Groenlandia, Trump alza il tiro: "Dazi a chi ha inviato truppe". Macron: "Minacce inaccettabili, risponderemo"

Il presidente Usa: "E' in gioco la pace mondiale". Si parte dall'1 febbraio con tariffe al 10% che saranno aumentate al 25% dall'1 giugno. Le reazioni

Donald Trump (Afp)
Donald Trump (Afp)
17 gennaio 2026 | 17.39
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Donald Trump alza il tiro sulla questione Groenlandia e la minaccia di nuovi dazi ventilata ieri nemmeno 24 ore dopo diventa realtà. Il presidente americano ha annunciato dall'1 febbraio dazi al 10% per tutti i Paesi (Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia) che "si sono recati in Groenlandia per motivi sconosciuti". La tariffa, ha precisato su Truth Social, "sarà aumentata al 25% dall'1 giugno. Questa tariffa sarà dovuta e pagabile fino a quando non sarà raggiunto un accordo per l'acquisto completo e totale della Groenlandia".

"Questa è una situazione molto pericolosa per la Sicurezza, la Protezione e la Sopravvivenza del nostro Pianeta - ha scritto il presidente americano - Questi Paesi, che stanno giocando a questo gioco estremamente rischioso, hanno creato un livello di rischio non più sostenibile né accettabile. Pertanto, è imperativo che, al fine di proteggere la Pace e la Sicurezza Globale, vengano adottate misure forti affinché questa situazione potenzialmente pericolosa si concluda rapidamente e senza alcun dubbio".

"Danimarca ricambi il favore, in gioco la pace mondiale"

"Abbiamo sovvenzionato la Danimarca, e tutti i Paesi dell'Unione Europea e altri ancora, per molti anni, non applicando dazi o altre forme di remunerazione. Ora, dopo secoli, è tempo che la Danimarca ricambi il favore: è in gioco la pace mondiale", ha affermato il tycoon, tornando a rivendicare il controllo del territorio autonomo danese nel giorno delle manifestazioni contro gli Usa in Danimarca e nella stessa Groenlandia.

Secondo Trump, "Cina e Russia vogliono la Groenlandia e non c'è nulla che la Danimarca possa fare al riguardo". Il presidente Usa ha ribadito inoltre che l'isola dispone attualmente di "due slitte trainate da cani come protezione, una delle quali è stata aggiunta di recente".

"Solo gli Stati Uniti d'America, sotto la guida del presidente Donald J. Trump, possono partecipare a questo gioco, e con grande successo", ha proseguito il capo della Casa Bianca, aggiungendo che "nessuno toccherà questo sacro pezzo di terra", soprattutto perché "è in gioco la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e del mondo intero".

Trump ha sottolineato che "gli Stati Uniti d'America sono subito aperti a negoziati con la Danimarca e/o con uno qualsiasi dei Paesi che hanno messo così tanto a rischio, nonostante tutto ciò che abbiamo fatto per loro, inclusa la massima protezione, nel corso di tanti decenni".

"Gli Stati Uniti cercano di portare a termine questa operazione da oltre 150 anni. Molti presidenti ci hanno provato, e per buone ragioni, ma la Danimarca ha sempre rifiutato. Ora, a causa del 'Golden Dome' e dei moderni sistemi d'arma, sia offensivi sia difensivi, la necessità di acquisire è particolarmente importante - ha spiegato - Attualmente vengono spesi centinaia di miliardi di dollari in programmi di sicurezza legati al 'Dome', anche per l'eventuale protezione del Canada, e questo sistema molto brillante ma altamente complesso può funzionare al massimo del suo potenziale e della sua efficienza, per ragioni di angoli, misure e confini, solo se questo territorio ne fa parte".

Le reazioni

Le reazioni non si fanno attendere. "Le minacce di dazi sono inaccettabili e non hanno alcun posto in questo contesto. Gli europei risponderanno in modo unito e coordinato se saranno confermate. Garantiremo il rispetto della sovranità europea", afferma in un post su X il presidente francese, Emmanuel Macron.

"È con questo spirito che parlerò con i nostri partner europei", prosegue Macron, aggiungendo che la Francia è "impegnata a favore della sovranità e dell'indipendenza delle Nazioni, in Europa e altrove. Questo principio guida le nostre scelte".

"E' anche per questo motivo che abbiamo deciso di unirci all'esercitazione avviata dalla Danimarca in Groenlandia. Manteniamo questa decisione. Questo anche perché sono in gioco la sicurezza dell'Artico e i confini della nostra Europa", scrive il presidente francese, secondo cui "nessuna intimidazione o minaccia può influenzarci, né in Ucraina, né in Groenlandia, né in nessun'altra parte del mondo quando ci troviamo di fronte a tali situazioni".

Anche il premier svedese, Ulf Kristersson, ha assicurato che non si farà intimidire dalla minaccia di Trump. "Non ci faremo intimidire - ha dichiarato Kristersson in un messaggio inviato all'Afp - Solo la Danimarca e la Groenlandia decidono sulle questioni che le riguardano". "Difenderò sempre il mio Paese e i nostri vicini alleati", ha aggiunto, sottolineando che si tratta di "una questione europea".

Le minacce di dazi da parte di Trump "sono una sorpresa", ha commentato il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen. Secondo Rasmussen, "lo scopo dell'aumento della presenza militare in Groenlandia, a cui il presidente fa riferimento, è precisamente quello di rafforzare la sicurezza nell'Artico". Il capo della diplomazia di Copenaghen - a pochi giorni dalla sua partecipazione a colloqui alla Casa Bianca con funzionari statunitensi e groenlandesi sul dossier Groenlandia - ha aggiunto che la Danimarca è "in stretto contatto con la Commissione europea e con gli altri partner sulla questione".

Il premier britannico Keir Starmer ha definito "completamente sbagliati" i dazi annunciati da Trump, ribadendo che l'isola artica "fa parte del Regno di Danimarca" e che "il suo futuro riguarda i groenlandesi e i danesi".

"La nostra posizione sulla Groenlandia è molto chiara", ha dichiarato Starmer, sottolineando che la sicurezza dell'Artico "è una questione che riguarda l'intera Nato" e che gli alleati "devono fare di più insieme per affrontare la minaccia russa nelle diverse aree della regione". Secondo il premier, "imporre dazi agli alleati per il perseguimento della sicurezza collettiva della Nato è completamente sbagliato", ed ha assicurato che Londra "affronterà direttamente la questione con l'amministrazione Usa".

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