Il presidente degli Stati Uniti riceve l'Inter Miami alla Casa Bianca
Leo Messi pensava di ricevere da Donald Trump i complimenti per il trionfo con l'Inter Miami nella MLS. Invece, si ritrova alla Casa Bianca ad assistere al bollettino sulla guerra contro l'Iran. Il presidente degli Stati Uniti, mentre il fuoriclasse argentino è accanto a lui, snocciola dati e informazioni sull'Operazione Epic Fury: missili distrutti, navi affondate, aerei abbattuti. Messi ascolta, come i suoi compagni, con un'espressione tra sorpresa e perplessità. Dopo il prologo dedicato alla crisi in Medio Oriente, con deviazioni su Cuba e Venezuela, Trump si tuffa nel mondo del soccer. "Mio figlio Barron oggi mi ha detto 'Ma sai chi c'è alla Casa Bianca? Leo Messi'... Dovresti conoscerlo prima o poi", dice il presidente rompendo il ghiaccio con il fuoriclasse argentino, 'costretto' ad ascoltare che alla Casa Bianca prima di lui è passato anche Cristiano Ronaldo.
Trump, come ha fatto spesso in altri eventi a tema calcistico, ricorda il suo passato da 'tifoso' (più o meno) dei Cosmos a New York: "C'era Pelé, era molto forte. Tu potresti essere meglio di lui... - dice rivolgendosi a Messi -. Chi è più forte? Messi? Sono d'accordo, ma anche Pelé era forte (Video)... Il soccer non ha preso piede all'epoca, ma Pelé era speciale. Tu sei stto capace di venire qui e di vincere nonostante l'enorme pressione, congratulazioni". Quindi, con una padronanza 'relativa' dell'argomento, Trump comincia a snocciolare i risultati dell'Inter Miami tra Mondiale per club e MLS: "Ecco Luis Suarez... Tutti bei ragazzi, non mi piace vedere uomini di bell'aspetto", dice soffermandosi sull'attaccante uruguayano e ricordando le sue prodezze. Il copione prevede che Trump, tra i nomi dell'allenatore Javier Mascherano e dei giocatori, legga per filo e per segno lo svolgimento delle azioni: "Sarei capace di fare qualcosa del genere se mi allenassi?".