Centinaia di danni ai tetti delle case, lesioni alla torre civica del Comune, migliaia di auto danneggiate dalla grandine. Meloni: "Governo vicino a comunità colpite e ai feriti"
Proseguono senza sosta le operazioni dei vigili del fuoco nei territori della Lombardia e del Veneto interessati dall’ondata di maltempo che, a partire dal pomeriggio di ieri, ha colpito diverse aree. Intanto Cremona fa la conta dei danni dopo il devastante passaggio della tromba d'aria sulla città: si sono registrati numerosi tetti divelti, oltre a ingenti danni alla Cattedrale e al Municipio di Cremona.
"Cremona non è sola. Durante un sopralluogo con i vigili del fuoco ho ricevuto la telefonata del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha voluto esprimere la sua vicinanza alla comunità cremonese, ai cittadini, all’Amministrazione e alla Diocesi. Una telefonata che ho accolto con gratitudine e grande riconoscenza", ha detto il sindaco di Cremona, Andrea Virgilio.
Il sindaco è stato contattato anche dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, "che ha assicurato l’attenzione concreta del Governo alla situazione di Cremona". Lo stesso ha fatto il ministro Nello Musumeci, "che mi ha confermato personalmente l’attivazione delle strutture nazionali competenti", ha sottolineato il primo cittadino in un post social.
"Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, segue con attenzione la situazione a Cremona ed è in costante contatto con il Ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, con il Sottosegretario Alfredo Mantovano, con il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, e con le autorità locali, per monitorare l’evolversi dell’emergenza e verificare le necessità del territorio", rende noto palazzo Chigi in una nota. "Il Governo è vicino alle comunità colpite e sta seguendo le operazioni di soccorso e di assistenza alla popolazione, con particolare attenzione ai feriti, alle persone rimaste senza abitazione e ai danni provocati dal maltempo".
Oltre 500 gli interventi di soccorso tecnico urgente in Lombardia. Le maggiori criticità continuano a concentrarsi nella provincia di Cremona maggiormente interessata dalle piogge, dove le squadre sono impegnate principalmente per alberi e rami caduti o pericolanti, dissesti statici, coperture ed elementi strutturali danneggiati, allagamenti e rimozione di ostacoli (VIDEO).
"I danni sono pesanti e al momento non ancora quantificabili e ci sono diverse famiglie che hanno dovuto lasciare la loro abitazione. Vedere la città in queste condizioni lascia sgomenti. Noi siamo al lavoro, ci vorrà tempo, servirà pazienza, ma non ci fermiamo", le parole sui social del sindaco Virgilio.
I numeri parziali parlano di centinaia di danni ai tetti delle case, almeno dieci chiese danneggiate, lesioni alla torre civica del Comune, uno dei luoghi simbolo della città, ma anche migliaia di auto danneggiate dalla grandine, una quarantina di persone che hanno dovuto far ricorso alle cure mediche.
"Un grazie sincero" del sindaco va al personale sanitario dell’Asst "che ha rafforzato i turni al Pronto soccorso e in radiologia per assistere i feriti, fortunatamente nessuno in gravi condizioni", ma anche "ai tecnici del Comune e di Aem, gli agenti della Polizia locale, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, i volontari della Protezione civile e tutti quei cittadini che sono scesi in strada per dare una mano". Le operazioni di pulizia delle strade e di messa in sicurezza sono ancora in corso. Difficile, anche sul fronte dell'agricoltura, capire quanto del lavoro nei campi è andato perso.
Il nubifragio "ha visto grandine e venti a 90 chilometri orari" e ha provocato "danni ingenti, soprattutto nella zona sud della città. In circa 20 minuti è caduta una quantità di pioggia pari all’80% di quella normalmente registrata nell’intero mese di agosto, con grandine che ha raggiunto anche i dieci centimetri di diametro", ha poi aggiunto il sindaco al termine della riunione mattutina del Centro operativo comunale della Protezione Civile.
Il violento temporale che ieri pomeriggio ha colpito Cremona ha determinato l’arrivo, in un arco di tempo molto ristretto, di 43 persone al pronto soccorso, nessuna codice rosso. I traumi "sono stati provocati soprattutto da cadute o dal tentativo di trovare riparo dalla grandine", si legge in una nota dell'Asst di Cremona. Per far fronte all’improvviso aumento degli accessi sono stati potenziati nell'immediato i turni medici e infermieristici in Pronto soccorso e in Radiologia. "Questa mattina la situazione è tornata alla normalità: la maggior parte delle persone assistite è stata dimessa, una rimane in osservazione e quattro pazienti necessitano di ricovero".
Tra i comuni più colpiti sull'area del Cremonese c'è quello di Torre de' Picenardi dove il sindaco Marcello Volpi parla di un "bilancio pesante". Il forte vento e il maltempo "hanno provocato notevoli e molteplici danni, interessando sia beni privati sia beni pubblici, oltre a generare una grande quantità di detriti e rami che sono stati trascinati e dispersi lungo le strade e nelle aree pubbliche".
"In seguito ai gravi danni causati dal maltempo che ieri ha colpito le province di Cremona, Mantova, Bergamo e Pavia, chiederemo l’estensione dello stato di emergenza anche a questi territori", fa sapere il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che è in costante collegamento con l’assessore regionale alla Protezione civile e Sicurezza, Romano La Russa, che sta coordinando gli interventi sul territorio.
Proseguono, inoltre, le operazioni dei vigili del fuoco per fronteggiare la forte ondata di maltempo che ha colpito il Veneto: 200 gli interventi svolti per far fronte ai danni causati dalle intense precipitazioni e dalle forti raffiche di vento.
Le situazioni di maggiore criticità si concentrano in provincia di Verona, dove le squadre sono particolarmente attive nei comuni di Isola della Scala, Bovolone e Cerea, e nel veneziano. A Venezia, in particolare nei quartieri di Mestre e Marghera, vigili del fuoco impegnati soprattutto per la rimozione di alberi pericolanti, oltre alla messa in sicurezza di pali della luce e delle linee telefoniche abbattute dal vento. Squadre impegnate anche nel bellunese per le forti raffiche di vento che hanno colpito la provincia. Il quadro meteo è attualmente in graduale miglioramento su tutta la regione.
Intanto il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha firmato il decreto per la dichiarazione dello stato di emergenza regionale. “Violenti temporali, con raffiche di vento e grandinate, hanno sferzato quasi tutto il territorio - spiega il governatore - provocando danni anche gravi ad alberature e beni mobili e immobili, che ora dovranno essere attentamente quantificati. Mi stringo attorno a famiglie, lavoratori e imprese colpiti da eventi atmosferici violenti e improvvisi e ringrazio la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine, i Sindaci e tutte le persone che si sono subito messe a disposizione per aiutare, soccorrere e sostenere i cittadini in difficoltà”.