Il presidente del Parlamento venezuelano ha parlato di "un numero importante" di rilasci nelle prossime ore. Speranze per Alberto Trentini, Tajani in pressing per la liberazione. Fonti Madrid: "Liberi 5 spagnoli". Casa Bianca: "E' successo grazie a Trump"
A quanto si apprende da fonti vicine al dossier venezuelano, l'imprenditore italiano Luigi Gasperin è tra i detenuti che sono stati rilasciati in Venezuela. Gasperin, cittadino italiano di 77 anni, era stato arrestato il 7 agosto 2025 a Maturin, nello stato di Monagas e detenuto in un centro della zona di Prados del Este (Caracas).
Il presidente del Parlamento venezuelano, Jorge Rodriguez, ha annunciato oggi il rilascio di un "numero importante" di prigionieri, tra cui alcuni cittadini stranieri. Tra loro potrebbe esserci anche l'italiano Alberto Trentini, cooperante veneto detenuto da oltre un anno in Venezuela.
Il rilascio avverrà "nelle prossime ore", secondo quanto riferito dal New York Times. Rodriguez non ha specificato quante persone saranno liberate. Il presidente del Parlamento, secondo il Nyt, ha spiegato che la decisione di scarcerare i prigionieri politici è stata presa come "un gesto unilaterale per rafforzare la nostra incrollabile volontà di consolidare la pace nella Repubblica e la convivenza pacifica tra tutti".
Come fa notare il quotidiano americano, si tratta del primo gesto pubblico di conciliazione della nuova amministrazione nei confronti dell'opposizione venezuelana dopo la destituzione del presidente Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti.
Per l'Ong Foro Penal, in totale i 'prigionieri politici' nelle carceri venezuelane sarebbero 806: si tratterebbe di 105 donne, un adolescente e 86 stranieri.
Restano intanto accesi i riflettori sul cooperante italiano Alberto Trentini. Con una speranza in più e uno spiraglio aperto per l'operatore umanitario dopo l'annuncio e la liberazione di Gasperin.
Nel frattempo il governo Meloni continua a lavorare sul dossier con la massima discrezione, nel tentativo di arrivare alla liberazione di Trentini. Del caso ha parlato ieri il ministro Tajani. Il leader di Forza Italia ha riferito di aver discusso con il segretario di Stato americano Marco Rubio degli sforzi in corso per la liberazione dei prigionieri politici ancora detenuti a Caracas. Rubio - ha aggiunto - "ha accolto positivamente la posizione dell'Italia e credo che anche gli Stati Uniti ci aiuteranno a liberare i prigionieri politici, come Trentini". Tajani interverrà in Parlamento martedì 13 gennaio sulla crisi venezuelana, oltre che sulla strage di Crans-Montana in Svizzera. Sul blitz statunitense e sulla cattura del presidente Nicolas Maduro, il titolare della Farnesina terrà un'informativa.
Il ministro Tajani è intanto in riunione alla Farnesina, in contatto con l'ambasciatore a Caracas, con la rete consolare in Venezuela e con esponenti della Chiesa e società civile per accelerare la liberazione dei cittadini italiani e per confermare le notizie sui primi rilasci. Il ministro oltre al caso di Alberto Trentini sta facendo pressioni per la soluzione dei casi di tutti gli italiani detenuti. Al momento il governo ha posto in essere azioni che possano garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto, recita una nota della Farnesina
Cinque detenuti spagnoli, quattro con cittadinanza solo spagnola, una con doppia cittadinanza spagnola-venezuelana, sono stati rilasciati in Venezuela. A darne notizia è El Pais. I detenuti liberati, scrive, sono Andrés Martínez Adasme, José María Basoa, Miguel Moreno, Ernesto Gorbe e la spagnola-venezuelana Rocío San Miguel. A confermarlo fonti diplomatiche.
Il rilascio dei prigionieri annunciato oggi in Venezuela è "un esempio" dell'"influenza" che Donald Trump esercita sulle autorità di Caracas. A dirlo è stata la vice portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, in una dichiarazione all'Afp. "Questo è solo un esempio di come il presidente stia usando la sua influenza al massimo per il bene del popolo americano e venezuelano", ha affermato.