L'Italia rischia di mancare i target europei sulle plastiche monouso. Per evitare multe e l'obbligo del deposito cauzionale mancano all'appello 80.000 tonnellate di pet. Nel 2025, Coripet ha riciclato 10.000 tonnellate di plastica grazie a 1.800 eco-compattatori e a una filiera bottle-to-bottle tracciata e 100% italiana.
L'eccellenza italiana del riciclo rischia di incorrere nelle procedure di infrazione europee. Nonostante i livelli di raccolta si attestino al 70%, il nostro Paese rischia sanzioni e l'obbligo del deposito cauzionale se non intercetterà le 80.000 tonnellate di bottiglie mancanti. La svolta viaggia sugli eco-compattatori e sul modello bottle-to-bottle di Coripet. Abbiamo intervistato il presidente Corrado Dentis per capire come una filiera 100% italiana, tracciata e alleata con la gdo, possa colmare quel "gap" di 80mila tonnellate.
Coripet presenta un modello di raccolta particolare, bottle to bottle. In che cosa consiste e quanta plastica permette di raccogliere?
Coripet sta crescendo crescendo in modo importante. Oggi abbiamo circa 1800 ecocompattatori su tutto il territorio nazionale, da nord a sud, con un'attenzione particolare alle regioni più deboli dal punto di vista delle raccolte differenziate e degli imballaggi in plastica. Nel 2025 abbiamo toccato le 10mila tonnellate di imballaggi in plastica avviati a riciclo. Facciamo un bottle to bottle di ottima qualità ed è uno dei temi che stanno maggiormente a cuore al modello Coripet perché ci dà la possibilità di verticalizzare il passaggio da raccolta ad avvio a riciclo. Ci permette una non trascurabile riduzione delle emissioni di co2 perché saltiamo un passaggio e consente di fare molto bene all’ambiente
Qual è oggi la situazione dell'Italia rispetto agli obiettivi fissati in Europa dalla direttiva sulle single use plastics in merito al riciclo?
Sono due i grandi temi. Il primo riguarda la raccolta: dal primo gennaio 2025 c’è l'obbligo del raggiungimento di almeno il 77% di raccolta in tutti i paesi della comunità europea, e l'altro grande pilastro è l'introduzione di riciclato nei contenitori per liquidi a diretto contatto con gli alimenti. Il tema della raccolta ci vede purtroppo non in grado di soddisfare il requisito del 2025, sapendo che il 2026 vede già un ulteriore scatto in avanti sulle raccolte, passando dal 77% all'80%, per andare poi nel triennio che porta al 2029 al 90%. Oggi il regolamento dice che il mancato raggiungimento del 90% negli anni antecedenti il 2029, porta in modo obbligato al deposito cauzionale. Quest'anno credo che la raccolta sarà intorno al 70%, per il 2025 manca all'appello un 10% che rapportato poi al 90% del 2029 ci porta a un fabbisogno di ulteriori 80.000 tonnellate. Sono tantissimi contenitori per liquidi da raccogliere in più. Oggi non ci sono gli strumenti di raccolta in essere tali da poter permettere al sistema Italia di evitare un’infrazione e la sanzione, il gap è troppo alto. Oggi non siamo in grado di soddisfare questi requisiti.
Per quanto riguarda il pet riciclato, Coripet ha svolto un lavoro egregio nel 2025: il totale avviato a parte di riciclato nella produzione di bottiglie adatte al contatto con gli alimenti ha portato il consorzio a raggiungere il 33%, fatto in larga parte grazie a un modello di tracciabilità di una filiera al 100% italiana. Non è la prima volta che ci troviamo davanti a flussi non trascurabili di materiali fossili, quindi quello che in gergo si dice polimeri vergini con il timbro sopra del riciclato. Coripet evita queste false dichiarazioni e garantisce che quello che è stato utilizzato dai nostri produttori e dai nostri consorziati, almeno per il raggiungimento del 25%, è tutto pet riciclato di origine, selezione, riciclo e introduzione italiana.
Attualmente vi concentrate sul pet per uso alimentare, avete intenzione di estendere la raccolta ad altri tipi di imballaggi?
Ci stiamo pensando. Siamo già stati autorizzati quattro anni fa per i contenitori per liquidi non alimentari, che gestiamo attraverso la raccolta differenziata tradizionale e poi stiamo facendo alcune riflessioni su quello che potrebbe essere un ulteriore allargamento del modello.
Il sistema attualmente in uso si può espandere?
Il modello attuale di raccolta è giunto al limite. Le stesse raccolte selettive, che in prospettiva dovrebbero dare a Coripet volumi sempre più importanti, non sono comunque sufficienti oggi a garantire i mancanti 20 punti percentuali. Il modello che ci consente oggi di raggiungere percentuali non trascurabili di raccolta, quello tradizionale, sia esso il cassonetto stradale o il sacco porta a porta, è arrivato ad esprimersi ai massimi livelli. Devo dire che l'Italia ha raggiunto livelli eccelsi dal punto di vista della raccolta perché raccogliere 7 imballaggi su 10 è degno di merito. È comunque un problema lasciare nell'ambiente, se parliamo di bottiglie, 30 bottiglie su 100. Sappiamo che purtroppo non tutte 30 vengono poi gestite e avviate a termovalorizzazione o portate in discarica in modo corretto, alcune finiscono disperse nell'ambiente. Bisogna assolutamente evitare che l'ambiente diventi per i nostri figli e per le future generazioni ingestibile e invivibile. Vanno messi in atto tutti gli strumenti che ci possano consentire una minore dispersione delle bottiglie nei fiumi, nei mari, nei prati.
Che ruolo gioca la gdo in questo sistema di raccolta e riciclo?
Oggi il modello principale di raccolta non è l'ecocompattatore, ma oggi il modello di raccolta di riferimento è quello della raccolta tradizionale. Ci consente di fare più del 90% della raccolta totale, la raccolta tramite ecocompattatori è marginale. L'ambizione è quella di crescere sempre di più con queste raccolte selettive. L’apporto della grande distribuzione è rilevante, anche se non tutti gli ecocompattatori che abbiamo sono allocati presso i supermercati. In proiezione futura, l'esperienza maturata da Coripet in questi anni con le raccolte selettive è unica in Italia. Oggi l'unico competitor che abbiamo nelle raccolte selettive è Corepla che gestisce con questi ecocompattatori una quantità infinitesimale rispetto ai volumi raccolti dal consorzio. L'esperienza maturata, soprattutto con le catene della grande distribuzione organizzata, ci porta a fare dei discorsi organizzatiti e di pianificazione, soprattutto in proiezione dell'inevitabile arrivo in Italia del deposito cauzionale, con la consapevolezza che oggi il know-how, maturato in almeno otto anni da quando è nato il consorzio, ci ha permesso di mettere in atto il modello di gestione degli ecocompattatori. Coripet ha un modello e delle reti strutturate su tutta Italia. Quello che posso dire con assoluta certezza è che oggi la partnership con certi grandi gruppi della distribuzione, può essere un grande punto di riferimento per i prossimi, grandi, ambiziosi obiettivi di raccolta che il sistema paese non può disattendere nei prossimi anni.