Kering, 2025 difficile ma punta al rilancio: Gucci in risalita

Il colosso francese del lusso archivia l'anno con ricavi a 14,7 mld (-13%) e IV trimestre a -9% ma prepara la nuova strategia che presenterà al Capital Markets Day di aprile. Il ceo De Meo: "2026 sarà anno trasformazione"

(Fotogramma/Ipa)
(Fotogramma/Ipa)
10 febbraio 2026 | 10.25
LETTURA: 5 minuti

Il 2025 si chiude per Kering con numeri in calo, ma con una chiara strategia di rilancio pronta a partire già nel 2026. Il colosso francese del lusso ha registrato ricavi pari a 14,7 miliardi di euro, in diminuzione del 13% a cambi correnti e del 10% a cambi costanti, con vendite retail in calo dell’11% e wholesale in contrazione del 9%. Nonostante il quadro difficile, il ceo Luca de Meo resta ottimista e guarda alla crescita futura. “La performance del 2025 non riflette il vero potenziale del Gruppo - ha spiegato -. Nella seconda metà dell’anno abbiamo intrapreso azioni decisive, rafforzando il bilancio, riducendo i costi e compiendo scelte strategiche che pongono le basi per il nostro prossimo capitolo”.

Il top manager ha sottolineato l’importanza della trasformazione in corso: “All’inizio del 2026 l’intero team è pienamente impegnato a costruire una Kering più snella e veloce, migliorando il posizionamento dei brand e le vendite, ricostruendo i margini e rafforzando la generazione di cassa, per garantire una creazione di valore sostenibile nel lungo periodo”. Sotto i riflettori rimane Gucci, che nel 2025 ha registrato ricavi per 6 miliardi di euro, in calo del 22% a cambi correnti e del 19% a cambi costanti. “Gucci sta in qualche modo risalendo dal punto più basso" ha affermato De Meo, commentando il miglioramento sequenziale del quarto trimestre, con ricavi retail in calo del 10% ma in fase di recupero rispetto ai trimestri precedenti.

Il ceo ha ricordato l’impatto della nuova collezione 'La Famiglia' presentata dal nuovo direttore creativo Demna, nel settembre scorso, spiegando che il meglio deve ancora venire: “Subito il mercato ha risposto: molti segnali provenienti da diverse indagini indicano che Gucci è tornata, di nuovo, sotto i riflettori. E questo è solo l’inizio”. Il marchio presenterà il 27 febbraio prossimo la prima sfilata disegnata dal creativo georgiano. De Meo ha inoltre evidenziato l’importanza delle persone alla guida del brand: “Abbiamo un ceo molto forte e uno dei designer più talentuosi al mondo. Quindi, siate certi che le cose miglioreranno”.

Il manager ha anche spiegato come il team di Gucci stia lavorando su tutti i fronti: “Naturalmente c’è ancora molto lavoro da fare per rafforzarne il posizionamento e riportarlo al livello che il mercato si aspetta. A livello di concept non è molto complicato: dobbiamo semplicemente eseguire bene, a tutti i livelli, dal prodotto alla distribuzione, dal marketing alla creatività e all’innovazione”. Oltre a Gucci, Yves Saint Laurent ha chiuso l’anno a 2,6 miliardi di euro (-8%), con il quarto trimestre stabile a cambi costanti grazie a nuove collezioni e alla crescita in Nord America e in Europa occidentale. Bottega Veneta ha registrato ricavi stabili a 1,7 miliardi, con un incremento del retail del 5% nel trimestre, trainato da Nord America e Medio Oriente, e una crescita a doppia cifra nel prêt-à-porter e nelle calzature.

"Balenciaga è un marchio molto potente e, a mio avviso, rappresenta un ponte verso la prossima generazione. È uno dei brand che porta nel Gruppo i giovani, le persone alternative, chi ama davvero la moda d’avanguardia. Per questo svolge una funzione molto importante all’interno del portafoglio”, ha spiegato De Meo. Sul fronte dei marchi in difficoltà, come Alexander McQueen, il ceo ha aggiunto: “La soluzione è molto semplice: dobbiamo ristrutturare. Dobbiamo riportare McQueen a una struttura dei costi e a un livello di investimenti coerenti con il suo reale potenziale. Questo è il primo passo”.

Nel 2025, i ricavi delle altre maison hanno raggiunto 2,9 miliardi, in calo del 10% a cambi correnti, con il segmento gioielleria in espansione: Boucheron in crescita a doppia cifra, Pomellato stabile, DoDo in accelerazione e Qeelin in solido momentum. Kering Eyewear ha chiuso a 1,6 miliardi, in crescita dell’1% a cambi correnti, con un margine operativo ricorrente del 15,8%. Nel corso della call con gli analisti, De Meo ha anticipato le linee guida del 2026: “C’è ancora molto lavoro da fare. Il 2026 sarà un anno importante per Kering: un anno di costruzione, ricostruzione e certamente di trasformazione. Un anno in cui puntiamo a tornare alla crescita e a migliorare i nostri margini, naturalmente passo dopo passo”.

Al centro della strategia c’è la piattaforma di gruppo: “Stiamo costruendo un’organizzazione più snella e agile, supportata da una solida piattaforma di Gruppo che integra eccellenza industriale, competenze sul cliente, tecnologia e intelligenza artificiale, sostenibilità e funzioni di supporto, tutte allineate verso lo stesso obiettivo - ha anticipato -. Inseriremo l’innovazione nei prodotti, nell’esperienza del cliente, nelle operazioni e nella tecnologia: un’innovazione che valorizza la creatività, accelera l’esecuzione, rafforza le nostre maison e genera nuovo valore per i nostri clienti”. Kering si prepara inoltre a rafforzare il management con nuovi ingressi strategici. “Nelle prossime settimane vedrete annunci di nuovi arrivi, anche per coprire ruoli che oggi non esistono, perché dobbiamo strutturare l’organizzazione in modo diverso”, ha spiegato De Meo.

L’obiettivo è integrare figure con esperienze diverse, capaci di portare nuove prospettive nella produzione, negli acquisti, nello sviluppo prodotto e nella logistica, senza ricorrere a dirigenti dei marchi concorrenti: “Non ho tempo da perdere: ho bisogno di persone subito operative, che contribuiscano alla crescita e alla ripresa di tutti i brand”.

Il Capital Markets Day a Firenze del 16 aprile presenterà roadmap, strategie delle maison e driver operativi della trasformazione: “Mostreremo la nostra ambizione, un’ambizione che sappiamo realizzare con umiltà e intensità”. Nonostante segnali positivi e prime risposte incoraggianti del mercato, Kering sa che la strada per la piena ripresa è ancora lunga, soprattutto per Gucci ma la sfida è alla sua portata: “C’è ancora molto lavoro da fare per rafforzarne il posizionamento e riportarlo al livello che il mercato si aspetta”, ha concluso De Meo, evidenziando come il momentum sia reale e pronto a essere costruito giorno dopo giorno. (di Federica Mochi)

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza