Dazi, accordo Ue-Usa. Meloni: “Scongiurata la guerra commerciale”

28 luglio 2025 | 15.18
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Accordo fatto tra Stati Uniti ed Europa sui dazi. Le merci europee importate negli Stati Uniti saranno soggette a una tariffa del 15%, come sancito dall’incontro tra Donald Trump e Ursula von der Leyen e il successivo annuncio del presidente americano e dalla presidente della Commissione europea a Turnberry, in Scozia. Il dazio "si applica alla maggior parte dei settori, comprese automobili, semiconduttori e farmaceutica", ha spiegato la presidente della Commissione Europea. "Il 15% non va sottovalutato, ma è il massimo che siamo riusciti a ottenere", ha sottolineato von der Leyen. Vista da Washington, la partita si chiude con una vittoria negoziale ma andranno considerate le conseguenze per l'economia americana e per la qualità della vita degli americani. Guardando a Bruxelles, una ragione ha prevalso sulle altre: il prezzo più alto da pagare è quello dell'incertezza e un accordo, pure svantaggioso, è meglio dello scenario peggiore, una guerra commerciale aperta, che si sarebbe delineato dall’1 agosto. Per valutare più a fondo le conseguenze dell'accordo è necessario però entrare nel merito settore per settore e Stato per Stato, considerato che la tariffa al 15% sostituisce quelle applicate fino a oggi ma con diverse eccezioni e, in alcuni casi, spazi di trattativa ancora da esplorare. A una prima ricognizione, l'automotive 'guadagna', passando dal 27,5% al 15%, acciaio e alluminio restano al 50%, diversi dubbi riguardano la farmaceutica. Su questo fronte, in particolare, pende l'indagine sulla sicurezza nazionale che potrebbe suggerire a Trump di imporre nuovi dazi, con l'obiettivo dichiarato di riportare la produzione negli Stati Uniti. Stessa incertezza riguarda elettronica e microprocessori, anche se l'impatto per l'Europa è relativamente limitato. Ci sono anche settori che beneficiano dei 'dazi zero', in questo caso con una reale reciprocità: aerei e componenti per aerei, alcuni prodotti chimici e agricoli, le materie prime rare. In linea di massima sono quelli che beneficiano di una strategia 'anti Cina' condivisa da Usa e Ue. Subito dopo l’accordo raggiunto, il Governo italiano ha pubblicato una dichiarazione sottoscritta dal Premier Meloni e dai Vicepresidenti del Consiglio, Antonio Tajani e Matteo Salvini. Nella dichiarazione si legge che il Governo ha accolto positivamente la notizia del raggiungimento di un accordo tra Unione europea e Stati Uniti sui dazi che scongiura una guerra commerciale. La soluzione a cui si è giunti, prosegue la nota di Palazzo Chigi, è il risultato dal grande impegno delle istituzioni europee e degli Stati membri dell’UE, inclusa l’Italia, che hanno lavorato con impegno facendo squadra, evitando di cadere nella trappola di uno scontro frontale tra le due sponde dell’Atlantico. Il Governo giudica sostenibile la base dell’accordo sui dazi al 15%, specie se tale percentuale ricomprende e non si somma ai dazi precedenti, come inizialmente previsto. Allo stesso tempo, prosegue il comunicato, a Bruxelles si continua a lavorare per rafforzare il Mercato Unico, semplificare le regole, tagliare la burocrazia, diversificare le relazioni commerciali, non senza attivare misure di sostegno a livello nazionale per i settori che risentiranno maggiormente dei dazi americani.

Dichiarazione del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni

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