Il premier spagnolo Sanchez: "Reazione egoistica di alcuni Paesi". Meloni: "La difesa dei confini è una responsabilità europea"
Sale ancora il bilancio dei migranti morti nel tentativo di raggiungere Ceuta, exclave spagnola in Africa. La Guardia Civil ha recuperato nelle ultime ore altri dieci corpi senza vita e, secondo quanto confermato dalle autorità, sono in totale 84 i morti.
Il "blocco di Schengen" con la Spagna per la crisi dei migranti a Ceuta "significa solo che ti controllano il passaporto, non è una scelta da negrieri" ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervistato al talk show 'L'Estate del Principe' da Augusto Minzolini. "La politica della Spagna incentiva l'immigrazione irregolare" aggiunge il vicepremier, sostenendo che "la Ue dà ragione alla linea del governo: non repressione, ma fermezza". "Le immagini di Ceuta hanno colpito tutti per il numero di persone che hanno attraversato la frontiera" e la crisi forse "è stata provocata da un'eccessiva disponbilità spagnola", con la regolarizzazione avviata nei mesi scorsi dei migranti irregolari, "ma anche forse da un'eccessiva disponibilità marocchina a far passare le persone attraverso la frontiere".
"Quando c'è un pericolo, nel pieno rispetto delle normative europee, in sintonia con gli altri paesi europei, riteniamo che le frontiere dell'Unione Europea debbano essere difese, e riteniamo per esempio che in questo momento particolare per un mese sia giusto controllare chi arriva dalla Spagna via aereo o via mare". "Noi abbiamo diminuito l'immigrazione irregolare di circa il 60 per cento, attraverso accordi con i paesi di partenza e di transito, una politica migratoria che non è certamente disumana, che punta sul diritto a non emigrare. Lo spirito del piano Mattei è questo: favorire la crescita economica di Paesi africani".
"Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina. Per questo l’Italia ha promosso, insieme alla Danimarca, una lettera sottoscritta da 22 Stati membri dell’Unione europea, che chiede un’azione comune per rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare, combattere i trafficanti di esseri umani, rendere più efficaci i rimpatri ed eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali. È un segnale importante: la linea che l’Italia sostiene da tempo è oggi condivisa da un numero sempre maggiore di Nazioni europee. La difesa delle frontiere esterne dell’Unione non è l’interesse di una singola Nazione. È una responsabilità comune dell’Europa", ha scritto la premier Giorgia Meloni su 'X'.
Parallelamente, Italia e Danimarca hanno promosso una lettera ai vertice dell'Ue ''in relazione ai recenti sviluppi alla frontiera esterna dell'Unione europea a Ceuta e alla necessità di prevenire attraversamenti irregolari incontrollati, contrastare le reti di traffico di migranti, eliminare ogni fattore che possa incentivare nuovi ingressi illegali e garantire una risposta europea unitaria ed efficace". La missiva, indirizzata al presidente del Consiglio europeo, António Costa, alla presidente von der Leyen e al presidente di turno del Consiglio dell'Unione europea, Micheál Martin, è stata firmata da 22 capi di Stato e di governo europei e chiede alla presidenza irlandese - proprio come fa Sanchez - la convocazione urgente di una videoconferenza straordinaria dei ministri dell'Interno per una valutazione congiunta della situazione e la definizione di una risposta europea coordinata.
Francia e Portogallo - paesi che confinano con la Spagna - non figurano tra i firmatari della lettera inviata ai vertici Ue sulla crisi migratoria. Lo spiega 'El Mundo' ricordando che il ministro dell'Interno francese, Laurent Nuñez, ha sottolineato che esiste una "cooperazione molto, molto, molto buona" tra Parigi e Madrid e ha avvertito che "non c'è assolutamente alcuna possibilità" che la Spagna esca dall'area Schengen.
La riunione dei ministri dell'Interno dell'Ue sull'emergenza è stata convocata per martedì, come annunciato sui social dal premier irlandese Michael Martin, in qualità di presidente di turno dell'Unione europea, secondo cui "la riunione del Consiglio Giustizia e Affari Interni dell'Ue, presieduta dal ministro Jim Callaghan, discuterà degli sviluppi a Ceuta". Martin ha spiegato: "Manteniamo stretti contatti con tutti gli Stati membri e le istituzioni e continuiamo a monitorare la situazione". In un post, il ministro per gli Affari interni e le migrazioni irlandese, Jim O'Callaghan, ha precisato che la riunione in videoconferenza di martedì segue "un incontro del meccanismo di risposta politica integrata della crisi che il mio dipartimento ha ospitato oggi e un incontro degli ambasciatori Ue previsto per lunedì".
Dal canto suo il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha inviato una lettera alle istituzioni europee per stigmatizzare le posizioni di alcuni paesi in relazione alla crisi migratoria di Ceuta. Il quotidiano El Pais riferisce che il premier ha chiesto un vertice dei ministri dell'Interno dei 27 paesi Ue. L'azione di Sanchez arriva dopo le misure annunciate ieri dall'Italia, con la sospensione dell'accordo di Schengen con la Spagna. Nella missiva indirizzata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, Sanchez manifesta "seria preoccupazione" per la "reazione" di alcuni Paesi europei e ha sollecitato una riunione in videoconferenza, da convocare con urgenza.
Nella lettera, Sanchez afferma che la Spagna è riuscita a ristabilire il controllo delle frontiere, fornire assistenza umanitaria, rimpatriare "praticamente tutti" i migranti entrati illegalmente e impedire spostamenti non autorizzati verso altri paesi europei nell'arco di 48 ore. Il primo ministro evidenzia che tali azioni sono state compiute in coordinamento con il Marocco e con "pochissimo supporto" da parte degli altri Stati membri dell'Ue. Sanchez, inoltre, difende inoltre la politica migratoria adottata dalla Spagna negli ultimi anni: la linea scelta da Madrid ha consentito di ridurre gli gli arrivi irregolari e reso la Spagna "il secondo confine esterno più sicuro dell'Ue", nonostante sia l'unico Stato membro con un confine terrestre con l'Africa.
Il primo ministro ricorda quindi che la Spagna ha sostenuto altri paesi europei in precedenti crisi migratorie e fa riferimento all'accoglienza dei migranti giunti nell'Europa orientale attraverso la Bielorussia nel 2021 e sull'isola italiana di Lampedusa nel 2023. Iil primo ministro punta il dito contro chi ha proposto l'esclusione temporanea della Spagna dall'area Schengen. A suo avviso, tale posizione deriva da "pregiudizi, notizie false, ignoranza o interessi politici" ed è ritenuta da Madrid contraria al diritto europeo, al diritto umanitario, ai principi di solidarietà dell'Ue e agli "interessi sul lungo periodo dell'Europa e al più elementare buon senso" perché "Ceuta non fa parte dell'area Schengen" e "la Spagna è, secondo Frontex, una delle frontiere esterne meno porose dell'Ue". Il primo ministro aggiunge che il numero di ingressi irregolari attraverso il confine meridionale della Spagna è pari alla "metà di quello registrato, per esempio, in Italia" negli ultimi cinque anni.
Sanchez, senza citare espressamente l'Italia, definisce "egoistica", oltre che "polarizzante" e "illegittima", la reazione di alcuni governi. "Alla luce della gravità della situazione", il premier spagnolo sollecita la presidenza irlandese del Consiglio a convocare con urgenza una riunione straordinaria in videoconferenza dei ministri dell'Interno per "stabilire una risposta comune a situazioni di questa natura" e "ribadire che la sicurezza delle nostre frontiere esterne è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri".
La presidente della Commissione europea ha parlato in videoconferenza con i commissari degli Interni Magnus Brunner e per il Mediterraneo Dubravka Šuica per un aggiornamento sulla situazione a Ceuta, precisando che nessuno, fra i migranti arrivati a Ceuta nei giorni scorsi, è riuscito a raggiungere la Spagna continentale e il resto dell'Unione europea e confermando che la grande maggioranza di coloro che sono arrivati illegalmente nell'enclave hanno fatto ritorno in Marocco. "Questo dimostra perché è importante il controllo dei nostri confini europei. E' in vigore un sistema forte. Ma deve essere rafforzato ulteriormente. Dobbiamo rimanere vigili a ogni possibile varco e mantenere uno stretto coordinamento fra tutte le autorità", ha scritto von der Leyen in un post. "Allo stesso tempo dobbiamo effettuare un processo per apprendere a fondo la lezione per migliorare la nostra resilienza europea". La Commissione ha offerto alla Spagna sostegno "sin dal primo momento".
La presidente ha quindi reso noto di aver ricevuto lettere di diversi leader e di aver "accolto positivamente la richiesta di una video conferenza straordinaria per fare il punto su quello che è accaduto. Contrastare la migrazione illegale richiede solidarietà e una risposta europea unita".
"Gli Stati Uniti sono chiari: noi riconosciamo la sovranità del Marocco sul Sahara occidentale e sosteniamo la proposta marocchina di autonomia seria, credibile e realista come unica base per una soluzione" della questione. A ribadire la posizione di Washington è il presidente americano Donald Trump, in un messaggio inviato a re Mohamed VI in occasione della Festa del Trono che si è celebrata nei giorni scorsi e che è stato reso noto oggi.
"Qualsiasi altra via prolunga lo status quo ed è inaccettabile. Questa disputa deve finire ora e gli Stati Uniti continueranno a promuovere progressi verso questo obiettivo", afferma il presidente americano, mentre la questione del Sahara occidentale è stata indicata come uno dei possibili fattori alla base della crisi dei migranti a Ceuta, dopo la visita del premier spagnolo Pedro Sanchez in Algeria, che sostiene il Fronte polisario per l'autodeterminazione del popolo saharawi in opposizione a Rabat. Nello stesso messaggio in occasione del 27mo anniversario dell'ascesa al trono di Mohamed VI, Trump riconosce la"saggia Leadership di Vostra Maestà come un pilastro di stabilità: il costante impegno del Marocco a operare per la pace, combattere l'estremismo e proteggere la sicurezza degli americani e dei marocchini, anche attraverso il suo ruolo cruciale negli Accordi di Abramo, riflette una partnership preziosa per gli Stati Uniti. A tal fine, lavoreremo anche insieme per garantire la sicurezza della regione del Sahel".
Per quanto riguarda la partnership economica bilaterale, il presidente americano sottolinea che la "Sua visione per la crescita apre prospettive di prosperità per i nostri due popoli ed economie". A questo proposito, Trump annuncia di aver incaricato "i miei team di lavorare per lo sviluppo economico e sociale con il Marocco, anche nel territorio del Sahara occidentale". Trump conclude: "La tecnologia e l'innovazione americane affidabili continueranno a fungere da partner (del Marocco) per i prossimi 250 anni, in tutti i settori strategici, in particolare energia, intelligenza artificiale, minerali critici e difesa. Insieme costruiremo una nuova era. Quella che dà priorità agli interessi dei nostri due popoli".