Cargiver e pensione anticipata, quando chi assiste un familiare può smettere di lavorare prima: la spiegazione dell'esperto

Andrea Martelli, fondatore e amministratore di MiaPensione indica i requisiti fondamentali e le cose da valutare per poter andar via prima dal lavoro

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19 marzo 2026 | 13.07
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Sono oltre 7 milioni, il 17% della popolazione italiana, i caregiver nel nostro Paese: persone che si occupano con regolarità di un familiare disabile, fragile o affetto da malattia cronica. Svolgono un lavoro di assistenza, gratuito e spesso invisibile, occupandosi di offrire supporto nelle attività quotidiane e nella gestione delle terapie, cercando di conciliare tutto questo con la propria vita professionale e personale. Gesti d’amore quotidiani che nascondono spesso storie di fatica, burnout e mancanza di supporto adeguato. Il 75% sono donne, fra i 45 e i 64 anni, ma sta aumentando sensibilmente anche il numero di giovani (tra i 15 e i 24 anni) che, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione, si prendono cura di nonni (42%) e genitori (30%).

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Ma cosa accade, invece, ai caregiver che si stanno avvicinando alla pensione? Quali finestre d’uscita anticipata dal mondo del lavoro sono disponibili oggi per agevolare il loro ruolo cruciale nel welfare familiare? Risponde all’Adnkronos/Labitalia, Andrea Martelli, fondatore e amministratore di MiaPensione.

“Assistere un familiare con disabilità grave, riconosciuta dalla legge 104 - spiega - è un impegno che spesso modifica profondamente la vita lavorativa ed economica di chi se ne fa carico. E' bene però sapere che questa legge non garantisce automaticamente una pensione anticipata, mentre permette l’accesso a specifiche misure create per tutelare i caregiver nel periodo in cui sono ancora al lavoro. Diventa quindi importante conoscere la propria posizione contributiva per individuare le finestre d’uscita più strategiche che è possibile raggiungere”.

I requisiti

“La Legge 104 - ricorda l'esperto - riconosce ai caregiver delle tutele lavorative, come permessi retribuiti, congedi straordinari e priorità in alcune graduatorie, ma la pensione anticipata è possibile solo attraverso alcuni strumenti specifici e a determinate condizioni, tra cui: Ape sociale, pensione anticipata per precoci (Quota 41), Opzione donna

APE Sociale - È un sostegno economico che accompagna il lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti pensionistici. Permette l’uscita fino a quasi 4 anni prima della pensione di vecchiaia, non richiede contributi altissimi e riconosce formalmente il ruolo assistenziale. Consente di lasciare anticipatamente il lavoro a 63 anni e 5 mesi di età, con 30 anni di contributi, nei casi in cui il lavoratore si occupi di assistenza continuativa di un familiare, da almeno 6 mesi. Possono accedervi le persone che si prendono cura del coniuge, del partner unito civilmente, di un genitore, di un figlio o di fratello/sorella convivente, parente o affine di 1° grado. La persona assistita deve inoltre avere il riconoscimento di handicap grave, non semplice 104 comma 1.

Lavoratori Precoci (Quota 41) - Riservata ai lavoratori che abbiano maturato almeno 12 mesi di contributi, effettivamente versati, prima dei 19 anni di età e che siano in possesso di 41 anni di versamenti contributivi. La misura tutela chi assiste, da almeno sei mesi, un familiare convivente con handicap grave, come il coniuge, figli o genitori; si estende anche ai parenti di secondo grado, qualora i familiari più prossimi fossero anziani, invalidi o assenti.

Opzione Donna - Questa misura, non rinnovata dalla Legge di Bilancio 2026, è ancora disponibile per coloro che hanno maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024. Sono richiesti 61 anni di età, ed è prevista la riduzione di un anno per ogni figlio (fino a un massimo di due anni), e almeno 35 anni di contributi. Possono accedervi le donne caregiver che assistono, da almeno sei mesi, un familiare con disabilità grave. Lo strumento prevede l’istituzione di “finestre mobili” d’uscita, tra il raggiungimento dei requisiti e il pagamento della pensione, fissate a 12 mesi, per le lavoratrici dipendenti e 18 mesi per le autonome. L’assegno è calcolato interamente con il metodo contributivo.

Esempi pratici

Maria, 63 anni e 5 mesi, caregiver della madre (104 art. 3 comma 3) convivente da più di 6 mesi, con 30 anni di contributi: può richiedere APE Sociale.

Luca, 62 anni e 35 anni di contributi. Assiste il fratello con 104, ma non in modo continuativo: non ha diritto all’uscita anticipata.

Francesca, 60 anni, 41 anni di contributi, di cui 12 mesi accreditati prima del compimento dei 19 anni di età, caregiver del marito: può accedere alla pensione anticipata precoci

“Per i caregiver, quindi, è possibile percorrere la strada dell’uscita anticipata dal mondo del lavoro, ma solo attraverso canali specifici e con requisiti ben definiti. È fondamentale perciò conoscere perfettamente le condizioni richieste, valutare la propria situazione contributiva e comprendere l’impatto economico delle diverse opzioni di uscita a nostra disposizione”, conclude Andrea Martelli, esperto di consulenza previdenziale e fondatore di MiaPensione.

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