Venerdì e sabato i ministri delle Finanze dell'area euro e dell'Ue si riuniscono a Dublino
L'economia europea regge "bene", nell'attuale contesto geopolitico, "volatile" e "complesso", ma il quadro presenta elementi di "fragilità", in particolare per le tensioni sui mercati obbligazionari e dell'energia, ragion per cui le politiche economiche degli Stati dell'area euro dovranno essere improntati ad una "notevole prudenza". Questo, ha spiegato un alto funzionario Ue, il quadro dell'economia dell'area euro di cui i ministri delle Finanze discuteranno dopodomani mattina a Dublino nell'Eurogruppo, che si riunirà per un paio d'ore prima dell'Ecofin informale, che terminerà sabato.
Le tensioni geopolitiche, ha ricordato la fonte, restano "significative" e continuano a pesare sulle prospettive a breve termine, mentre i prezzi dell'energia stanno "nuovamente salendo". Ciò nonostante, l'economia europea "continua a reggere bene". L'attività economica sta andando "meglio del previsto o di quanto si temesse", non in misura "eclatante", ma comunque "meglio", e il mercato del lavoro rimane "solido".
L'inflazione è in "lieve aumento", ma per il momento è trainata dagli "effetti diretti dei prezzi dell'energia", piuttosto che da effetti di secondo livello "diffusi". Chiaramente, prosegue, il quadro presenta elementi di "fragilità", derivanti in particolare dal mercato dell'energia, ma anche dalla volatilità osservata sui mercati obbligazionari. Si tratta, osserva, di un fenomeno "globale": non riguarda solo l'Europa, che tuttavia ne subisce inevitabilmente le conseguenze.
Occorre quindi, ha sottolineato la fonte, prestare la "dovuta attenzione" a questo aspetto. In questo contesto, ancora una volta, il mix di politiche deve essere improntato a "notevole prudenza", tenendo conto dell'andamento dell'attività economica, ma anche dei "rischi" per le finanze pubbliche e l'inflazione. Anche se sarebbe "imprudente" ignorare le tensioni sui mercati obbligazionari, queste "non dipendono affatto" dall'economia europea, ma sono legate soprattutto a ciò che accade "negli Stati Uniti e, in una certa misura, in Giappone".
L'Europa ha svolto un ruolo piuttosto "marginale". Ciò non significa, però, che ne sia "immune". La questione va presa "sul serio", dato che sui mercati obbligazionari si percepisce un "certo nervosismo", capace di amplificare la reazione a qualsiasi tipo di errore di politica economica. Occorre quindi, ragiona, "evitare di commettere errori".
Quanto alla possibilità di un intervento sugli extraprofitti delle società energetiche, molte delle quali realizzano utili consistenti grazie ai rincari del greggio, l'argomento "non è all'ordine del giorno". Può essere che venga sollevato da qualche ministro, ma l'incidenza di questi cosiddetti extraprofitti varia talmente da Paese a Paese da rendere "difficile" una gestione a livello europeo. Riguardo infine alla possibilità che la Commissione debba rivedere sostanzialmente al ribasso le proprie previsioni economiche, l'alto funzionario ha osservato che i dati economici reali, malgrado il contesto difficile, "non paiono affatto male".