Procaccini (Fdi), "Direttiva anticorruzione Ue ottima, nessun obbligo sull'abuso d'ufficio"

Il copresidente dei Conservatori europei ribadisce a Bruxelles che gli strumenti legislativi italiani sono adeguati.

Il copresidente del gruppo Ecr al Parlamento Europeo Nicola Procaccini ad Atreju 2024 (Fotogramma/Ipa)
Il copresidente del gruppo Ecr al Parlamento Europeo Nicola Procaccini ad Atreju 2024 (Fotogramma/Ipa)
26 marzo 2026 | 16.53
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Come Fratelli d'Italia, "siamo estremamente soddisfatti della direttiva anticorruzione votata oggi: è la stessa direttiva che ha visto il voto favorevole del governo italiano anche in sede di Consiglio". Lo ha affermato, incontrando la stampa a Bruxelles, il copresidente del gruppo Ecr Nicola Procaccini.

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"Restiamo sconcertati - aggiunge - dalla lettura che abbiamo osservato anche oggi su alcuni media italiani rispetto ad una 'sconfitta' del governo italiano rispetto al reato di abuso d'ufficio. E' una totale falsità".

Per Procaccini, si tratta di "una invenzione sconcertante, perché nella direttiva si ribadisce che gli Stati membri hanno piena libertà nella scelta degli strumenti più efficaci per combattere la corruzione". E "dalla direttiva traspare che l'Italia ha questi strumenti nel proprio ordinamento".

Secondo il copresidente dei Conservatori, "non c'è alcuna necessità, in base alla direttiva, di reintrodurre il reato di abuso d'ufficio che è stato cancellato. Anzi, viene detto che Paesi come l'Italia, che hanno già reati contemplati nei propri codici, come quelli legati alla lotta alla corruzione, sono perfettamente in linea con quanto previsto".

"Le nostre perplessità - prosegue Procaccini - sono di natura diversa, ragion per cui in commissione Libe ci siamo astenuti, perché avremmo voluto qualcosa in più. Per esempio, avremmo voluto che anche i funzionari europei rispettassero le stesse prescrizioni dei funzionari pubblici italiani, specialmente in termini di prevenzione".

"Curiosamente - nota - secondo noi in maniera sbagliata, i funzionari europei restano in qualche modo 'scudati'", rispetto alla necessità di trasparenza nella lotta alla corruzione. "E' l'unico punto che ci permettiamo di fare alla normativa, che comunque abbiamo accolto favorevolmente", conclude.

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