Calabrese (Enea) fa il punto con l’Adnkronos sulle norme italiane in materia
Temperature esterne ai massimi e climatizzatori accesi notte e giorno alla ricerca di comfort negli ambienti chiusi. Ma le regole sono chiare: la norma italiana fissa a 26°C il limite minimo per la temperatura estiva nelle abitazioni, con una tolleranza di -2°C. Autorità sanitarie e buon senso suggeriscono, poi, un uso attento per evitare sbalzi eccessivi tra spazi interni ed esterno e consumi energetici alle stelle. Nicolandrea Calabrese, responsabile del Laboratorio Enea efficienza energetica negli Edifici e Sviluppo Urbano (Dipartimento Efficienza Energetica), fa il punto con l’Adnkronos sulle norme italiane in materia suggerendo anche alcuni consigli pratici per una climatizzazione estiva che garantisca allo stesso tempo benessere e bollette più leggere.
Il riferimento normativo, spiega, è il “Decreto del Presidente della Repubblica 16 aprile 2013, n. 74 che fissa il valore della temperatura ambiente sotto il quale non bisogna scendere: in estate la media ponderata delle temperature dell'aria, misurate nei singoli ambienti raffrescati di ciascuna unità immobiliare, non deve essere minore di 26°C con - 2°C di tolleranza per tutti gli edifici”.
Da considerare anche che “secondo i consigli del ministero della Salute, è ‘efficace l’impiego dell’aria condizionata che tuttavia va usata con attenzione, evitando di regolare la temperatura a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. Una temperatura tra 25-27°C con un basso tasso di umidità è sufficiente a garantire il benessere e non espone a bruschi sbalzi termici rispetto all’esterno’”. L’esperto ricorda che “se si passa più volte al giorno da ambienti molto freddi a temperature di 35-40°C, l’organismo fa più fatica a adattarsi”. Non solo: “Ricordiamo anche che ogni grado in meno aumenta i consumi di circa il 7-10%: un valore tra 24 e 26°C garantisce comfort senza sprechi”.
“Uno degli errori più comuni relativi all’utilizzo dei condizionatori riguarda la regolazione della temperatura - spiega Calabrese -. Spesso si tende a impostare la temperatura minima per rinfrescare l’ambiente più velocemente, ma questa pratica causa l’aumento dei consumi energetici. La temperatura interna delle abitazioni dovrebbe, infatti, rimanere tra i 25-27 gradi centigradi. È consigliabile mantenere una differenza massima di circa 10°C rispetto alla temperatura esterna in modo da garantire il benessere senza essere esposti a bruschi sbalzi termici rispetto all’esterno”.
Per tagliare i consumi energetici legati al caldo e mantenere fresche le abitazioni, “è importante dare la precedenza alle soluzioni più economiche ed ecologiche prima di accendere i condizionatori. Tutte le aperture verso l’esterno dell’abitazione vanno schermate per bloccare il calore del sole e va immediatamente eliminato il vapore che si crea dentro l’abitazione. Prima di iniziare a cucinare o di fare la doccia è molto utile aprire la finestra per sfruttare le correnti d’aria naturali o in alternativa azionare l’aspiratore elettrico, tenendolo in funzione per almeno dieci minuti dopo aver terminato. L’estrazione immediata del vapore impedisce che l’aria si saturi e che l’umidità si diffonda nelle altre stanze. La ventilazione degli ambienti e il ricambio dell’aria contribuiscono, inoltre, a garantire una buona salubrità dell’aria indoor, abbattendo la concentrazione di inquinanti domestici e umidità in eccesso”.
Insomma, è auspicabile una gestione smart di tutta l’abitazione. Di seguito i dieci consigli di Enea per massimizzare benefici ambientali, comfort e risparmio energetico: fai una manutenzione regolare; scegli modelli in classe energetica superiore alla A; usa gli incentivi fiscali; attenzione al posizionamento dell’unità interna ed esterna; attenzione all’apertura di porte e finestre; attenzione alla temperatura impostata; usa uno split per stanza; attenzione agli apporti termici degli altri dispositivi domestici; usa termostati smart e controlla i consumi attraverso app; fai la diagnosi energetica del tuo immobile.