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Rafah, Israele avanza. Netanyahu: "Evacuati civili, nessun disastro umanitario"

Colloqui al Cairo sul valico di Rafah, delegazione israeliana di sicurezza e intelligence. Media: da Usa armi a Stato ebraico per oltre 1 miliardo di dollari. Idf: da Hezbollah raffica di razzi

Raid su Gaza - (Afp)
Raid su Gaza - (Afp)
15 maggio 2024 | 08.09
LETTURA: 4 minuti

I carri armati israeliani si sono spinti nella parte orientale di Rafah, raggiungendo alcuni quartieri residenziali della città di confine meridionale, dove più di un milione di persone si sono rifugiate dopo essere state sfollate a causa della guerra contro Hamas a Gaza.

Gli alleati internazionali di Israele hanno ripetutamente esortato a non effettuare un'incursione di terra a Rafah, dove si trovano i rifugiati, avvertendo di una potenziale catastrofe umanitaria. Tel Aviv dal canto suo afferma che sta agendo per evacuare i civili prima di muoversi in nuove aree. Afferma che un'operazione a Rafah è necessaria come parte del suo sforzo per eliminare i restanti battaglioni operativi di Hamas.

In un resoconto delle sue attività, l'Idf ha dichiarato che le sue forze hanno eliminato diverse cellule armate in combattimenti ravvicinati sul lato gazanese del valico di frontiera di Rafah con l'Egitto. Nella parte orientale della città, ha detto, ha anche distrutto cellule di uomini armati e una postazione di lancio da cui venivano sparati missili contro le truppe dell'Idf.

Una delegazione di funzionari israeliani della sicurezza e dell'intelligence guidati dallo Shin Bet si è intanto recata oggi al Cairo per tenere colloqui con funzionari egiziani mirati a risolvere la crisi relativa all'operazione delle Idf a Rafah e alla chiusura del valico locale. Lo ha riferito sul social X il giornalista Barak Ravid di Axios, citando una fonte israeliana. "Lo scopo dei colloqui al Cairo è quello di allentare le tensioni con l'Egitto e di stabilire rapporti cordiali", ha affermato la fonte.

Netanyahu: "Rafah? Nessun disastro umanitario"

"Israele si sta occupando da mesi della questione su chi governerà Gaza dopo Hamas". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video, aggiungendo che "fino a quando non sarà chiaro che Hamas non governa Gaza militarmente, nessuno sarà pronto ad accettare di governare Gaza per paura per la propria incolumità". Qualsiasi discorso sul "giorno dopo" non avrà senso finché Hamas non sarà sconfitto.

"Non c’è alternativa a una vittoria militare", ha detto ancora Netanyahu. "C’è solo un’alternativa alla vittoria: la sconfitta. Una sconfitta militare e diplomatica, una sconfitta nazionale. E il mio governo non sarà mai d’accordo su questo".

Netanyahu ha aggiunto che Israele sta evacuando i civili da Rafah e che finora se ne sono andati quasi 500.000. "Il disastro umanitario di cui hanno parlato non è avvenuto, né accadrà".

Media: da Usa armi e munizioni per oltre 1 miliardo di dollari

L'amministrazione Biden ha intanto comunicato al Congresso che intende inviare un nuovo pacchetto di oltre 1 miliardo di dollari in armi e munizioni a Israele, secondo quanto scrive in Wall Street Journal. Si tratta della prima spedizione di armi a Israele annunciata dall'amministrazione da quando, all'inizio del mese, ha sospeso un altro trasferimento di armi, consistente in 3.500 bombe ad alto potenziale. L'amministrazione ha dichiarato di aver sospeso il precedente trasferimento per evitare che Israele usasse le bombe nella sua crescente offensiva a Rafah

Idf: ucciso in attacco con drone nel sud del Libano comandante di Hezbollah

Un alto comandante di Hezbollah è stato ucciso nell'attacco con un drone effettuato ieri nel sud del Libano. A riferirne sono state le forze armate israeliane, precisando che Hussein Ibrahim Makki era un comandante di alto livello nella cosiddetta unità del Fronte Sud di Hezbollah. Makki - ha proseguito l'Idf - "ha pianificato e condotto molti attacchi terroristici contro il fronte interno israeliano durante la guerra".

Mentre un soldato israeliano è rimasto ucciso ieri durante i combattimenti nel sud della Striscia di Gaza. Ad annunciare la morte del 19enne Ira Yair Gispan sono state le Forze armate israeliane, citate dal Times of Israel. Si tratta del primo militare ucciso dall'inizio dell'avanzata verso Rafah. Sale così a 273 il bilancio dei morti tra i soldati israeliani dall'inizio delle operazioni militari successive all'attacco del 7 ottobre in Israele.

Idf: oltre 60 razzi lanciati da Hezbollah su Israele

Una raffica di 60 razzi sono stati lanciati dal Libano verso il nord di Israele, in particolare contro il monte Meron, hanno reso noto le Forze di difesa israeliane (Idf) spiegando che almeno uno di questi razzi è stato lanciato contro la base militare di Biranit al confine con il Libano. Molti razzi sono stati intercettati dalla contraerea, mentre alcuni hanno causato ''danni minori'', hanno detto le Idf.

Hezbollah ha rivendicato la responsabilità degli attacchi, affermando di aver preso di mira il Monte Meron con decine di razzi. Non si registrano feriti, hanno precisato le Idf.

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