'Per fiocco e per segno', la storia culturale di un piccolo oggetto

Nel saggio della semiologa Maria Catricalà in libreria per Rubbettino l'affascinante vicenda di un oggetto quotidiano

'Per fiocco e per segno', la storia culturale di un piccolo oggetto
16 marzo 2026 | 09.23
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Un dettaglio minuscolo, spesso considerato frivolo, che invece attraversa secoli di storia culturale. Con "Per fiocco e per segno", da questa settimana in libreria per Rubbettino (pagine 120, euro 18), la semiologa Maria Catricalà racconta la sorprendente vicenda del fiocco: un oggetto quotidiano che nelle arti, nella moda e nel linguaggio ha assunto nel tempo significati molteplici.

Dai nastri degli abiti rinascimentali ai ritratti dell’aristocrazia europea, dalle scarpe di Luigi XIV alle acconciature e agli ornamenti della moda settecentesca, il fiocco compare in dipinti, incisioni e costumi come segno di eleganza, status sociale e identità. Nella pittura e nella ritrattistica diventa spesso un dettaglio rivelatore: un elemento decorativo capace di raccontare gusti, epoche e trasformazioni del costume.

Il libro segue il filo di questa presenza iconografica attraverso i secoli, mostrando come il fiocco passi gradualmente da semplice sistema per allacciare e chiudere abiti e accessori a puro elemento ornamentale. Tra Sei e Settecento, in particolare, nastri e fiocchi invadono abiti, scarpe, cappelli e acconciature, diventando protagonisti della cultura visiva dell’Europa moderna.

Ma il fiocco non è solo un elemento della storia della moda. È anche una forma simbolica e linguistica. La parola stessa, legata al latino floccus – che indicava un batuffolo leggero come quello della neve o della lana – racconta un percorso semantico affascinante che dalla natura arriva fino agli oggetti e alle metafore del linguaggio quotidiano.

Così il fiocco diventa una piccola chiave per esplorare l’intreccio tra arte, gesti manuali, immaginazione e lingua. Attraverso immagini, fonti storiche e testimonianze letterarie, il volume ricostruisce la storia di un segno che compare nei dipinti, nei gioielli, negli abiti e nei rituali sociali, fino ad arrivare ai simboli contemporanei. Ne emerge il ritratto di un oggetto che accompagna da secoli la vita quotidiana e l’immaginario collettivo: un dettaglio capace di legare insieme estetica, cultura materiale e linguaggio.

Maria Catricalà è professore prdinario di Glottologia e Linguistica all'Università di Roma Tre, semiologoa, studiosa di comunicazione settoriale. Ha concentrato la sua ricerca sui linguaggi della moda, della cucina, dei brevetti e dei marchi, con un'attenzione costante al rapporto tra forme, parole e norme nei media.

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