Ecco le 30 migliori aziende in Italia per i lavoratori senior (dove il livello di fiducia tocca l'85%)

La classifica dei migliori ambienti di lavoro secondo gli over 55, l'elenco stilato da Great Place To Work Italia

Riunione di lavoro - © rawpixel, 123RF Free Images
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04 novembre 2026 | 12.58
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Nei 30 migliori ambienti di lavoro in Italia secondo i collaboratori senior over 55 il Trust Index medio, l’indicatore che misura il clima di fiducia interno di un’organizzazione sulla base di credibilità, rispetto, equità, orgoglio e coesione, si attesta all’85%. Un dato superiore di ben 12 punti percentuali nel confronto con le aziende certificate Great Place to Work (73%) e addirittura di 40 punti percentuali rispetto al dato della norma italiana (45%), calcolato come valore medio fatto registrare dalle aziende italiane sui principali indicatori di Great Place To Work, ottenuto tramite il report European Workforce Study. È questo uno degli insight più interessanti che emerge dall’edizione 2026 del ranking Best Workplaces for Senior, il ranking che premia le 30 migliori realtà lavorative italiane secondo i lavoratori over 55 (di cui 15 con meno di 500 collaboratori e 15 con oltre 500), stilato da Great Place To Work Italia ascoltando le opinioni di un campione di oltre 6mila collaboratori senior (6.026).

Le organizzazioni best premiate appartengono a settori molto diversi tra loro, dall’It ai servizi finanziari e assicurativi, fino alla manifattura e alla farmaceutica, sintomo di come l’eccellenza nell’esperienza lavorativa dei senior non emerge all’interno di un unico contesto produttivo, ma è presente in realtà caratterizzate da modelli organizzativi differenti. Nel dettaglio, le 15 aziende con meno di 500 collaboratori appartengono a settori quali: It (33%); biotecnologia & prodotti farmaceutici (27%); trasporti, telecomunicazioni, manifattura & produzione (7%); servizi finanziari & assicurazioni e agricoltura (6%). Mentre le 15 organizzazioni con oltre 500 collaboratori sono attive in settori quali: manifattura & produzione e servizi finanziari & assicurazioni (20%); biotecnologia & prodotti farmaceutici, It e ospitalità (13%); servizi professionali, trasporti e assistenza sanitaria (7%).

Analizzando nel dettaglio l’esperienza vissuta dai collaboratori senior attivi all’interno delle aziende best workplaces, emerge come il vantaggio competitivo, nel confronto con gli over 55 delle altre realtà certificate e con il dato medio della norma, riguardi aree quali competenza, integrità, cura e accoglienza.

La competenza nelle aziende best workplaces for senior raggiunge l’86%, contro il 79% fatto registrare dalle realtà certificate (+7%) e il 43% della norma senior (+43%). I senior riconoscono maggiormente competenza gestionale, coordinamento e chiarezza degli obiettivi, ma anche responsabilizzazione e libertà di svolgere bene il proprio lavoro senza un controllo continuo. L’integrità, secondo gli over 55 delle organizzazioni d’eccellenza, è pari all’87% contro l’82% nelle realtà certificate (+5%) e il 47% della norma (+40%). Per i senior delle best, livelli elevati di fiducia si accompagnano a una percezione positiva della coerenza della leadership: mantenere le promesse, agire in modo coerente con quanto dichiarato e rappresentare concretamente i valori aziendali. L’integrità assume così la forma di una continuità riconoscibile tra ciò che l’organizzazione dichiara e ciò che le persone sperimentano.

“Siamo molto orgogliosi dei risultati di questa nuova edizione del ranking degli ambienti di lavoro d’eccellenza secondo i collaboratori senior over 55, che confermano come la valorizzazione dell’esperienza lavorativa non sia solo un tema di inclusione generazionale, ma rappresenti una vera e propria leva strategica per i migliori ambienti di lavoro italiani. Oggi questa fascia rappresenta circa un quarto (25%) della popolazione attiva in età lavorativa, nel 2050 sarà circa il 28%, fino ad arrivare, nel 2080, a più di un terzo (35%). Le aziende che oggi guidano questa classifica dimostrano non solo di valorizzare l’esperienza dei collaboratori senior ma di prendere seriamente in considerazione alcuni dei principali cambiamenti demografici e occupazionali in atto nel mercato del lavoro italiano", dichiara Alessandro Zollo, Ceo di Great Place to Work Italia.

"L’invecchiamento demografico - spiega - comporta una maggiore presenza di persone anziane nella società e nella forza lavoro con una crescita della presenza delle persone senior nel mercato del lavoro, soprattutto delle donne, che rimangono attive professionalmente più a lungo. Inoltre il progressivo innalzamento dell’età necessaria per andare in pensione prolunga la permanenza dei lavoratori nel mondo del lavoro e il calo delle nascite riduce il numero di giovani che entrano nel mondo del lavoro. Ciò porta ad un ricambio generazionale più lento con il rischio che, tra un quarto di secolo, un terzo della popolazione in età lavorativa sarà over 55, proprio nel momento in cui è in corso una transizione tecnologica senza precedenti. Non è quindi solo una questione di cura, diversity o fiducia - conclude Zollo - ma per le aziende è necessario sapere leggere e interpretare correttamente i dati e i trend demografici e tecnologici provenienti dal mercato del lavoro e sulla base di questi sviluppare e implementare una strategia adeguata”.

La cura raggiunge l’86% nelle realtà best workplaces for senior contro l’82% delle aziende certificate e il 46% della norma senior (+40%). La sicurezza fisica rappresenta solo una parte dell’esperienza di cura. Le differenze tra i gruppi diventano particolarmente evidenti quando entrano in gioco il benessere psicologico, l’equilibrio tra lavoro e vita privata e l’interesse dei responsabili per la persona: nelle best la cura assume quindi una dimensione più ampia e relazionale. Infine l’accoglienza risulta pari all’85% nelle realtà best workplaces for senior, all’80% nelle aziende certificate e il 42% della norma senior (+43%). Per i senior emerge quindi un’esperienza nella quale continuare a sentirsi parte dell’organizzazione anche nei momenti di cambiamento assume un ruolo rilevante.

La classifica

Ma quali sono le 30 migliori realtà italiane per cui lavorare secondo i senior? Nella categoria delle aziende fino a 499 collaboratori al primo posto della classifica si posiziona Ptc, azienda tecnologica globale specializzata in software per l’industria. Sul secondo gradino del podio troviamo Allianz Technology, fornitore locale di servizi It per le 12 entità operative di Allianz Italia. A completare il podio c’è Fenix Pharma, azienda farmaceutica che si occupa della commercializzazione di prodotti farmaceutici e dello sviluppo e commercializzazione di nutraceutici e dispositivi medici. A seguire, troviamo: Bristol-Myers Squibb (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Everpure (It); Belden (manifattura & produzione); Novidis (It); Laboratoires Svr (health care); Wide Group (servizi finanziari & assicurazioni); Biogen (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Vianova (telecomunicazioni); Buona Spa Società Benefit (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Timac Agro (agricoltura); Formula Spa (It) e D’Amico Società di Navigazione (trasporti). Nella categoria delle organizzazioni con oltre 500 collaboratori il primo posto è di Cisco, leader mondiale nelle tecnologie che trasformano il modo con cui le persone si connettono, comunicano e collaborano, seguita sul secondo gradino del podio da Hilton, società leader a livello mondiale nel settore dell'ospitalità.

Completa il podio Allianz Group, uno dei i leader mondiali nel settore assicurativo e nell’asset management. A seguire ci sono: Micron Semiconductor Italia srl (manifattura & produzione); AbbVie (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Mondelēz International (manifattura & produzione); Tp (servizi professionali); Dhl (trasporti); Bluserena Hotels & Resorts (ospitalità); Reale Group (servizi finanziari & assicurazioni); Gruppo Sapio (manifattura & produzione); Siemens Healthineers Ag (health care); Eli Lilly (biotecnologie e prodotti farmaceutici); Esprinet (It) e Gruppo Sella (servizi finanziari & assicurazioni).

Sul fronte della fidelizzazione, nelle organizzazioni best l’88% dei collaboratori senior è un ambassador dell’azienda, un dato che è più del doppio rispetto al 42% (+46%) registrato dal dato medio della norma e sei punti percentuali sopra l’82% delle altre realtà certificate Great Place to Work.

Il dato suggerisce quindi che il tema non sia semplicemente trattenere le persone, ma riuscire a mantenere nel tempo un legame positivo con il luogo di lavoro. Mentre solo il 5% dei collaboratori over 55 dei best workplaces è a rischio fuga (flight risk) contro il 34% della norma italiana e solo il 4% dei senior che lavorano nei best workplaces potrebbe mettere in pratica un abbandono silenzioso del lavoro (quiet quitter) svolgendo solo lo stretto indispensabile, rifiutando di fare straordinari, aderire a progetti extra e assumersi ulteriori responsabilità, rispetto al 17% della norma.

Dall’analisi dei commenti positivi dei lavoratori senior emergono, nel confronto con la norma italiana, quattro vantaggi distintivi che sono una maggiore appartenenza (12,2% contro il 5,3%), più opportunità di sviluppo basate su formazione e innovazione (7,7% contro il 3,4%), più fiducia e ascolto (6,7% contro il 3,1%) e un maggiore valore dato all’esperienza (4,7% contro l’1,2%). Tutti elementi che descrivono un rapporto con l’organizzazione ancora attivo e orientato al contributo.

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