Il segretario generale della Nato Mark Rutte denuncia perdite russe in Ucraina "molto peggio" di Afghanistan e Vietnam, sottolineando l'impatto della guerra.
Per il segretario generale della Nato Mark Rutte, la Russia perde nella guerra in Ucraina "30-35mila uomini" in sole "tre settimane", un numero di uomini pari alle perdite che l'Urss subì "in dieci anni" durante l'invasione dell'Afghanistan, la guerra che accelerò l'implosione dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
"Se si guarda alla situazione sul campo di battaglia - ha detto Rutte, rispondendo ad un giornalista ucraino - è cambiata un po', nel senso che la Russia al momento non sembra fare progressi sul campo di battaglia e l'Ucraina sta andando bene. Non è che stia riprendendo grandi pezzi di terra, ma, almeno, la linea del fronte è più stabile e le avanzate dei russi vengono fermate, molto più di due o tre mesi fa. E' importante".
E, ha proseguito, "vediamo che in Ucraina siete in grado di uccidere o ferire gravemente tra i trenta e i trentacinquemila russi al mese. Che sono numeri davvero impressionanti, ovviamente terribili per le famiglie: ma l'Ucraina non li ha chiesti. Hanno il diritto di difendersi. Questo è quanto accade in guerra, e voi avete un enorme successo nel farlo".
E questo, ha continuato Rutte, "significa che la Russia ha sempre più problemi a colmare tutte le lacune nelle sue forze armate necessarie per mantenere la lotta in Ucraina. E i numeri, quando li si confronta, sono davvero sbalorditivi, perché trenta o trentacinquemila, in tre settimane, sono quello che i russi hanno perso in Afghanistan negli anni '80 in dieci anni. Ora li perdono in tre settimane".
E, ha aggiunto Rutte, "in cinque settimane perdono quello che l'America ha avuto in termini di perdite in Vietnam in quindici anni. In cinque settimane, la Russia sta perdendo quel numero di uomini combattendo contro l'Ucraina. Comunque, tutti noi vogliamo che questa guerra finisca e che si arrivi a un accordo di pace".
Tuttavia, ha continuato, "ci vogliono due persone per ballare il tango". Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky "è disposto a negoziare, a sedersi a un tavolo. Ma chiaramente il presidente russo, Vladimir Putin, finora non lo è. E qui il presidente americano Donald Trump, credo, sta giocando un ruolo molto positivo, ormai da un anno e mezzo, nel tentativo di portare a termine questa guerra. Lui vuole che finisca, e io lo sostengo pienamente", ha concluso. La guerra dell'Urss in Afghanistan durò poco più di nove anni e un mese, dal 24 dicembre 1979 al 15 febbraio del 1989.