Il direttore Asi: "Momento storico". Obiettivo gettare le basi per consentire lunghe permanenze sul satellite della Terra
Con la fine del secondo giorno di attività nello spazio e l'accensione del motore principale del modulo di servizio la navicella Orion ha mosso un passo decisivo per indirizzare gli astronauti della missione Artemis II verso la Luna a una velocità di circa 10.500 chilometri l'ora. Fra meno di 3 giorni (il Moon Day è previsto il 6 aprile) quindi gli astronauti saranno 'a portata di fotocamera' del nostro satellite dopo 320 mila km di viaggio nello spazio. Un momento fondamentale per il programma che punta a gettare le basi per il ritorno degli esseri umani sulla superficie lunare, con la possibilità in futuro di consentire lunghe permanenze.
Artemis 2 è uno dei momenti chiave del programma della Nasa che punta all'allunaggio vero e proprio previsto per il 2028 in occasione della quarta missione Artemis IV. Il programma prevede infatti 10 missioni, in un arco indicativo di 13 anni. Questa la pianificazione, ovviamente soggetta a possibili modifiche: Artemis I (2022), Artemis II (2026), Artemis III (2027), Artemis IV (2028), Artemis V (2030), Artemis VI (2031), Artemis VII (2032), Artemis VIII (2033), Artemis IX (2034) e infine Artemis X (2035).
Il razzo Space Launch System della Nasa è decollato dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral nella notte tra il 1° e il 2 Aprile alle 00:35 ora italiana, portando quattro astronauti in viaggio verso la Luna per la prima volta in oltre cinquant’anni. A bordo della capsula Orion si trovano il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e la specialista di missione Christina Koch della Nasa, insieme a Jeremy Hansen, dell’Agenzia spaziale canadese. La missione durerà circa dieci giorni e li porterà a circumnavigare la Luna, con la possibilità di stabilire un nuovo record di distanza dalla Terra, superando quello dell’Apollo 13 del 1970.
In particolare, la missione si concentrerà sulla dimostrazione della capacità dell’equipaggio e dei sistemi della navicella Orion di volare nello spazio profondo e tornare sulla Terra, testando il supporto vitale, la navigazione e la comunicazione ottica, per la trasmissione ad alta velocità Luna-Terra. La missione testerà inoltre lo Space Launch System con un equipaggio a bordo, validando le procedure di rientro, compresa la dimostrazione della guida di Orion in un ambiente senza Gps.
Al momento - secondo la tabella Nasa - Artemis II è a metà strada, infatti le tappe fissate dall'agenzia spaziale sono 10:
1) Lancio: decollo del razzo Space Launch System dal Kennedy Space Center
2) Orbita terrestre bassa (Low Earth Orbit): prima fase operativa in orbita attorno alla Terra qui la capsula Orion ha iniziato dei test per (supporto vitale, comunicazioni e navigazione)
3) Orbita terrestre alta (High Earth Orbit): allontanamento progressivo dalla Terra per verificare navigazione e controllo della traiettoria nello spazio profondo.
4) Manovra di iniezione translunare (Trans Lunar Injection Burn): accensione dei motori per portare la capsula in direzione della Luna.
5) Viaggio verso la Luna (Journey to the Moon): transito nello spazio lungo la traiettoria di ritorno libero .
6) Sorvolo lunare (Lunar Flyby): passaggio attorno alla Luna e raggiungimento della distanza massima dalla Terra. In questa fase - durante il passaggio sul lato oscuro della Luna - la navicella perderà il contatto con la terra per circa 40 minuti.
7) Transito di ritorno (Return Transit): inizio del viaggio di rientro verso la Terra.
8) Correzione della traiettoria di rientro (Return Trajectory Correction Burn): manovra di aggiustamento della rotta per garantire precisione nella fase finale di rientro.
9) Separazione del modulo equipaggio e rientro atmosferico: distacco dei moduli e preparazione al rientro nell’atmosfera terrestre.
10) Ammaraggio e recupero (Splashdown and Recovery): ammaraggio nell’Oceano Pacifico e recupero dell’equipaggio da parte della U.S. Navy.
“Il successo del lancio di Artemis 2 segna un momento davvero storico per l’esplorazione spaziale. Dopo più di mezzo secolo, l’umanità torna a viaggiare verso la Luna”, sottolinea il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana, Teodoro Valente. “È l’inizio di una nuova fase della nostra presenza nello spazio profondo e un passo fondamentale verso le future missioni lunari e, in prospettiva, verso Marte. Per l’Italia, e per l’Agenzia Spaziale Italiana, questo traguardo ha un significato particolare. Il nostro Paese è stato tra i primi firmatari degli Artemis Accords con la Nasa, contribuendo fin dall’inizio a promuovere una cooperazione internazionale basata su trasparenza, sostenibilità e uso pacifico dello spazio”, conclude.
"L'equipaggio si sente piuttosto bene quassù, in viaggio verso la Luna", ha affermato l'astronauta Jeremy Hansen, durante la diretta streaming della Nasa. Hansens, canadese, primo non americano a raggiungere la Luna, spiega di aver "sentito distintamente la forza della perseveranza necessaria per intraprendere questa missione. L'umanità ha dimostrato ancora una volta di cosa è capace".