Iran, ripartono colloqui in Qatar. Araghchi: “Trump tenga a bada suoi cagnolini in Israele”

Resta esclusa l'ipotesi di un incontro diretto tra le delegazioni iraniana e statunitense. Wsj: "Trump ha valutato possibilità ritorno a guerra totale". Al Jazeera: "Teheran respinge diktat Usa su uso fondi congelati"

Cartellone a Teheran su Hormuz - Afp)
Cartellone a Teheran su Hormuz - Afp)
01 luglio 2026 | 07.36
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Riprendono oggi a Doha i colloqui indiretti tra Iran e Usa a livello tecnico, con la mediazione del Qatar e Pakistan. Lo ha riferito alla Cnn una fonte diplomatica informata sui negoziati. Secondo la stessa fonte, l'inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff, e il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, pur non partecipando direttamente ai colloqui, hanno incontrato ieri a Doha il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, per preparare il terreno ai negoziati indiretti di oggi.

"La de-nuclearizzazione dell'Iran sta procedendo bene. Ci sono stati incontri molto positivi e vedremo", ha affermato il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti prima della partenza per il North Dakota. "Li abbiamo colpiti molto duramente per tre notti - ha aggiunto - ma ora siamo in ottimi rapporti".

Al centro l'attuazione dell'intesa raggiunta tra Teheran e Washington e sul dossier dei beni iraniani congelati all'estero, ma resta esclusa l'ipotesi di un incontro diretto tra le delegazioni iraniana e statunitense. L’emittente al Jazeera ha riferito che il ministero degli Esteri iraniano ha confermato che l'agenda odierna a Doha della delegazione iraniana, guidata dal viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, si limita ai colloqui "iraniano-qatarioti" sullo sblocco dei beni congelati, negando qualsiasi negoziato diretto con la delegazione americana che si trova anch’essa a Doha.

Teheran chiede lo sblocco immediato di 12 miliardi di dollari in due rate entro 60 giorni, a cominciare dai 6 miliardi depositati nelle banche del Qatar. Al Jazeera sottolinea che sono emersi forti disaccordi sull’utilizzo dei fondi: Teheran ha respinto le condizioni poste da Washington per l'istituzione di una linea di credito esclusiva per l'acquisto di prodotti agricoli americani (come grano, soia e mais), insistendo sul diritto assoluto della Banca Centrale iraniana di determinare il proprio fabbisogno di beni e medicinali senza imposizioni esterne.

"I termini del memorandum d'intesa di Islamabad sono chiarissimi e di dominio pubblico. Il presidente degli Stati Uniti si è impegnato a tenere a bada i suoi 'cagnolini' a Tel Aviv. Se dovessero ignorare il loro padrone, l'Iran darà loro una lezione. Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo o la nostra leadership riceverà una risposta immediata e potente", scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando una dichiarazione del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha definito un "condannato a morte" l'attuale Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei.

Araghchi: "Trump tenga buoni i suoi cagnolini a Tel Aviv o risposta potente"

"I termini del memorandum d'intesa di Islamabad sono chiarissimi e di dominio pubblico. Il presidente degli Stati Uniti si è impegnato a tenere a bada i suoi 'cagnolini' a Tel Aviv. Se dovessero ignorare il loro padrone, l'Iran darà loro una lezione. Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo o la nostra leadership riceverà una risposta immediata e potente", ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando una dichiarazione del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha definito un "condannato a morte" l'attuale Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei.

Trump e ipotesi nuova guerra totale

Sullo sfondo resta l'incertezza sulle intenzioni della Casa Bianca. Secondo il Wall Street Journal, il presidente americano Donald Trump avrebbe valutato negli ultimi giorni diverse opzioni per un ritorno a una guerra su vasta scala contro l'Iran, ma al momento non ha ancora preso una decisione in merito. Il quotidiano riferisce che Trump è stato aggiornato dai vertici della Difesa su possibili piani militari per "portare a termine il lavoro", ma teme che una nuova escalation possa compromettere le prospettive di una soluzione diplomatica e dello smantellamento del programma nucleare iraniano.

Sempre secondo il Wall Street Journal, il presidente sarebbe inoltre favorevole a prolungare oltre il termine del 18 agosto i negoziati indiretti in corso in Qatar e sarebbe disposto ad autorizzare nuovi attacchi mirati contro obiettivi iraniani qualora Teheran violasse i termini dell'intesa temporanea attualmente in vigore.

Il nodo Hormuz

Sul fronte della sicurezza regionale resta alta l'attenzione per lo Stretto di Hormuz. Secondo fonti diplomatiche, l'Oman ha presentato agli Stati Uniti e ad altri partner una proposta sul futuro della navigazione nel passaggio strategico, mentre il Joint Maritime Information Center ha elevato il livello di minaccia a "sostanziale" per il rischio legato alla presenza di mine e alle operazioni di bonifica.

Intanto una nave portacontainer straniera si è incagliata nello Stretto di Hormuz dopo essere entrata in acque poco profonde al di fuori della rotta di navigazione designata dalle autorità iraniane. Lo ha riferito la televisione di Stato iraniana, ribadendo l'avvertimento dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, secondo cui le navi dovrebbero transitare solo attraverso il corridoio a sud dell'isola iraniana di Larak. Per Teheran è infatti questa l'unica rotta di ingresso e di uscita approvata per le navi che attraversano lo stretto.

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