Ue avverte la Serbia: stop alla deviazione del fiume Ibar per evitare crisi con il Kosovo

La Commissione invita Belgrado a dialogare con Pristina

Il presidente della Serbia Aleksandar Vucic - Fotogramma/Ipa
Il presidente della Serbia Aleksandar Vucic - Fotogramma/Ipa
11 agosto 2026 | 17.52
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L'Unione Europea ha avvertito oggi che le dichiarazioni dei funzionari serbi sulla possibile deviazione del fiume Ibar, che alimenta il bacino artificiale di Gazivode/Ujman nel nord del Kosovo, non contribuiscono alla normalizzazione delle relazioni tra Belgrado e Pristina. Lo ha riportato Radio Free Europe.

Il presidente serbo Aleksandar Vučić ha dichiarato il 9 agosto scorso che le autorità e gli esperti serbi stavano valutando la possibilità di modificare il corso dell'Ibar in risposta alla demolizione, da parte delle autorità del Kosovo, di case e villette di proprietà di serbi vicino al bacino artificiale di Gazivode, un grande lago artificiale sul fiume Ibar.

Le dichiarazioni del presidente serbo hanno suscitato forti reazioni da parte dei funzionari del Kosovo e una disputa pubblica tra funzionari albanesi e serbi. Le dichiarazioni, comprese quelle relative a possibili modifiche del corso dei fiumi, così come le azioni non in linea con questo obiettivo, dovrebbero essere evitate, ha affermato l'Ue in una risposta citata da Rfe.

L'Ibar è lungo circa 270 km. Nasce in Montenegro, attraversa la Serbia e poi entra in Kosovo, alimentando il bacino idrico di Gazivode/Ujman, di cui circa due terzi si trovano in Kosovo, prima di tornare in Serbia.

Il bacino fornisce acqua a sette comuni e viene utilizzato per l'irrigazione e per il raffreddamento delle centrali termoelettriche di Obilić, che generano la maggior parte dell'elettricità del Kosovo.

Bruxelles ha sottolineato che i progressi nella normalizzazione delle relazioni tra Kosovo e Serbia, condizione necessaria per l'adesione di entrambi i Paesi all'Ue, possono essere raggiunti solo attraverso il dialogo.

L'Ue ha inoltre ribadito la sua preoccupazione per le recenti demolizioni, legalmente contestate, nei pressi del bacino idrico di Gazivode, sottolineando che qualsiasi misura coercitiva con conseguenze irreversibili deve essere attuata in conformità con le procedure stabilite.

Bruxelles ha comunicato a Pristina che i proprietari degli immobili interessati da queste misure devono avere accesso a rimedi legali e a una tutela giudiziaria provvisoria, prima che qualsiasi demolizione venga eseguita in modo irreversibile.

Per gli esperti, la deviazione del corso dell'Ibar è tecnicamente fattibile, ma anche estremamente costosa. Hanno anche avvertito che danneggiare deliberatamente il Kosovo sarebbe contrario ai principi internazionali che regolano le acque transfrontaliere e alla Convenzione delle Nazioni Unite del 1997 sul diritto degli usi non navigabili dei corsi d'acqua internazionali, di cui la Serbia è parte.

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