Usa, anche Fed pensa a 'stretta' ma non subito: il 16 e 17 prima riunione con Warsh

Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca (Ipa/Andrew Leyden/Zuma Press Wire)
Il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca (Ipa/Andrew Leyden/Zuma Press Wire)
11 giugno 2026 | 17.08
LETTURA: 2 minuti

Cresce l'attesa per la prima riunione della Fed del 16 e 17 giugno sotto la guida del presidente Kevin Warsh: a lui le difficili scelte di politica monetaria dopo il balzo dell'inflazione Usa di maggio al 4,2% sospinta dai costi energetici per la chiusura di Horumz a causa della guerra in Medio Oriente. Il tutto in un contesto che ha visto oggi la Banca centrale europea alzare il suo tasso di riferimento al 2,25%, la prima stretta dal 2023, dato che i costi energetici spinti dalle tensioni in Medio Oriente portano l'inflazione dell'Eurozona sopra il target del 2%.

CTA

Se l'era Powell è stata caratterizzata dal perenne scontro con il presidente americano Donald Trump per l'approccio attendista dell'ex governatore centrale, con Warsh si apre una fase meno tesa con la Casa Bianca ma sempre garantendo l'indipendenza della Federal reserve dalle ingerenze del tycoon. La banca centrale ha mantenuto il suo tasso di riferimento tra il 3,50% e il 3,75% per tre riunioni consecutive del Fomc e gli analisti escludono interventi sui tassi alla riunione di martedì e mercoleì. Di fronte a uno scenario globale che prefigura una linea restrittiva sui tassi e un'inflazione Usa oltre il doppio del livello di riferimento del 2%, da Warsh i mercati si attendono un approccio come minimo di 'wait and see'. La decisione della Bce d'altronde dimostra i timori di un'inflazione trainata dall’energia che si sta dimostrando persistentemente elevata che allontana le chances di un allentamento, seppur a fronte dei rischi per la crescita.

Considerato generalmente un sostenitore di tassi di interesse più bassi, Walsh in questa fase avrebbe un approccio più restrittivo. "A causa dell'inflazione elevata, alimentata dalla guerra in Iran e dai dazi, nonché di un'economia statunitense più resiliente sostenuta da un forte ciclo di investimenti nell'intelligenza artificiale, le ragioni a favore di un abbassamento dei tassi di riferimento della Fed si sono notevolmente indebolite", si legge in un'analisi di Safra Sarasin a firma del capo economista Karsten Junius. " Pertanto, la prima riunione della Federal Reserve con Kevin Warsh alla presidenza dovrebbe trasmettere un messaggio relativamente restrittivo, con un dot plot che probabilmente non indicherà tagli dei tassi quest'anno, mentre alcuni funzionari potrebbero addirittura prevedere un aumento dei tassi". Secondo Goldman Sach la stretta potrebbe arrivare a fine anno o agli inizi del 2027. di Luana Cimn

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza