M5S, ecco 20 punti per il programma: "Inviare armi all'Ucraina allontana la pace"

La base pentastellata chiamata a votare fino a domenica: dal no al piano Ue sul riarmo alle liste d'attesa e Reddito 2.0, il programma

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte
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18 settembre 2026 | 14.39
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Sono aperte le votazioni della base del Movimento 5 Stelle, che si concluderanno domenica alle 14, sui 20 punti che il partito guidato da Giuseppe Conte propone per un''Alleanza per la Costituzione'. In particolare "gli iscritti dei pentastellati - saranno chiamati a rispondere al seguente quesito: 'Sei d’accordo che il presidente Giuseppe Conte sottoponga agli alleati della coalizione progressista le seguenti proposte per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani?".

Tanti temi all'ordine del giorno della comunità: si spazia dalla sanità all'agricoltura, passando per il lavoro e ovviamente le bollette dell'energia. Per quanto riguarda il tema più divisivo all'interno del campo largo, quelle sulle armi all'Ucraina, la proposta è quella già anticipata ieri dall'ex premier da Dritto e rovescio e inserita nel capitolo 'L'Italia ripudia la guerra: "Cambiare radicalmente l’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa nei confronti della guerra in Ucraina. Continuare a inviare armi significa allontanare la pace. È necessaria una svolta negoziale che tuteli le ragioni del Paese aggredito, con il coinvolgimento dell’intera comunità internazionale".

La posizione espressa da Conte - e ribadita ripetutamente negli ultimi giorni - si differenzia dalla linea del Pd. La segretaria dem, Elly Schlein, chiudendo la Festa dell'unità domenica scorsa a Reggio Emilia ha garantito sostegno futuro all'Ucraina evidenziando l'importanza di favorire un processo negoziale con un ruolo attivo dell'Ue.

"Se qualcuno pensa di fare un governo progressista e continuare con la stessa politica del governo Meloni, inviare armi in Ucraina riarmare la Germania dove ci sono i neonazisti che fra un po' andranno al governo e addirittura andare a spendere in acquisto per lo più di armi americane sino a 500 miliardi di qui al 2035 sarà impossibile. Non è assolutamente pensabile non imprimere una svolta rispetto alla politica estera attuale del governo", ha detto Conte ieri sera a Dritto e rovescio, su Rete4.

"Un governo progressista deve cambiare radicalmente la politica estera, dobbiamo recuperare risorse perché gli italiani ci chiedono di non avere più insicurezza e fare piani di disarmo, raggiungere dei negoziati con una svolta negoziale, un trattato di pace e soprattutto recuperare risorse per la sanità, per la scuola, per l'istruzione, gli asili nido, per i salari reali che ormai non siamo più competitivi, dobbiamo anche tutelare le nostre filiere, le nostre imprese, chi fa economia reale. Per fare questo abbiamo risorse che vanno tolte al riarmo", aggiunge.

"No a 'Rearm Eu' e a spesa 5% Pil per Nato, sì a riconoscimento Palestina"

Nelle proposte di programma a cui gli iscritti del Movimento 5 stelle dovranno dare il via libera ci sono diversi punti che riguardano la politica estera. Oltre a chiedere di voler "cambiare radicalmente l’approccio fallimentare dell’Italia e dell’Europa nei confronti della guerra in Ucraina. Continuare a inviare armi significa allontanare la pace. È necessaria una svolta negoziale che tuteli le ragioni del paese aggredito, con il coinvolgimento dell’intera comunità internazionale", si propone soprattutto il "no al piano Rearm Eu, sì a una politica estera comune, accompagnata da una difesa comune europea che garantisca significativi risparmi di spesa ed economie di scala. Il tutto rafforzando il controllo democratico demandato al Parlamento europeo" e anche il "no all’innalzamento della spesa per la difesa al 5% del Pil in sede Nato, adoperandosi per introdurre target di spesa sostenibili e compatibili con il rafforzamento del nostro modello sociale".

Al contempo si chiede di "riaffermare in ogni sede il primato del diritto internazionale assumendo anche iniziative concrete per tutelare i giudici che operano in questo settore"; "promuovere una Conferenza internazionale, recuperando lo 'spirito di Helsinki', per affermare nuovi principi di coordinamento dei rapporti internazionali e definire percorsi di sicurezza e di pace fondati sulla cooperazione e su piani condivisi di disarmo, secondo un approccio multipolare e una visione multilaterale". E poi il "riconoscimento dello stato della Palestina, risoluzione dell’accordo di cooperazione militare con Israele, promozione del superamento nell’Unione Europea dello status di partner privilegiato di Israele, promozione dell’adozione di sanzioni economiche e finanziarie nei confronti di tutti i responsabili del genocidio a Gaza e delle attività criminose in Cisgiordania".

Spunta creazione di un fondo contro liste d'attesa finanziato da sanità privata

Liste d'attesa lunghe? Gli iscritti del Movimento 5 stelle - dando il via libera a Giuseppe Conte per sedersi al tavolo di coalizione - diranno sì anche alla soluzione trovata nel lungo percorso di Nova, che prevede di "istituire un fondo perequativo finanziato dalla sanità privata gestito da una struttura straordinaria di coordinamento nazionale per abbattere le liste di attesa, con poteri di intervento destinato al personale e ampliamento dell’uso di diagnostica, sale operatorie e servizi", si legge nel documento. E poi si devono anche "stabilire tempi massimi nazionali per visite, esami e interventi e usarli nella valutazione dei sistemi regionali. Oltre ai livelli essenziali di assistenza aggiungere i tempi essenziali di assistenza".

Sul primo capitolo, quello riguardante la sanità, le proposte non si limitano a questo, certamente. C'è la modifica del titolo V della Costituzione, con il rafforzamenti dei poteri di coordinamento dello Stato nella gestione del Servizio sanitario nazionale e un accesso di qualità garantito a tutti. C'è la richiesta di "aumentare strutturalmente il finanziamento del Ssn per recuperare il divario rispetto alla media Ocse. Adeguare le retribuzioni del personale sanitario pubblico agli standard europei. Eliminare i tetti alle assunzioni e avviare un piano straordinario di reclutamento", il via della politica dalle nomine nella sanità con la "selezione dei dirigenti della sanità per merito e non per appartenenza politica".

E poi la prevenzione come investimento, che consiste nello "scorporare dai vincoli di bilancio europei gli investimenti in prevenzione sanitaria. La prevenzione non è un costo da contenere, ma un investimento sulla salute e sulla sostenibilità futura del Ssn".

Sparisce Rdc ma arriva Reddito 2.0, cashback per spese badanti e baby sitter

Scorrendo le dieci pagine del report di Nova 2.0 sembra mancare qualcosa: il reddito di cittadinanza. Vecchia bandiera dei pentastellati, diventato poi una misura concreta durante il governo Conte 1, in realtà ha solo cambiato nome, e adesso si chiama Reddito 2.0. Prevede una revisione integrale dell’Assegno di inclusione (Adi) e del Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl) per colmarne carenze e inefficienze, per "un welfare che non abbandona".

Sul tema lavoro non è l'unico strumento che viene messo in campo. C'è il salario minimo legale, c'è la riduzione di lavoro a parità di salario, con un'agevolazione per lo smart working e il diritto alla disconnessione, e anche il congedo paritario con indennità pari al 100% della retribuzione, tutte misure che i leader del campo largo hanno presentato insieme alla Camera. Ci sono la regolamentazione dei contratti a termine con causali chiare, l'istituzione della Procura nazionale della sicurezza sul lavoro e l'esonero contributivo totale al rientro dalla maternità e congedo paritario con indennità pari al 100% della retribuzione. Ci sono le agevolazioni alle famiglie per colf, badanti e baby sitter con deduzione dei contributi versati mediante cash back immediato, la revisione del codice dei contratti pubblici per garantire trasparenza dei rapporti e sicurezza sul lavoro anche in caso di subappalti, l'aggiornamento dello Statuto dei lavoratori al nuovo contesto economico-sociale e alle nuove sfide tecnologiche e un Fondo nazionale per la natalità e la previdenza dei Giovani.

Non solo, perché il Movimento pensa anche ai lavori autonomi e ai piccoli imprenditori - e non a caso la due giorni conclusiva del percorso si terrà a Milano -, garantendo "protezione in caso di malattia e maternità anche ad artigiani, commercianti e lavoratori autonomi".

No Ponte Messina, sì a Ponte 'su futuro giovani' e asili nido gratuiti

I soldi del Ponte sullo Stretto, a cui si dice un netto NO, dovranno andare ai giovani. Questa una delle proposte che si può leggere nel programma. Nello specifico, si legge, "NO al Ponte sullo Stretto, SI al Ponte sul futuro per i nostri giovani: 13,5 miliardi di euro li trasferiamo per le nostre scuole, per laboratori linguistici, informatici, teatrali, musicali, impianti sportivi e perché rimangano sempre aperte come luoghi di aggregazione e di formazione".

Tra le misure pensate per la scuola ci sono poi quelle che riguardano gli asili nido gratuiti in tutta Italia, le scuole sempre aperte e centri estivi pubblici, la scuola dell’obbligo realmente gratuita fino ai 16 anni per le fasce meno abbienti, con libri, mensa e trasporto gratuiti per tutta la durata dell'obbligo scolastico. Sui contenuti da insegnare si chiede l'introduzione di "educazione digitale come materia curricolare: Ia, social, privacy, disinformazione, cyberbullismo e uso consapevole della tecnologia", l'"educazione sessuale e affettiva a scuola come presupposto di scelte consapevoli".

In ambito universitario, ancora, si devono "rafforzare i diritti nei percorsi post-universitari con concorsi più trasparenti e meccanismi di reclutamento che contrastino il precariato e le tendenze localistiche. Rafforzare il diritto allo studio universitario incrementando le residenze pubbliche e gli alloggi a prezzi calmierati per gli studenti. Garantire borse di studio a tutti gli idonei anche ampliando la no tax area".

Voto permanente a sedicenni e fuorisede

Per aumentare la partecipazione popolare, il Movimento 5 stelle mette sul tavolo diverse proposte, una su tutti: il voto ai sedicenni e ai fuori sede per ogni tipo di consultazione. Tra le idee che sono state messe ai voti, c'è poi l'introduzione del voto elettronico, l'incentivo a "esperienze di democrazia partecipativa, obbligando Regioni e Comuni a istituire forme stabili di consultazione dei cittadini su decisioni di rilevanza collettiva, come la creazione di 'budget partecipativi' per cui una quota parte della spesa pubblica viene decisa direttamente dalle comunità locali", l'abbassamento del quorum del referendum abrogativo ai fini della sua validità a un terzo degli aventi diritto e, dulcis in fundo, una piattaforma pubblica nazionale per consultazioni e proposte, con obbligo di risposta istituzionale al raggiungimento di determinate soglie.

Reintroduzione abuso d'ufficio e vera legge su conflitto di interessi

"Reintroduzione dell'abuso d'ufficio con una formulazione chiara e circoscritta, che colpisca gli abusi senza paralizzare i sindaci" e "abrogare le norme introdotte dal governo Meloni ripristinando le funzioni degli organi di controllo come la Corte dei conti e l’Anac, abrogando il tetto che limita il risarcimento del danno erariale e la presunzione di buona fede per i titolari di organi politici. Ripristinare l’autonomia e indipendenza della Corte dei conti. Restituire alla Corte dei conti il controllo concomitante su Pnrr, sanità e grandi opere: si corregge in corso d’opera, non a danno avvenuto", tra le tante proposte che il Movimento 5 stelle sta facendo votare alla sua base per portarle poi al tavolo di coalizione per "per migliorare concretamente la vita delle italiane e degli italiani".

Non solo, perché c'è anche la messa a punto di "una vera legge sul conflitto di interessi e regolamentazione delle lobby: incompatibilità, obblighi di astensione e strumenti effettivi per evitare che la politica sia inquinata dagli affari e che interessi economici privati condizionino le funzioni pubbliche".

Ius scholae e superamento Bossi-Fini e modello Albania

Il 18esimo punto dei 20 proposti oggi alla comunità pentastellata c'è anche quello che riguarda l'immigrazione, in cui emerge sicuramente lo ius scholae, perché "chi è cresciuto nelle nostre scuole è già parte di questo Paese". Ma tra i vari temi che da oggi a domenica alle 14 gli iscritti del Movimento 5 stelle voteranno c'è anche quello che riguarda l'istituzione di un ministero delle Politiche migratorie e l’Integrazione, il superamento della Bossi-Fini e il click day, con ingressi programmati esclusivamente sulla domanda reale di lavoro, e del "fallimentare 'modello Albania'" con la destinazione di "quelle risorse a procedure rapide di esame delle domande e le conseguenti attività di rimpatrio o rilascio del permesso di soggiorno".

Non solo, però. Perché c'è l'intervento "in sede europea per superare definitivamente il principio per il quale i paesi di primo approdo sostengono da soli gli oneri dell’accoglienza e imporre stringenti regole di redistribuzione a tutti i paesi europei", l'istituzione di "centri di assistenza, presso Paesi 'sicuri' di origine o di transito, sotto l’egida delle Agenzie delle nazioni unite, al fine di processare all’origine le richieste di protezione internazionale ed evitare che si alimenti il traffico di esseri umani. Attuare corridoi umanitari per garantire massima sicurezza agli aventi diritto alla protezione internazionale", la promozione di "un piano nazionale per garantire una effettiva integrazione mediante corsi di lingua, mediatori culturali, programmi di formazione professionali legati ai bisogni dei territori, percorsi scolastici, progetti sportivi, incentivi alle assunzioni regolari, evitando che il settore dell’accoglienza sia rimesso esclusivamente a cooperative e associazioni private".

Depenalizzazione cannabis e contrasto a privilegi casta per 'mai più casi Delmastro'

Nel capitolo riguardante la lotta alle mafie, ne spunta uno in particolare: la depenalizzazione della coltivazione domestica della cannabis per uso personale. Ma siccome non si dimenticano né le vecchie né le nuove battaglie, ecco che c'è anche "Mai più casi Delmastro: contrastare i privilegi di casta modificando le norme parlamentari".

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