Iran, Trump: "Accordo in 5 giorni, Teheran ha accettato di non avere armi nucleari". E ferma i raid su impianti energia

Teheran smentisce qualsiasi dialogo con Washington ma il presidente Usa conferma: "Colloqui con persone ragionevoli, confronto con Witkoff e Kushner, abbiamo accordo su quasi tutti i punti". Hormuz sarà "aperto molto presto" e ci sarà "serio cambio di regime"

Donald Trump - Ipa
Donald Trump - Ipa
23 marzo 2026 | 15.02
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L'Iran vuole "moltissimo" un accordo con gli Stati Uniti e questo potrebbe accadere entro i prossimi cinque giorni o anche prima. Lo ha detto Donald Trump dopo aver annunciato in un post su Truth che sono in corso colloqui "produttivi" con Teheran e che per questo ha deciso di rinviare di cinque giorni i raid sugli impianti e le infrastrutture energetici. L'Iran "ha accettato di non possedere armi nucleari", ha dichiarato a Memphis. "Negli ultimi mesi, gli stessi negoziatori (iraniani, ndr) si vantavano con i nostri rappresentanti di possedere materiale sufficiente per costruire armi nucleari, e questo avrebbe dovuto dissuadermi, ma non ha funzionato". Ora però con l'amministrazione ci sono "discussioni molto, molto positive" e gli iraniani "questa volta fanno sul serio".

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L'annuncio su Truth

"Sono lieto di annunciare che negli ultimi due giorni gli Stati Uniti e l'Iran hanno avuto colloqui molto positivi e produttivi riguardo a una risoluzione completa e totale delle nostre ostilità in Medio Oriente", ha scritto Trump su Truth Social annunciando il rinvio dell'ultimatum contro l'Iran. "Basandomi sul tenore e il tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive che continueranno per tutta la settimana - ha proseguito il presidente nel post - ho dato istruzioni al dipartimento per la Guerra di rinviarer ogni attacco militare contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane per un periodo di cinque giorni, subordinatamente al successo degli incontri e delle discussioni in corso".

La smentita di Teheran

Ma l'Iran nega che ci siano colloqui con gli Stati Uniti. "Le dichiarazioni del presidente americano si inseriscono nel quadro degli sforzi volti a ridurre i prezzi dell'energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari", ha affermato il ministero degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, citato dall'agenzia di stampa Mehr. Teheran "non ha condotto negoziati con gli Stati Uniti", ha affermato il presidente del Parlamento di Teheran, Mohammed Bagher Ghalibaf, che in un post su X ha bollato come false le parole di Trump

Una linea confermata da tutti i media iraniani. "Non ci sono comunicazioni dirette con gli Usa né attraverso intermediari", ha dichiarato una fonte citata dall'agenzia di stampa iraniana Fars e l'Isna parla di "retromarcia" da parte del presidente americano. Anche un alto funzionario della sicurezza ha smentito all'agenzia di stampa Tasnim le parole di Trump, sostenendo che il capo della Casa Bianca abbia "rinunciato ad attaccare le infrastrutture critiche quando le minacce militari dell'Iran sono diventate credibili". Secondo la fonte, la pressione sui mercati finanziari è stata "un fattore importante per questa inversione di rotta", aggiungendo che "dall'inizio della guerra fino ad oggi, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, la cui risposta chiara è stata che continueremo a difenderci fino a raggiungere la necessaria deterrenza". "Non c'è stata alcuna negoziazione e non ci sarà", ha aggiunto la fonte, minacciando che "lo Stretto di Hormuz non tornerà alle condizioni prebelliche né ci sarà pace nei mercati energetici".

Tuttavia in serata un alto funzionario iraniano ha confermato ad Al Jazeera che negli ultimi giorni "sono stati trasmessi tramite Egitto e Turchia messaggi tra Teheran e Washington, in uno spirito di buona volontà per allentare le tensioni". Lo stesso funzionario ha aggiunto che gli Stati Uniti avrebbero rifiutato due condizioni poste dall’Iran per porre fine ai combattimenti: il pagamento di risarcimenti e il riconoscimento di un'"aggressione" nei confronti di Teheran. "Il presidente degli Stati Uniti non ha l’autorità per fissare termini definitivi o scadenze nei negoziati", ha aggiunto.

Trump conferma colloqui: "Ce ne saranno altri"

Ma il presidente Usa conferma il dialogo in corso e fornisce i dettagli: "Colloqui con l'Iran si sono tenuti ieri sera e hanno coinvolto i due inviati della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner", ha detto Trump a Fox Business, dopo la smentita iraniana. "Hanno chiamato loro, non sono stato io a chiamare. Vogliono stringere un accordo", ha poi sottolineato il presidente parlando ai giornalisti prima di partire per Memphis. "Stavamo per far saltare in aria le loro centrali elettriche più grandi, la cui costruzione era costata oltre 10 miliardi di dollari. Un colpo solo e non c'è più. Crolla tutto. Perché mai dovrebbero volerlo?", ha aggiunto.  "Le cose vanno molto bene", ha poi insistito Trump risponde a una domanda all'Afp.

"Abbiamo avuto colloqui molto, molto intensi. Vedremo dove ci porteranno. Abbiamo accordo su punti fondamentali; direi su quasi tutti i punti". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti prima della partenza per il Tennessee. Gli iraniani "vogliono assolutamente concludere un accordo" e "anche noi vorremmo raggiungere un accordo", ha detto Trump precisando che "oggi" ci saranno nuovi contatti con la leadership iraniana, "probabilmente via telefono".

"Presto riapertura Hormuz e cambio di regime"

Lo Stretto di Hormuz sarà "aperto molto presto" se i negoziati con l'Iran proseguiranno a ritmo sostenuto, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti alla Cnn. "Sarà sotto controllo congiunto - ha aggiunto Trump -: io e l'ayatollah, chiunque esso sia, chiunque sarà il prossimo ayatollah".

"E ci sarà anche un cambio di regime molto serio", ha detto il presidente, precisando che Washington sta "trattando con persone che trovo molto ragionevoli, molto affidabili" non sono con la nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei. "Stiamo avendo a che fare con un uomo che, a mio avviso, è il più rispettato e il leader", ha spiegato chiarendo che "non si tratta della Guida Suprema, nessuno ha sue notizie e non sappiamo se sia ancora in vita. Non è reperibile; nessuno sa cosa gli sia successo. Non l'hanno mai visto, c'è qualcosa che non torna - ha detto Trump - Non lo considero il leader". Ma se i colloqui falliranno, ha avvertito, "continueremo a bombardare con tutto il nostro impegno".

"Vogliamo l'uranio arricchito di Teheran"

Quanto alle richieste Usa nei confronti dell'Iran: "Vogliamo l'uranio arricchito" della Repubblica islamica, ha detto a chiare lettere Trump ribadendo che gli Stati Uniti vogliono che l'Iran non riprenda il processo di arricchimento, non si doti di armi nucleari - "neanche ci vada vicino" - e che in Medio Oriente prevalga la pace.

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