Nord Stream obiettivo legittimo? L'analisi del generale della Bundeswehr

Secondo Wittmann, che oggi insegna all'Università di Potsdam, non è accettabile che la Germania condanni per crimini di guerra cittadini ucraini, per l'attentato al gasdotto transbaltico del settembre 2022

Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel settembre 2022 causò una massiccia fuga di metano nel Mar Baltico  - Fotogramma/Ipa
Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream nel settembre 2022 causò una massiccia fuga di metano nel Mar Baltico - Fotogramma/Ipa
12 agosto 2026 | 19.15
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Nel contesto della guerra della Russia contro l'Ucraina, i gasdotti Nord Stream potrebbero essere considerati un obiettivo legittimo, sia in una prospettiva strategico-militare che morale. Lo ha detto Klaus Wittmann, generale di brigata in pensione della Bundeswehr e docente di Storia contemporanea all'Università di Potsdam, in un'intervista all'agenzia ucraina Ukrinform.

"Sono disposto ad affermare che, da un punto di vista strategico-militare e morale, si trattava di un obiettivo legittimo", ha dichiarato Wittmann, commentando la possibilità che il Nord Stream possa essere considerato un obiettivo militare, qualora venisse confermata la teoria dell'inchiesta tedesca sul coinvolgimento ucraino.

Allo stesso tempo, ha sottolineato di non voler fornire una valutazione legale del caso, né di voler mettere in discussione l'indipendenza della magistratura. "Non sono un avvocato e, naturalmente, non voglio mettere in discussione l'indipendenza della magistratura. Ma, se si guarda al contesto, anch'io ero tra coloro che si opposero fermamente al Nord Stream 2", ha affermato il generale in pensione.

La decisione di costruire il Nord Stream 2, ricorda, è stata presa dopo che la Russia aveva già occupato la Crimea, nonostante gli avvertimenti dell'Ucraina e dei Paesi dell'Europa centrale e orientale.

"La decisione sul Nord Stream 2 è stata presa quando la Crimea era già occupata da tempo. Nonostante ciò, si continuava a credere che la Russia potesse essere considerata un fornitore affidabile di gas a basso costo e si definiva il progetto puramente economico. Allo stesso tempo, si è chiuso un occhio su ciò che gli Stati Baltici, la Polonia e, naturalmente, gli ucraini ci avevano ripetutamente detto: dal punto di vista della Russia, si trattava di un progetto geopolitico", ha affermato Wittmann.

Ha anche ricordato la posizione del primo ministro polacco: "Vorrei citare Donald Tusk, il quale ha affermato che il problema era la costruzione del Nord Stream 2, non la sua distruzione", ha detto Wittmann.

Allo stesso tempo, Wittmann ha riconosciuto la gravità della distruzione di proprietà altrui, ma ha sollecitato che il caso venga considerato anche nel più ampio contesto politico della guerra della Russia.

"Certo, distruggere la proprietà altrui è una cosa seria. Ma dobbiamo anche esaminarla da una prospettiva politica e psicologica e chiederci se sia nell'interesse della Germania che la prima condanna per un 'crimine di guerra' nella guerra in Ucraina venga emessa contro un ucraino. E per di più in Germania", ha affermato Wittmann.

Ha poi aggiunto di non sapere quanto margine di manovra avesse la Procura generale federale tedesca nel caso, né "se fosse obbligata a chiedere l'estradizione. Ma, data la portata e l'orrore dei crimini di guerra russi, non ritengo accettabile che il sistema giudiziario tedesco si concentri principalmente su un 'crimine di guerra ucraino'", ha concluso Wittmann.

Il 26 settembre 2022, alcune esplosioni danneggiarono tre dei quattro gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2 nel Mar Baltico.

Nel giugno 2026, la Procura generale federale tedesca ha incriminato un cittadino ucraino, identificato come Serhii K., ex militare ucraino, per, tra gli altri reati, favoreggiamento di un crimine di guerra attraverso un attacco contro un obiettivo civile.

Secondo l'accusa, il gruppo avrebbe agito su ordine di organi statali ucraini, con l'obiettivo di interrompere le forniture di gas alla Russia e privarla di entrate che avrebbero potuto essere utilizzate per finanziare la guerra. L'ucraino arrestato ha negato qualsiasi coinvolgimento.

Nel luglio 2026, la Procura generale ucraina ha dichiarato che le indagini non avevano riscontrato prove di un coinvolgimento di organi o funzionari statali ucraini nell'organizzazione delle esplosioni.

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