Per gli eurodeputati Pedullà e Tamburrano la lettera di cinque Paesi a Costa mette la premier nell'angolo
Al prossimo Consiglio Europeo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni "rischia di essere ancora una volta isolata. La nuova lettera in difesa del mercato europeo del carbonio al presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa di cinque Paesi europei, capitanati dal premier spagnolo Pedro Sanchez, rappresenta un ulteriore ostacolo per il tentativo della nostra presidente del Consiglio di sospendere l’Ets". Lo affermano, in una nota, gli eurodeputati del M5S Gaetano Pedullà e Dario Tamburrano.
Neppure la Germania, sottolineano, "sostiene la posizione italiana. La strategia miope della Meloni fa acqua da tutte le parti: innanzitutto non è automatico che una sospensione delle Ets porti a un abbassamento delle bollette, anzi. I rischi nel lungo periodo possono essere enormi. La sospensione delle Ets, infatti, rallenterà la transizione energetica e questo condurrà dunque a una maggiore dipendenza dal petrolio e dalle fonti fossili".
Per i due eurodeputati, "solo con l’autonomia attraverso le rinnovabili e gli stoccaggi energetici l’Ue riuscirà ad avere una postura politica indipendente dai conflitti attuali e futuri e non essere vulnerabile a speculazioni e volatilità dei prezzi causate dall’importazione di combustibili fossili e nucleari. Il futuro dell’Europa non può essere quello tratteggiato dalla Meloni di una continua dipendenza energetica estera, sempre più insostenibile sia dal punto di vista economico, politico e ambientale", conclude.