman ed Egitto - Siamo anche disposti a portare la nostra competenza e le nostre capacità alle negoziazioni più ampie che devono aprirsi, in particolare sul capitolo nucleare di un accordo".
Nel colloquio telefonico, Macron ha quindi "salutato l'impegno del presidente a favore della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano", sottolineando ancora una volta "l'importanza di un cessate il fuoco robusto e del nostro sostegno collettivo alle autorità libanesi".