Alluvione in Nepal e Tibet, i morti sono più di 1.220

I dispersi sono oltre 4.750

Alluvione in Nepal
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02 settembre 2026 | 07.52
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Il bilancio delle vittime della frana e dell’alluvione che si sono verificate una settimana fa in Nepal, al confine con la Cina, è salito a 1.204 morti e 4.216 dispersi. E' quanto emerge da un nuovo bilancio provvisorio dell’autorità responsabile della gestione delle emergenze. I media statali cinesi hanno riferito che, sul versante tibetano, si contano 21 morti e 541 dispersi, portando il bilancio provvisorio complessivo della catastrofe a 1.225 morti e 4.757 dispersi.

A una settimana dalle violente inondazioni che hanno colpito i distretti nepalesi di Rasuwa e Nuwakot, i bambini manifestano segnali di forte disagio psicologico, mentre cresce l’angoscia delle famiglie per il proprio futuro. Lo dichiara Save the Children, l’Organizzazione che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini e le bambine a rischio e garantire loro un futuro.

Le acque di piena generate dal crollo di un ghiacciaio montano si sono riversate nelle valli con una forza tale da cancellare interi villaggi. Nel distretto di Nuwakot i bambini raccontano agli operatori di Save the Children di vivere nella paura e nell’angoscia dopo aver assistito a scene drammatiche: scuolabus con a bordo i loro compagni trascinati via dalla furia dell’acqua, case sommerse e tutti quello che avevano spazzato via dalla corrente. Neela, 11 anni, si stava preparando per andare a scuola quando l’onda di piena è precipitata a valle, travolgendo il suo villaggio e la sua casa, situata su un ripido pendio. Lei e la sua famiglia sono riuscite a fuggire portando con sé soltanto i vestiti che indossavano. La loro casa non esiste più e molti parenti e vicini risultano ancora dispersi.

“Abbiamo perso tutto, compresa la nostra casa e i nostri bufali. La mia scuola non c’è più e molti dei miei amici sono ancora dispersi”, ha raccontato. Neela, che si trova in un rifugio temporaneo dove Save the Children è presente e ha fornito alla sua famiglia kit con beni essenziali, tra cui torce, coperte, sapone e altri articoli per l’igiene personale, ha raccontato di temere nuove inondazioni. “Non ho voglia di parlare e ho paura di addormentarmi, nel timore che possa arrivare un’altra massa d’acqua”, ha detto.

“La necessità di assistenza psicologica continua a crescere. A una settimana da questa terribile tragedia, bambini e adulti stanno ancora cercando di elaborare quanto accaduto, facendo i conti con l'enormità della devastazione e con le incertezze che pesano sul loro futuro”, ha dichiarato Tara Chettry, direttrice di Save the Children Nepal.

“Molti sono ancora separati dai propri cari e vivono nell’angoscia di ritrovare i familiari. Altri sono preoccupati per dove dormiranno la notte, per come ricostruiranno le loro case e per come riusciranno a guadagnarsi da vivere - ha proseguito - La ripresa non riguarda solo la ricostruzione di abitazioni e infrastrutture. I bambini hanno bisogno di sostegno per elaborare ciò che hanno vissuto. Aiutarli a riprendersi emotivamente è fondamentale per la ripresa dell’intera comunità”.

I meteorologi hanno avvertito che ulteriori precipitazioni potrebbero ostacolare le operazioni di recupero in alcune delle zone colpite, aumentando le preoccupazioni delle famiglie sfollate che vivono ancora in alloggi temporanei. Inoltre, le forti piogge sulle strade del Paese hanno creato nuove difficoltà, tra cui il rallentamento della consegna degli aiuti nelle aree più isolate e rurali. Anche i genitori colpiti dalle inondazioni stanno affrontando sfide enormi. Molti hanno perso il lavoro e gran parte dei loro averi, con conseguenti pressioni economiche che potrebbero incidere ulteriormente sul benessere emotivo dei loro figli. Bijay, 33 anni, padre di tre figli e ospite di un rifugio temporaneo nel distretto di Nuwakot, era proprietario di un negozio, ma sia l’attività che la sua abitazione sono stati spazzati via dall’alluvione. Ora è molto preoccupato per come riuscirà a sostenere la propria famiglia. “Non posso comprare nulla”, ha detto.

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