Pilota Usa abbattuto in Iran: "E' stato terrificante, ecco come mi sono salvato"

'Bravo' racconta la fuga di 50 ore dopo l’abbattimento dell'F-15: "Ferito e nascosto tra le montagne, ma Dio è buono"

'Bravo' e un fermo immagine del video - (60 Minutes)
'Bravo' e un fermo immagine del video - (60 Minutes)
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14 settembre 2026 | 11.02
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Ore trascorse in fuga, ferito e nascosto tra le montagne, dopo che il suo aereo era stato abbattuto in Iran. Per la prima volta un 'top gun' dell’aeronautica degli Stati Uniti ha raccontato pubblicamente cosa è accaduto nelle ore più drammatiche della sua missione in Iran e, in un’intervista trasmessa domenica sera dal programma '60 Minutes' della CBS, ha ricostruito l’operazione di salvataggio.

Per proteggerne l’identità, nel corso della trasmissione è stato utilizzato soltanto il suo nome in codice, 'Bravo'. Il militare era il weapon systems officer (ufficiale addetto ai sistemi d'arma) a bordo di un F-15 colpito durante la missione. Dopo l'impatto è riuscito ad attivare l'ejection seat system per abbandonare il velivolo. Il suo paracadute è rimasto danneggiato e, durante la caduta, ha fatto tutto il possibile per "aprirlo e separarne i pezzi". "È stata la cosa più terrificante che abbia mai visto", ha raccontato.

L'impatto con il terreno gli ha provocato gravi ferite: una frattura alla schiena, ad un braccio e ad una spalla, oltre a una distorsione alla caviglia e profonde escoriazioni alla testa e al volto. Nonostante le condizioni fisiche, 'Bravo' si è messo in movimento verso un crinale montuoso alto oltre 2.100 metri. Dopo aver trovato una grotta, è rimasto nascosto per circa 50 ore, riuscendo ad evitare le forze iraniane che si stavano avvicinando. Aveva con sé soltanto una pistola, un dispositivo per comunicare e un localizzatore GPS.

"Dio è buono": il primo messaggio dopo la fuga

Intervistato dalla giornalista della CBS Norah O’Donnell, 'Bravo' ha raccontato che "dopo aver trovato un posto che ritenevo abbastanza nascosto, ho iniziato a lavorare per riuscire a comunicare". Quando finalmente è riuscito a fermarsi e a valutare tutto quello che era successo, ha inviato il primo messaggio: "Dio è buono".

L’operazione di salvataggio ha coinvolto centinaia di militari e uomini dell’intelligence americana, comprese unità d’élite come la Delta Force dell’Esercito e il SEAL Team Six della Marina. Prima dell’intervento sarebbe stata inoltre avviata una complessa operazione di depistaggio da parte della Cia per confondere i piani iraniani: Teheran aveva offerto una ricompensa per la cattura del militare.

Durante '60 Minutes' sono state mostrate anche immagini declassificate dal Pentagono che documentano le operazioni dei paracadutisti d'élite dell'Aeronautica militare mentre si dirigevano verso il militare per soccorrerlo. Il momento in cui ha visto i suoi soccorritori arrivare sulla cresta dove si era nascosto, ha affermato 'Bravo', "è stato uno dei momenti più belli della mia vita, e non so come esprimerlo in modo più chiaro di un semplice 'grazie' per tutto quello che hanno fatto".

I nomi del militare e del pilota dell'F-15 recuperato subito dopo lo schianto non sono mai stati resi pubblici dal Pentagono, sia per ragioni di sicurezza sia per evitare la divulgazione di informazioni sensibili.

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